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Corruzione in tribunale, fissato l’appello a carico di Petrini

In primo grado, nel processo con rito abbreviato, era stato condannato, lo scorso 23 novembre, a 4 anni e 4 mesi di reclusione

Pubblicato il: 29/10/2021 – 19:54
Corruzione in tribunale, fissato l’appello a carico di Petrini

SALERNO Avrà inizio il prossimo 17 dicembre, davanti alla Corte d’Appello di Salerno, l’udienza di secondo grado a carico del giudice sospeso della Corte d’Appello di Catanzaro Marco Petrini, del medico Emilio Santoro e dell’avvocato Francesco Saraco.
Si tratta di uno stralcio della più vasta inchiesta “Genesi” che ha aperto una voragine investigativa sui presunti reati di corruzione in atti giudiziari commessi negli Uffici giudiziari di Catanzaro.

Le condanne

In primo grado, nel processo con rito abbreviato, erano stati condannati, lo scorso 23 novembre, Marco Petrini a 4 anni e 4 mesi di reclusione; il medico e “faccendiere” Emilio Santoro a 3 anni e 2 mesi e l’avvocato Francesco Saraco a un anno e 8 mesi per diverse ipotesi di corruzione in atti giudiziari. Dopo gli arresti avvenuti il 15 gennaio 2020 i tre imputati hanno deciso di collaborare con la Procura di Salerno. Con la condanna sono state inflitte pene accessorie e pecuniarie. Petrini è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata di 3 anni e 6 mesi; Emilio Santoro, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti, interdetto dai pubblici uffici per la durata di 3 anni mentre l’interdizione per Saraco è stata fissata ad un anno e 6 mesi. Marco Petrini è stato condannato a risarcire al ministero della Giustizia la somma di 311.500 euro. Stessa cifra è stata comminata a Emilio Santoro. La riparazione pecuniaria comminata a Saraco, difeso dagli avvocati Giuseppe della Monica e da Nico D’Ascola, in favore del ministero è di 260mila euro. Il Tribunale aveva anche ordinato la confisca per equivalente delle somme ritrovate in contanti ai tre imputati. Petrini, difeso dall’avvocato Francesco Calderaro, è stato condannato a risarcire la Presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero della Giustizia, da liquidarsi in sede civile. Sarà ora la corte d’Appello di Salerno a stabilire se l’accusa reggerà anche nel secondo grado di giudizio. (Ale.Tru.)

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