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Occhiuto chiude i lavori del Consiglio. «La Calabria può essere la regione che i calabresi non si aspettano»

Clima da “volemose bene” con le opposizioni. Il governatore: «Sulla sanità il commissario non basta, sul Pnrr serve l’impegno di tutti». Ribadita la linea su Sacal. «Sos contenziosi, all’Afor 25m…

Pubblicato il: 29/11/2021 – 17:00
Occhiuto chiude i lavori del Consiglio. «La Calabria può essere la regione che i calabresi non si aspettano»

REGGIO CALABRIA «Dimostriamo che la Calabria può essere la regione che i calabresi non si aspettano». Con queste parole, “rimodulando” lo slogan che ha caratterizzato la sua campagna elettorale, il presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto ha concluso i lavori dell’odierno Consiglio regionale, dedicato all’assestamento di bilancio. Lavori caratterizzati da due dati: il primo, prettamente logistico, legato all’inedita puntualità nell’inizio della seduta (meno di un’ora di ritardo, un record praticamente), segno del pragmatismo impresso anche dal presidente di Palazzo Campanella Filippo Mancuso; secondo, il sostanziale “volemose bene” con le opposizioni, con (reciproci) scambi di cortesie tra maggioranza e minoranza, e con l’ok all’assestamento con l’astensione non belligerante delle minoranze, anche dei gruppi potenzialmente più distanti da Occhiuto come l’M5S e il Polo civico di de Magistris. Un clima che si è in effetti respirato a pieni polmoni nell’intervento finale del governatore Occhiuto, che, dopo aver recepito le prime sollecitazioni dai consiglieri, ha rilanciato la richiesta della massima collaborazione dell’intero consiglio regionale. «Ho bisogno del Consiglio regionale», dirà – assicurando la sua massima disponibilità al confronto, soprattutto sui temi del Pnrr e della sanità, purché – ha sostenuto Occhiuto – l’assemblea legislativa «abbia i tempi che sta imprimendo il governo regionale, evitando riti che a volte diventano un ostacolo alla celerità delle decisioni». Per quanto l’odg delle sue linee programmatiche sia stato rinviato a una prossima seduta, Occhiuto si è anche soffermato su alcuni temi, sollevati nel corso del dibattito sull’assestamento, in particolare il contenzioso e la Sacal, confermando per la società aeroportuale l’intenzione di procedere all’acquisto ditate le quote del privato.

«M5S e Forza Italia insieme al governo, perché non in Calabria?»

«Non aspettatevi un bilancio di previsione che in qualche modo definisce il programma di governo. Io immagino un bilancio che ci dia la possibilità di lavorare senza andare in esercizio provvisorio, e poi una discussione invece su come spendere le altre risorse, quelle copiose», ha esordito Occhiuto. «Nel Defr – ha sostenuto il presidente della Giunta – abbiamo scritto chiaramente che le leve di politica economica che questa regione ha non risiedono nel bilancio di previsione, perché solo il 10% del bilancio è disponibile per manovre di politica economica da parte di Consiglio e di Giunta. Le vere leve di politica economia risiedono appunto nelle risorse del Pnrr, del Fondo sviluppo e Coesione, nelle risorse rinvenienti nei fondi strutturali europei, alcuni dei quali ancora non utilizzati: su questo sì che dovremo misurarci, la mia intenzione – se la presidenza del Consiglio, l’Ufficio di presidenza, la Conferenza dei capigruppo lo riterranno opportuno – è discutere in Consiglio regionale nei prossimi 30-60 giorni di cosa bisogna fare per non perdere questo importantissimo appuntamento della storia costituito dalle risorse del Pnrr. Nelle mie interlocuzioni con il governo, da ultimo con il ministro Giovannini abbiamo deciso di cogliere la sfida di utilizzare gli stessi tempi stringenti del Pnrr anche per impegnare quelle risorse che non avrebbero quei tempi, come l’Esc e le risorse europee. Noi dobbiamo mettere su un modello organizzativo che dimostri che anche la Calabria abbia questa capacità, al governo nazionale sto chiedendo di aiutarci soprattutto per colmare il deficit di capacità amministrativa per spendere queste risorse, che richiedono enti locali che sappiano programmare ed eseguire la spesa». Per Occhiuto «in una regione come la nostra dove ci sono tanti Comuni in dissesto o non c’è nemmeno il segretario generale, se il governo non ci mette a disposizione una struttura di supporto – io ho proposto una sede dell’Agenzia della coesione o di Cassa Depositi e Prestiti – noi rischiamo di fallire la scommessa. Allora su questo non basta l’impegno del governo regionale, non basta l’impegno di un presidente per quanto determinato, c’è necessità dell’impegno di tutti. Qualcuno diceva: abbiamo posizioni distanti, ma in questo paese, non solo in Calabria, nei momenti cruciali anche posizioni distanti hanno deciso di avvicinarsi per contribuire magari allo stesso governo. Chi poteva immaginare che il M5S fosse vicino a Forza Italia in un governo? Lo richiedeva il paese e le forze politiche hanno avuto il coraggio e la responsabilità di farlo. Chiedo: in Calabria questa emergenza non è forse persino un po’ superiore a quella che si registra nel Paese? Le differenze sì, i ruoli differenti sì, sono la ricchezza della democrazia, ma – ha sostenuto il governatore – qui siamo tutti chiamati a dare il meglio di noi stessi per non perdere questo appuntamento con la storia».

