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20.20

Graziano: «Il Pd calabrese ora è forte e credibile. Dal M5S alle Regionali mi aspettavo di più»

Il commissario Pd ospite del talk de L’altro Corriere Tv: «Apriamo alla fase congressuale. Bruni nel gruppo misto è una non notizia»

Pubblicato il: 27/10/2021 – 8:57
Graziano: «Il Pd calabrese ora è forte e credibile. Dal M5S alle Regionali mi aspettavo di più»

LAMEZIA TERME Il futuro del partito, la sanità calabrese, i rapporti con gli alleati, l’esito delle urne. Tanti i temi trattati da Stefano Graziano, commissario regionale del Pd, «ancora per pochissimo», ospite del talk “20.20”, andato in onda ieri sera su L’altro Corriere tv, al canale 16, condotto da Danilo Monteleone e Ugo Floro.
Il commissario, nelle primissime battute ricorda di essere arrivato in Calabria nell’aprile 2019, di aver superato la fase pandemica e due elezioni regionali.
Oggi, invece, «siamo in piena fase di tesseramento – esordisce – che si svolgerà esclusivamente on line per evitare capibastone e pacchetti di tessere che porranno essere sottoscritte in un massimo di tre. Si sono insediate le commissioni, lavoreremo per chiudere questa fase il 30 novembre per poi procedere coi congressi cittadini, provinciali, regionale. Dopo due anni di commissariamento si riparte da un partito vero, frequentato da chi vuole partecipare alla vita democratica, con iscritti veri».

«La sanità deve tornare ai calabresi»

«Mi auguro – prosegue il commissario del Pd nel toccare uno dei tanti argomenti della serata, la sanità – che si apra una riflessione col governo nazionale, col presidente della Regione, insieme all’opposizione. Sul tema il Pd ha sempre detto che il commissariamento della sanità deve tornare in capo al governatore, ma soprattutto ha detto che bisogna dividere il debito in due parti: quello fino al 2009 da far saldare alla Calabria; quello post 2009 da far estinguere allo Stato, poiché i commissari hanno prodotto ancora più debiti. In Campania abbiamo dimostrato che superare la fase di commissariamento è possibile, passando dai livelli essenziali di assistenza, dalle deospedalizzazione, nel solco della prevenzione. Ma sul tema c’è bisogno di compattezza profonda fra le forze politiche».

«Lascio un Pd rinnovato»

Solitamente, quando arrivano i commissari, evidenzia Stefano Graziano nell’introdurre al Pd che sarà, «c’è qualche problema. In due anni e mezzo abbiamo affrontato due elezioni fotocopia. Impressiona che abbia votato la stessa percentuale di calabresi, il 44%, che i risultati raccolti dal centrodestra e dal centrosinistra siano paradossalmente gli stessi e che non sia cambiato nulla. Lascio, però, un Pd che si poggia su condizioni di rinnovamento forte, che ha un posizionamento, ha costruito una nuova generazione sul campo, una macchina ordinata e pulita che può partire con i congressi. E poi è il primo partito e guida del centrosinistra, la vera alternativa di governo».

«Bruni nel gruppo misto? Una non notizia»

«Cosa penso della Bruni defilata? Ha guidato una campagna elettorale non semplice. Non rimasto male – sottolinea Graziano – rispetto al fatto che abbia annunciato di voler approdare al gruppo misto in consiglio regionale, mi sembra una non notizia. Era una candidata civica e oltre al Pd e al Movimento Cinque Stelle c’è un 6-8% da rappresentare. Mi auguro che questa posizione possa essere utile per avvicinare il mondo civico. Amalia Bruni può costruire un civismo progressista utile ad allargare le posizione della coalizione».

«Dal M5S ci aspettavamo di più»

Sempre a proposito di elezioni regionali, il commissario del Pd si dice convinto che «loro (cioè il M5S, ndr) potessero portare in dote qualche punto in più. Sono in un momento di grande trasformazione. Devono decidere se trasformarsi in struttura sui territori che entrano nei sistemi locali, oppure no. Quello del M5S è un lavoro tutto in itinere e probabilmente anche loro si aspettavano qualcosa in più dalle urne, rispetto alle piazze di Conte. Una cosa, però, sono le elezioni amministrative e regionali, un’altra le Politiche. E di fondo, dove il M5S non si è alleato con noi, il Pd ha vinto ugualmente come a Roma, Milano, Bologna»

«Valorizzare donne e giovani»

Il lavoro imbastito nella fase di commissariamento del partito, per Stefano Graziano, dovrà andare in dote al Pd del futuro. «È necessario un cambio di passo. È questo il lavoro che dovremo fare sul partito e sul gruppo in Regione, rafforzato dalle donne che si sono impegnate sul campo. Dobbiamo tornare al criterio di metodo da utilizzare nei congressi. Chi si è impegnato nella lista alle regionali sia valorizzato. In questa campagna elettorale tante donne e tanti giovani di valore si sono scesi in campo per cambiare la Calabria. Il partito vuole esaltare, convintamente, quelle posizioni. Solo così si può realizzare un vero rinnovamento, se c’è un rifiorire. E poi bisogna reintrodurre nel partito la passione».
Stefano Graziano conclude sottolineando di aver «detto molti no. Quando arriva un commissario non è mai piacevole. I calabresi tornano ad avere un Pd rinnovato, forte, credibile, che fa ciò che dice e dice ciò che pensa».

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