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L’evento

La nuova vita (e veste) del Parco archeologico di Sibari

L’offerta arricchita di nuovi elementi come il modulo “ippodameo” (i visitatori potranno vestire i panni dell’archeologo) e la mostra “Invocazioni”

Pubblicato il: 07/12/2021 – 16:43
di Luca Latella
La nuova vita (e veste) del Parco archeologico di Sibari

SIBARI Un nuovo logo, spazi nuovi, una nuova esposizione attualmente in progress. E poi la mostra dell’artista Giorgia Catapano e il modulo interattivo “ippodameo”.
L’offerta del Parco archeologico di Sibari (area archeologica, museo della Sibaritide e museo di Amendolara), si arricchisce grazie al lavoro del direttore Filippo Demma – in carica da poco più di un anno – e dei suoi collaboratori.

IL DIRETTORE | Filippo Demma

Nel corso di una conferenza stampa è stata svelata la nuova veste grafica e gli elementi di novità che caratterizzeranno il parco dall’8 dicembre.
L’interazione fra tempi, luoghi e persone – spiega Demma – è il filo che unisce gli eventi che arricchiscono la proposta culturale del Parco archeologico di Sibari. L’Istituto calabrese del Ministero della Cultura, recentemente dotato di autonomia speciale, apre al pubblico le porte di uno spazio multimediale stabile e di una mostra temporanea, che integra e dialoga col nuovo allestimento, anch’esso temporaneo, del Museo nazionale archeologico della Sibaritide. Così come le nuove tecnologie entrano in relazione con l’archeologia e l’arte antica con la contemporanea.
Il 2013, l’anno dell’alluvione che ha sommerso l’area a causa dell’esondazione del fiume Crati, ha rappresentato lo spartiacque tra il passato e il futuro del parco, anche grazie all’autonomia speciale voluta dal ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo.
«Negli ultimi dodici mesi – dice il direttore del parco – abbiamo corso. Franceschini ha chiesto che Sibari debba raccontare la storia del riscatto di un museo fermo e poco adatto ad ospitare il pubblico. Abbiamo iniziato con la Calabria in zona rossa, in piena pandemia, col museo chiuso ed un’esposizione caotica. Oggi l’allestimento è in progress e coinvolgerà il pubblico, prevedendo uno spazio di interazione con la contemporaneità». Come il modulo ippodameo e la mostra dell’artista tarantina Giorgia Catapano, esposta dall’8 dicembre all’8 marzo 2022.

“Invocazioni”

Il passato incontra il presente nei disegni di Giorgia Catapano, in esposizione nelle sale del museo dall’8 dicembre 2021 all’8 marzo 2022. Tant’è che “Invocazioni”, il titolo della rassegna, è anche una dichiarazione programmatica. «In qualche modo mi piace pensare di avere invocato il tempo più fiorente della città e della bellezza perché ci aiutasse a indirizzarci nel caos contemporaneo, creando una sorta di dialogo tra tempi storici», spiega l’artista di origini tarantine a proposito della genesi della sua produzione pittorica, concepita durante la pandemia. Attraverso la riproduzione di reperti archeologici, conservati in musei italiani e stranieri, su pagine di quotidiani nazionali e internazionali, Catapano ricolloca forme dell’arte antica nella contemporaneità. Tra i soggetti scelti per la realizzazione di alcuni disegni della serie, compaiono anche reperti della collezione del Museo sibarita. Da qui l’interesse del Parco di Sibari nel promuovere la mostra, rendendola un’opportunità per valorizzare le proprie collezioni e un’occasione per interpretare l’archeologia attraverso la lente dell’arte contemporanea.

Il modulo ippodameo

Dall’8 dicembre sono aperte al pubblico anche le sale multimediali nel cosiddetto “Modulo ippodameo” (dal nome di Ippodamo da Mileto, celebre architetto greco che tracciò il piano urbanistico ortogonale dell’insediamento di Turi), un edificio costruito nel 2016, in aggiunta agli spazi espositivi del Museo, in seguito ad un finanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale. Le nuove sale offrono un percorso multimediale, progettato con la direzione scientifica del direttore Demma e la collaborazione di grandi nomi dell’archeologia italiana. I visitatori potranno assistere a videoinstallazioni su Sibari e Turi (colonia greca fondata dopo la distruzione della prima), vestire i panni di un archeologo attraverso esperienze di gaming, ripercorrere la storia del territorio della Sibaritide (che si estende dal Pollino alla Sila) grazie a raffinate animazioni impreziosite dalla voce dell’attore Giuseppe Cederna e manipolare virtualmente reperti del Museo in 3D, tra cui il celebre Toro cozzante.

Il nuovo logo

L’interazione fra elementi, persone, territorio, presente e passato, ha ispirato anche la nuova identità visiva del Parco archeologico di Sibari, a cominciare dal logo, risultato della stilizzazione del moto ondoso che è stato geometrizzato, trasformato in un segno grafico vettoriale, attraverso le proporzioni della sezione aurea. A rendere visibile il rapporto che lega acqua, terra e uomo in questo territorio caratterizzato dal fenomeno della subsidenza, l’abbassamento progressivo di porzioni di terreno, con periodici allagamenti e continui interventi di manutenzione. (l.latella@corrierecal.it)

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