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Giunta Occhiuto, Catanzaro si risolleva (un po’). Ma fa discutere la delega a trazione reggina…

La città ritrova appigli istituzionali. Poi spunta una materia assegnata alla Princi con riferimento alla Città metropolitana di Reggio

Pubblicato il: 09/11/2021 – 18:19
Giunta Occhiuto, Catanzaro si risolleva (un po’). Ma fa discutere la delega a trazione reggina…

CATANZARO Il bicchiere resta mezzo pieno, o mezzo vuoto, dipende dalle angolazioni da cui si guarda la cosa. Per Catanzaro la composizione degli assetti di Giunta e Consiglio regionale addolcisce il senso dell’irrilevanza politica che si era manifestata in tutta evidenza nel voto del 3 e 4 ottobre, quando solo un catanzarese è stato eletto a Palazzo Campanella, Filippo Mancuso, uscente della Lega che ora è predestinato a presiedere l’Assemblea, secondo ufficiale investitura – piccola nota irrituale – del leader del Carroccio Matteo Salvini prima ancora che dell’aula.

Appigli istituzionali per il capoluogo

FRATELLI D’ITALIA | Wanda Ferro e Filippo Pietropaolo

Comunque, per Mancuso, che nella passata legislatura è stato già nell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale in qualità di segretario questore (a lui spesso l’incombenza forse più noiosa di tutte, la lettura del verbale delle sedute precedenti), una postazione di prestigio, forse anche inattesa. E per Catanzaro un motivo per rialzare un po’ la testa ed evitare la cancellazione totale dallo scacchiere istituzionale della Regione, anche grazie alla nomina in giunta del capogruppo uscente di Fratelli d’Italia, Filippo Pietropaolo, nomina che molti analisti politici attribuiscono al fortissimo pressing della leader regionale dei meloniani, Wanda Ferro, anche se per Pietropaolo le deleghe assessoriali – organizzazione della burocrazia regionale e risorse umane – non sono oggettivamente di quelle che stimolano la fantasia e i voli pindarici. Ma va bene così, per una città quale Catanzaro che nella passata legislatura contava sei consiglieri regionali e ora uno soltanto, al fondo di elezioni che hanno riscritto completamente la geografia del capoluogo, dove una stagione politica che ha occupato la scena per anni sembra essere definitivamente tramontata e dove adesso tanti big dovranno reinventarsi un futuro per non finire nel dimenticatoio.

Quella delega che fa discutere

Per questo ora, dopo la composizione degli assetti di Giunta e vertici del Consiglio regionale (che sono i ruoli che contano), gli addetti ai lavori stanno già concentrando l’attenzione sugli effetti che questo scenario avrà in vista delle prossime elezioni comunali, quelle che consegneranno alla città un nuovo sindaco dopo la luna parentesi di Sergio Abramo, uno dei più delusi di questa partita regionale: in tanti, lui per primo, pregustavano un ruolo nella Cittadella per Abramo, ma la scelta di lasciare Forza Italia per Coraggio Italia probabilmente è stata per lui deleteria (come lo fu due anni fa, in era Santelli, il flirt con la Lega dopo il temporanei divorzio sempre da Forza Italia). Intanto, oggi nel centrodestra sorridono Mancuso e la Ferro con Fratelli d’Italia, per il resto si vedrà, anche nel centrosinistra, che per certi versi è un “ground zero” ancora più zero del centrodestra. A queste latitudini, visto l’andazzo, si esulta dunque per una presidenza del Consiglio regionale e un assessorato. Ma poi ci si adonta per un risvolto sfuggito a tanti ma non a tutti, e quelli che se se sono accorti stanno manifestando un evidente disappunto: quella delega assegnata alla vicepresidente della Giunta regionale, Giusy Princi, relativa alle “azioni di sviluppo della città metropolitana di Reggio Calabria”. Nei corridoi della politica catanzarese, anche quelli di centrodestra, trapela più di un mugugno davanti a questa delega a trazione reggina. Ma a parte qualche eccezione, non si è ancora al livello della “levata di scudi”: e anche questo è un segnale… (c. a.)

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