«Non basta il commissario per risolvere i problemi della sanità»

«Così come l’altro appuntamento con la storia che i calabresi si aspettano di non perdere: la necessità di riformare la sanità», ha quindi detto Occhiuto, che ha poi evidenziato: «Ho voluto assumermi personalmente la responsabilità di essere nominato commissario della sanità perché tanto avremmo comunque pagato noi gli effetti di una sanità inefficiente senza avere la possibilità di determinarne le scelte. È giusto che in consiglio regionale si possa liberamente discutere di sanità perché c’è il presidente che è anche commissario. E mi rendo già disponibile, insieme al sub commissario Bortoletti, a fare incontri con i gruppi consiliari per recepire orientamenti e suggerimenti: anche su questo, come sul bilancio, chiederò un supplemento di lavoro al Consiglio regionale, perché alcuni impegni li deve assumere anche il Consiglio regionale. In questo mese non mi sono fermato un solo giorno, sto lavorando fino a tarda sera alla Cittadella perché ci sono scadenze, si rischia di perdere risorse anche sulla sanità: per la medicina di prossimità noi abbiamo 340 milioni circa da spendere con il Pnrr, ma va individuato come spenderli entro entro 40-60 giorni». «Da oggi – ha rilevato il governatore – abbiamo un nuovo dirigente del Dipartimento ma vi assicuro che con le energie passate noi queste occasioni rischiamo di perderle, quindi su questo ci vorrà un rinnovato impegno da parte del governo, della struttura commissariale ma anche da parte del Consiglio regionale. Sono disponibile a confrontarmi perché la sanità non appartiene a nessuno, anzi – l’ho già detto anche alla mia maggioranza – la sanità è una zona franca, in questo momento la sanità per la maggioranza, ma anche per le minoranze è la madre di tutte le battaglie, e non basta solo il commissario». Occhiuto ha inoltre riferito di essersi «fatto anche carico di proporre ai gruppi parlamentari un pacchetto di emendamenti al Dl Fiscale che vanno nella direzione di risolvere alcuni problemi che la gestione commissariale non può risolvere: non basta il commissario – lo dice la sentenza della Corte costituzionale – se al commissario non dai gli esperti. In Calabria abbiamo 20-25 esperti, selezionati dall’Agenas, ci ho parlato, sono ragazzi straordinari e possono dare una mano nel Dipartimento, ma non sono gli esperti di cui parla il Decreto Calabria. In queste settimane ho fatto una fatica enorme a convincere calabresi che si sono segnalati per capacità a venire in Calabria perché questa regione è rappresentata come impossibile da governare. Negli emendamenti che abbiamo presentato abbiamo individuato anche un meccanismo di incentivazione: al ministro dell’Economia ho detto che se anche spendiamo 5-6 milioni all’anno per pagare di più quelli che vengono in Calabria – si fa peraltro per i magistrati e i poliziotti – e ne recuperiamo 50 di deficit è un investimento per lo Stato, non è una spesa. Su questo ho costruito un consenso trasversale, nelle forze di maggioranza in Parlamento e nel governo, ma dobbiamo anche essere anche noi conseguenti, dobbiamo avere la capacità di intervenire sul sistema normativo». «Ci sono tante questioni che – ha ribadito il presidente della Giunta regionale – insieme dobbiamo risolvere. Ho bisogno del Consiglio regionale, ma il Consiglio regionale però abbia i tempi che sta imprimendo il governo regionale, evitando riti che a volte diventano un ostacolo alla celerità delle decisioni. Quindi piena disponibilità sulla sanità, che deve essere da regione civile: è questo l’obiettivo che insieme dobbiamo perseguire».

