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«A novembre oltre mezzo milione di articoli sul Covid»

La comunicazione ha subito profonde modifiche durante la pandemia impattando sullo stile di vita e le abitudini degli italiani e la ricerca SocialCom-Blogmeter effettuata in occasione di #SocialCo…

Pubblicato il: 21/12/2021 – 17:25
di Giusy Raffaele
«A novembre oltre mezzo milione di articoli sul Covid»

La comunicazione ha subito profonde modifiche durante la pandemia impattando sullo stile di vita e le abitudini degli italiani e la ricerca SocialCom-Blogmeter effettuata in occasione di #SocialCom21 – La comunicazione al tempo dei social ha voluto analizzare questo aspetto fondamentale allo scopo di trovare un nuovo equilibrio nel disordine comunicativo mettendo a confronto mondi diversi (legislatori, professionisti dell’informazione, esperti, piattaforme). La modifica dello stile di comunicazione da parte degli organi decisori, l’evoluzione della pandemia, la mole spropositata di informazioni che ha portato l’Organizzazione mondiale della Sanità a definire l’infodemia come una vera e propria sindrome che condiziona la mente, l’attenzione, la capacità di comprensione e di elaborazione delle informazioni ricevute ha stravolto e modificato alcuni comportamenti degli italiani. Nel dettaglio, si è posto l’accento su alcuni aspetti dell’analisi proposta e del dibattito che ha generato:

  1. La comunicazione digitaleinfluenza le nostre vite, a maggior ragione dopo una pandemia che ci ha costretti per lungo periodo in casa. In quel periodo il digitale ha catalizzato la nostra attenzione, permettendoci di rimanere aggiornati su ciò che stava succedendo nei primi mesi della pandemia;
  2. La narrazione dei decisoripolitici non coincide sempre con il sentiment e con gli interessi dei cittadini, i quali spesso sembrano proiettati su temi completamente diversi rispetti a chi governa;
  3. Il bombardamento di informazioni a cui siamo sottoposti ogni giorno condiziona la formazione delle nostre opinioni, ci rende più vulnerabili rispetto ad eventuali fake-news e polarizza le narrazioni, dividendo la società;
  4. Questo cambiamento è stato una novità non solo per chi riceve l’informazione, ma anche per chi la produce. Gli operatori dell’informazione sono consapevoli di dover trovare un punto di incontro tra la necessità di essere veloci nel dare le notizie e verificare le fonti, evitando di creare confusione nella popolazione;
  5. La pandemia ha comunque fatto emergere la potenzialità di prospettive migliori a breve-medio termine relativamente alla transizione ecologica, alladigitalizzazione, allacybersecurity (e alle occasioni contenute nel Pnnr) e al ruolo della donna. Ci ha resi consapevoli e più sensibili rispetto a queste tematiche che ignoravamo, o delle quali avevamo scarsa considerazione, nell’epoca pre-pandemica;
  6. C’è una crescita sostanziale dell’utilizzo dei social network, visti non solo come piazza di incontro sociale, ma come opportunità di sviluppo per diversi tipi di business (turismo, cultura, intrattenimento);
  7. Allo stesso tempo le piattaforme sono consapevoli dei rischi e dei pericoli delle piazze che loro stessi tengono aperte. Per questo chiedono maggiore chiarezza, anche a livello legislativo, sui confini entro i quali possono e devono muoversi per evitare che i social diventino, al contrario, un luogo di smarrimento sociale;
  8. In generale si può affermare che tutti gli attori coinvolti sentono la responsabilità di dover comunicare in maniera diversa, in modo da non generare ansie e paure nella popolazione, proprio in virtù del ruolo di autorevolezza che ricoprono.

Dalla ricerca di SocialCom-Blogmeteremergono alcuni dati interessanti per capire le dinamiche con le quali si sposta la comunicazione. Sono 64 milioni i followers dei decisori politici (deputati, senatori, ministri, governatori di regioni) presenti sulle principali piattaforme social. Nei primi 9 mesi dell’anno i canali social dei decisori hanno prodotto 698mila post e oltre 384 milioni di interazioni. In questo quadro si inseriscono anche i dati forniti dal Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, durante il suo intervento a #SocialCom21. Nel 2021 Montecitorio ha registrato 5 milioni di visitatori unici sul sito e 50 milioni di pagina visitate. Dallanalisi dei social arrivano altri dati sostanziali. Il primo vede le conversazioni social sul tema Covid, vaccini e pandemia crescere di pari passo con l’aumento dei positivi. Un dato eloquente è quello riguardante Facebook, dove, a tal proposito, negli ultimi 6 mesi 218 milioni di post e una mole di interazioni pari a 9,98 miliardi. Un risultato cui ha sicuramente contribuito la mole di articoli scritti sul tema dagli organi di informazione. Nel solo mese di novembre sono stati pubblicati 553.875 articoli contenenti le parole Covid, pandemia e Green pass. Giusto per avere un’idea, nello stesso mese si registrano 35.545 articoli contenenti la parola Black Friday, 105.100 articoli contenenti le parole Natale e 208.066 articoli contenenti la parola governo.

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