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Crisi a Reggio, «finora non si è dimesso nessuno»

“La Strada”: «L’unica strada per tornare davvero alle urne è votare la mozione di sfiducia. Abbiamo i numeri, torniamo al voto»

Pubblicato il: 01/12/2021 – 18:28
Crisi a Reggio, «finora non si è dimesso nessuno»

REGGIO CALABRIA «In questo momento nel Consiglio Comunale non si è dimesso nessuno. Le dimissioni dal notaio, peraltro condizionate al raggiungimento del numero di 17 consiglieri totali, valgono se e solo se verranno consegnate alla Segreteria Comunale. Fino ad allora le dimissioni semplicemente non esistono». È il movimento “La Strada”, che a Reggio Calabria esprime il consigliere comunale Saverio Pazzano, a spiegare che, finora, non è successo “nulla”, nonostante le note seguite alla presentazione delle dimissioni dal notaio.
«L’unica mossa politicamente efficace e con qualche speranza di inchiodare la maggioranza alle proprie responsabilità e di tornare davvero alle urne – continua la nota –, passa attraverso la mozione di sfiducia presentata da La Strada e Saverio Pazzano in Comune e regolarmente protocollata presso l’Ufficio del Presidente del Consiglio ormai il 22 novembre scorso. Abbiamo – tutte le minoranze – i numeri per portare la sfiducia in Consiglio Comunale. Lì avremo modo per sancire il fallimento politico e amministrativo di questa amministrazione comunale e quindi votare la sfiducia al sindaco. Sempre lì, nella sede del Comune, qualora non si riesca a sfiduciare, potremo presentare le dimissioni direttamente in modo irrevocabile ed immediatamente efficace». 
“La Strada” ritiene «necessario tornare al voto», ma «nei modi e nei termini che consentano di fare una seria valutazione politica della pessima  gestione Falcomatà. Rinnoviamo perciò l’invito all’opposizione a firmare la mozione di sfiducia.  Solo così saremmo in grado di fare, finalmente, un ragionamento politico, di chiudere con questa amministrazione, di tornare al voto, di discutere del futuro di questa città all’interno del Senato cittadino, senza farci colonizzare da decisioni calate dall’alto, che siano i feudi del centrosinistra o le segreterie politiche nazionali del centrodestra, che indicano rispettivamente la via del rimpasto e quella delle dimissioni condizionate. E stiano certi tutti che, nel caso  delle reali intenzioni di andare dalla Segreteria Generale per dimettersi davvero in maniera irrevocabile, la firma di Saverio Pazzano non mancherà. Si discuta la sfiducia e si torni finalmente alle urne».

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