«Contenzioso macigno, solo per l’Afor abbiamo 25mila procedure esecutive»

Quindi, il focus su temi specifici evidenziati dagli interventi in aula, come quello sul contenzioso, citato dalla leader del centrosinistra Amalia Bruni. «Il contenzioso – ha spiegato Occhiuto – è un macigno anche per il bilancio della Regione. Sì, abbiamo un’Avvocatura da 20 avvocati, andrebbero meglio organizzati. Ce ne dovrebbero essere 10 a Reggio e 10 a Catanzaro, ha senso perché sono due le sedi di Corte d’appello, forse non ha senso che ce ne siano 10 a Reggio e 10 a Catanzaro quando il 70-80% dei contenziosi sono lavorati a Catanzaro. Bisogna organizzare e stiamo ragionando con l’assessore Pietropaolo». «Faccio un esempio: sull’Afor – ha reso noto il presidente della Giunta – abbiamo 25mila procedure esecutive, possiamo anche organizzare l’avvocatura ma 25mila procedure solo sull’Afor sono un carico enorme, per questo utilizzeremo la stessa norma usata per il Corap, la liquidazione coatta amministrativa per fermare le procedure esecutive, in Giunta con il consenso dell’assessore Gallo faremo una norma in tal senso».

«Su Sacal intendiamo acquisire le quote private»

Occhiuto ha infine confermato la linea adottata sulla Sacal dopo la scalata dei privati al capitale azionario. «Sono intervenuto subito – ha ricordato – perché ho giudicato strano quello che era successo. Sono stato a Roma, ho parlato con il presidente dell’Enac e il ministero, il socio privato non può avere la maggioranza delle quote, dopo qualche giorno il socio privato, che non ho avuto tempo di incontrare, ha scritto dicendo di essere disponibile a ripristinare la situazione precedente: “abbiamo scherzato, sostanzialmente, torniamo a com’eravamo prima”». «Io ho fatto una valutazione che farebbe ogni dirigente: se c’è una denuncia di Enac, se ci sono organismi di vigilanza che stanno verificando se c’è stato un comportamento doloso e se c’è un comportamento potenzialmente doloso da parte del management di Sacal e della proprietà, noi come Regione, una società con un socio che potenzialmente ha posto in essere atteggiamenti dolosi, forse è meglio che non ne facciamo e ho fatto sapere al socio privato che i 12 milioni di azioni che possiede all’interno Sacal possono valere molto di più se c’è una Regione che ha un approccio collaborativo e si fida del socio privato, ma se queste condizioni non ci sono e se la Regione si aggiunge a Enac nel chiedere la revoca della concessione, queste quote non valgono 12 milioni ma zero. Per questo ho detto: o tutto o niente. O il socio privato ci dà la disponibilità di acquisire l’intero pacchetto, e poi valuteremo qui se fare l’Opa o un aumento di capitale per consentire a qualche privato che si sia davvero segnalato nella gestione degli scali di intervenire oppure non se ne fa niente». «Bene: il socio privato qualche giorno fa – ha detto Occhiuto – mi ha scritto che è disponibile a dare l’intero pacchetto delle sue quote alla Regione e quindi stiamo verificando il percorso amministrativo per rendere questo possibile, perché a me piacerebbe che lo sviluppo degli scali aeroportuali sia una della leve di polita economica e quindi fossero nella disponibilità della Regione, che oggi invece ha meno del 10% in quella società».

«Contento per un dibattito non ideologico»

In conclusione, Occhiuto ha detto di aver «apprezzato molto questo dibattito, perché non c’è stato approccio ideologico e di pregiudizio, nemmeno dei consiglieri di opposizione». «Io sono contento – ha aggiunto – perché le visioni diverse hanno dimostrato di essere compatibili non con gli obiettivi del governo regionale ma compatibili con i bisogni dei calabresi che vorrebbero una classe dirigente che, pur tra visioni diverse, concorre ciascuno con la propria specificità a dimostrare che la Calabria può essere la regione – io ho detto in campagna elettorale che il paese non si aspetta – ma dovremmo dire che molti calabresi non si aspettano».

