“Uil Tour” a Cosenza. «Più di tre morti al giorno sui luoghi di lavoro» – VIDEO
Tappa a Cosenza per il sindacato. Giornata di discussione ed approfondimento. «Calabria fragile sul lavoro regolare e legale»

COSENZA “Zero Morti sul Lavoro”, è il claim del Tour della Uil che oggi ha fatto tappa a Cosenza (domani sarà a Reggio Calabria). Il truck celeste ha occupato la centralissima piazza Kennedy per una giornata di discussione ed approfondimento, con tavole rotonde sui temi di attualità per la Calabria affrontati con personalità di primo piano del mondo politico, istituzionale e produttivo regionale.
«Calabria terra fragile»
«La presenza di una organizzazione forte sui temi del carattere nazionale, ma anche quelli che riguardano la Calabria: il Piano nazionale di ripresa e resilienza, i fondi Por, lo sviluppo sostenibile o le politiche di sostegno alle start up», sostiene Santo Biondo, segretario generale della Uil Calabria. «la campagna “Zero morti sul lavoro” interessa soprattutto la Calabria che è una terra molto fragile sul lavoro regolare e legale e di conseguenza c’è un’attività di attenzione da parte nostra. A Roberto Occhiuto, neo governatore, chiediamo ancora una volta di aprire immediatamente il confronto con il sindacato».

Oltre tre morti al giorni sul lavoro
La tappa cosentina è anche l’occasione per rilanciare il dialogo con le scuole calabresi, con le studentesse e gli studenti che a Cosenza sono protagonisti della discussione, pronti a mettere sul tavolo le loro idee per ridisegnare il futuro della Regione. Un confronto necessario per formulare delle proposte innovative da portare al tavolo della discussione con chi gestisce la cosa pubblica regionale e nazionale. Con l’attenzione rivolta soprattutto alla sicurezza sul lavoro, come spiega ai nostri microfoni Emanuele Ronzoni, segretario nazionale organizzativo Uil. «E’ un obiettivo della Uil, oggi ancora abbiamo una media di oltre morti al giorno per incidenti sui posti di lavoro, sono aumentati gli ispettori ma non basta bisogna penalizzare le aziende che non rispettano le regole». Come? «Bisogna bandirle dalla partecipazione ai bandi pubblici, negando qualsiasi tipo di finanziamento», sostiene Ronzoni che aggiunge: «ci sono delle misure da attuare per invertire la tendenza. Al Sud, la media è in linea con i dati nazionali. Non è un problema di numeri, ma di sicurezza».
