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Il ricordo

«Demetrio Volcic parlava sei lingue»

Roberto Scarfone è un giornalista catanzarese che vive da molti lustri a Mosca dove è stato corrispondente dell’Ansa. Sua moglie, cosacca, sa cucinare bene il morzello. Roberto iniziò come cronist…

Pubblicato il: 07/12/2021 – 14:48
di Bruno Gemelli*
«Demetrio Volcic parlava sei lingue»

Roberto Scarfone è un giornalista catanzarese che vive da molti lustri a Mosca dove è stato corrispondente dell’Ansa. Sua moglie, cosacca, sa cucinare bene il morzello. Roberto iniziò come cronista di nera per “Paese Sera”. Poi, per breve tempo lavorò, sempre in Calabria, come vice capostazione delle Ferrovie Calabro-Lucane. Successivamente andò a Londra dove fece prima il mestiere di lavapiatti, poi quello di venditore di gelati. La conoscenza delle lingue straniere gli permise il passaggio all’agenzia giornalistica Ansa dove fece per tre anni il “notturnista”. Dopo la copertura dei turni di notte, l’Agenzia lo mandò come corrispondente in Russia, poi in India, infine in Tunisia. Nel 2003 vinse la 38° edizione del premio giornalistico Saint Vincent.
A caldo Scarfone ha così commentato la morte di Demetrio Volcic, suo amico e collega. «Avevamo trasformato l’Ansa di Mosca in una sala-giochi clandestina. Ci si sfidava a scacchi. Concorrenti: 1) Demetrio Volcic, Rai 2); Giulietto Chiesa, La Stampa; 3) Andrea Bonanni, allora Corsera; 4) Luigi Sandri, Ansa; 5) Kirill Kuznetsov, Ansa. Le partite Volcic-Chiesa erano epopea. Poi spalancava la porta Ilya, l’autista dell’Ansa, e annunciava: “Arriva il Capo, arriva il Capo!” Con il suo ineffabile sorriso, diceva il capo ai giocatori: “Come va, ragazzi?”. Il capo dell’Ansa era Alessandro Serpieri, per trent’anni capo a Roma della leggendaria “Sacrestia”, mandato a Mosca proprio perché la partita Est-Ovest era una cosa seria, per questo c’era bisogno di uno come Serpieri. L’ultimo arrivato, un certo Scarfone, nascondeva gli scacchi sotto la sua scrivania e diceva: “Tutto a posto, capo”, espressione pregnante per quelli della Jonica che sono notoriamente laconici. Molto laconici. Diciamo la verità: muti».
Roberto poi mi ha confidato che a scacchi era una pippa, ma gli sono serviti a capire tante cose.
Volcic, nato a Lubiana nel 1931, da padre triestino e madre goriziana, si trasferì in Slovenia per sfuggire al fascismo.
Dipendente Rai dal 1956, diviene inviato speciale da Trieste nel 1964, passando solo nel 1968 a corrispondente dall’estero, incarico che lo ha portato fuori dall’Italia fino al 1993.
Dopo aver ricoperto il ruolo di inviato in Unione Sovietica passa alla direzione del TG1, dal 1993 al 1994. Nel 1995 è stato coordinatore della redazione giornalistica delle radio CNR.
Nel 1994 è stato docente dei corsi di Dottrine politiche e Politica internazionale presso l’Università degli Studi di Trieste. Nel 2006 gli è stata conferita la laurea magistrale honoris causa in Relazioni Pubbliche dall’Università degli Studi di Udine.
Nel 1996 ha lasciato la carriera giornalistica per la carriera accademica e politica come senatore del Pds. Aveva una cultura mitteleuropea e parlava sei lingue.
*giornalista

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