Il dibattito in aula

Molti, gli interventi in aula in occasione del dibattito sull’assestamento di bilancio, quasi un’anticipazione di quello sulle linee programmatiche che sarà effettuato in una prossima seduta. La prima a intervenire è stata la leader del centrosinistra all’opposizione, Amalia Bruni, che ha auspicato «massima attenzione alla teppistica nella trasmissione dei provvedimenti per consentire un esame attento», evidenziando comunque che «la strada intrapresa dal presidente Occhiuto sembra quella giusta». Giacomo Crinò, capogruppo di Forza Azzuri, ha detto di «accogliere favorevolmente il rinnovato clima che sembra essersi instaurato. L’auspicio è che si eviti l’esercizio provvisorio». Per Mimmo Bevacqua del Pd «faremo opposizione che non farà conti ma che eserciterà lealmente il proprio ruolo. Invito poi il presidente, nel futuro imminente, a relazionare sui 175 milioni destinati alla Calabria e non spesi per quanto riguarda l’emergenza Covid 19». Giovanni Arruzzolo, capogruppo regionale di Forza Italia, ha definito «apprezzabili azioni messe in campo per evitare l’esercizio provvisorio». Francesco Afflitto, del Movimento 5 Stelle, ha sostenuto che «è necessari avviare un dibattito costruttivo in favore dei calabresi». Giuseppe Graziano, capogruppo dell’Udc, ha sostenuto di aver registrato «un clima positivo» e si è poi soffermato,m in particolare, sulla sanità osservando che «la nomina del presidente Occhiuto quale commissario diventa strategico per il ritorno alla normalità». Davide Tavernise, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha affermato che «il M5S collaborerà fattivamente e lealmente ma questo non vuole dire inciucio tra maggioranza e opposizione, bensì necessità di lavorare nell’interesse dei calabresi. Nessuno sconto, ma se il percorso futuro sarà all’insegna del coinvolgimento e del rispetto dei ruoli, la minoranza, alla stregua di quanto sta avvenendo a livello centrale, darà il proprio fattivo contributo». Pasqualina Straface, di Forza Italia, ha apprezzato «l’apertura nel confronti delle minoranze e la celerità e il pragmatismo con cui il presidente Occhiuto ha affrontato la vicenda del definanziamento dei lavori sulla diga del Menta». Il capogruppo dei De Magistris Presidente Ferdinando Laghi ha ribadito che «la nostra componente dell’opposizione, il Polo Civico deve avere il giusto riconoscimento sul piano istituzionale» evidenziando poi che «dal punto di vista politico il rispetto della persona deve prescindere dalle posizioni politiche che possono, per ragioni culturali, essere diverse. Francesco De Nisi, capogruppo di Coraggio Italia, ha rimarcato la bontà delle azioni messe in campo dal presidente Occhiuto e particolarmente per l’approccio usato con la Corte dei Conti a difesa della Calabria». Antonio Lo Schiavo (De Magistris Presidente), che ha ricordato la figura dell’ex consigliere regionale ed ex parlamentare Costatino Fittante, recentemente scomparso: «Mi riservo il giudizio sull’azione politica e sulle strategie che saranno adottate. Rivolgersi ai componenti dell’opposizione parlando di minoranze è comunque una forma corretta». Simona Loizzo, capogruppo della Lega, ha ossrevato che «le azioni ad oggi messe in campo dal presidente Occhiuto sono efficaci e rappresentano un segnale forte sui ritmi impressi alla legislatura». Quindi, il capogruppo del Pd, Nicola Irto, che ha auspicato «il ritorno alla centralità del Consiglio regionale, e mi sembra che l’inzio vada in questa direzione, ringrazio il presidente della Giunta ed il presidente del Consiglio per l’impostazione data ai lavori del Consiglio ed alla Conferenza dei Capigruppo e per voler, attraverso l’inversione di logiche usate in passato, informare in tempo utile i consiglieri sui provvedimenti all’ordine del giorno. È fondamentale discutere in aula anche sulla sanità, siamo stati tutti convinti della necessità che la gestione venisse restituita al calabresi, in capo al presidente sì, ma soprattutto ai calabresi per mezzo del Consiglio. Sarà difficile con la composizione odierna del Consiglio trovare una terza via, ma sarà possibile una fattiva collaborazione». Infine, il capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Neri: «Dalla discussione emerge un dato politico importante che attiene alla centralità del Consiglio regionale. Anche il clima in sede di conferenza dei capigruppo è apprezzabile e le competenze alte. Concordo con Irto sulla necessità che anche in tema di sanità il Consiglio abbia un ruolo attivo. E ritengo che le azioni messe sin qui in campo dal presidente siano andate a segno». (a. cant.)

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