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La celebrazione

Locri commemora Francesco Fortugno a 16 anni dall’assassinio

Il vicepresidente del Consiglio regionale ricordato con una messa officiata dal vescovo Oliva. «Ha pagato l’impegno a favore della legalità»

Pubblicato il: 16/10/2021 – 14:59
Locri commemora Francesco Fortugno a 16 anni dall’assassinio

LOCRI Sono trascorsi sedici anni dall’assassinio di Francesco Fortugno ma la commozione per la drammatica morte del vicepresidente del Consiglio regionale è rimasta intatta. Un dolore che si è percepito nella mattina di sabato quando, alla presenza delle massime autorità istituzionali, si è celebrata la cerimonia per ricordare l’uomo, prima che la figura istituzionale, freddato dalla ‘ndrangheta il 16 ottobre del 2005.
Una cerimonia in forma ridotta – per il secondo anno consecutivo – per via delle rigide regole ancora vigenti a causa dell’emergenza sanitaria, ma non per questo meno struggente.

I momenti della commemorazione


Una commemorazione che si è svolta prima con la deposizione della corona dello Stato da parte del prefetto di Reggio, Massimo Mariani, a Palazzo Nieddu del Rio, dove il vicepresidente del Consiglio fu brutalmente assassinato a colpi di revolver. «Lo Stato continua a essere vicino a chi è stato direttamente colpito – ha detto il prefetto – cioè la famiglia Fortugno, ma anche a questo territorio facendo al meglio il proprio dovere. In questi anni sono stati sfatti avanti nell’azione di contrasto alla criminalità ma occorre anche investire nella crescita complessiva del territorio. Viviamo un momento particolare in seguito alla pandemia, ma lo Stato investirà molto e dunque occorre continuare l’azione di contrasto alle mafie e, contemporaneamente, lavorare sullo sviluppo delle comunità locali. Ricordare Francesco Fortugno – ha concluso Mariani – significa onorare tutte le vittime della mafia e ribadire l’impegno per il contrasto al crimine».


Ad accompagnare il massimo rappresentante dello Stato nel Reggino, la vedova di Fortugno, Maria Grazia Lagana e i suoi figli. Alla commemorazione anche il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, il questore Bruno Megale, il comandante provinciale dei Carabinieri, Marco Guerrini, il comandante del Nucleo Polizia economico – finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Mauro Silvari, il sindaco di Locri Giovanni Calabrese, il vicesindaco metropolitano di Reggio Calabria Armando Neri, e il segretario questore del Consiglio regionale Graziano Di Natale.


Subito dopo la deposizione della corona, la messa in suffragio dell’esponente polito celebrata dal monsignor Francesco Oliva nella cappella del seminario vescovile. «Il sacrificio di Francesco Fortugno – ha detto nel corso dell’omelia il vescovo di Locri-Gerace – non sia stato vano e tutti noi dobbiamo sentire come nostro quel tragico momento, come un atto di violenza compiuto contro una intera comunità. Franco ha pagato con la vita il suo impegno a favore della legalità in un delicato ambito come quello della sanità. Un impegno che resta attuale ancora oggi, in una fase storica segnata dall’emergenza pandemica, sul terreno della tutela diritti dei cittadini, in particolare dei più fragili. Franco da medico è stato sempre vicino all’ammalato, ma conosceva i tanti interessi che gravitano intorno alla sanità, interessi che portano alla deriva tale settore compromettendo i diritti del malato. La sua morte non è vana anche in ragione del riscatto civile che ha attraversato il nostro popolo, con in testa i giovani, nella consapevolezza che mediante la violenza, la demagogia, il perseguimento degli egoistici interessi, non si realizza mai il bene comune. E la sua memoria oggi merita di essere vissuta attraverso una forte e autentica professione di fede e mediante una quotidianità fatta di impegno per il prossimo, di legalità, di rispetto delle regole».
Infine un momento di raccoglimento decisamente molto sentito nella cappella dove riposano le spoglie di Francesco Fortugno. Qui il segretario questore di Palazzo Campanella, Graziano Di Natale ha deposto la corona dell’Assemblea legislativa.

Laganà: «È un dolore che non passa»

«È un dolore che non passa, ma onorare la memoria di Franco è un dovere soprattutto per alimentare la speranza di un futuro migliore per i giovani calabresi, a cui mio marito guardava con particolare attenzione, e che in questi anni sono stati al centro di un percorso di promozione della cultura della legalità». Sono le parole pronunciate Maria Grazia Laganà Fortugno nel corso della commemorazione. «Per il secondo anno consecutivo – ha aggiunto – abbiamo ritenuto giusto evitare iniziative che potessero causare assembramenti, ma simbolicamente ci siamo ritrovati per un momento di raccoglimento e riflessione su un tema, quello della lotta alla criminalità organizzata, che non può registrare sottovalutazioni e battute d’arresto».

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