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Catanzaro verso le Comunali, grandi manovre nel vivo. Ma si aspettano i tavoli nazionali

Il centrosinistra su Fiorita ma la candidatura di Donato crea fibrillazioni. Centrodestra in fermento ma c’è ancora disordine. Tutti guardano a Roma

Pubblicato il: 06/01/2022 – 16:30
Catanzaro verso le Comunali, grandi manovre nel vivo. Ma si aspettano i tavoli nazionali

CATANZARO Catanzaro aspetta Roma. Le forze politiche hanno avviato le grandi manovre per le Comunali 2022 del capoluogo calabrese, quelle del post Abramo-quater, giusto per preparare il terreno ai tavoli nazionali che saranno quelli decisori. Catanzaro del resto è uno dei quattro capoluoghi di regione chiamati alle urne nella prossima primavera-inizio estate ed è evidente che rientra in una partita in primo luogo nazionale. Ma è una partita dai contorni ancora assolutamente imprevedibili, perché sarà necessario attendere gli sviluppi delle votazioni per il Quirinale e i conseguenti effetti sulla tenuta del governo e sugli equilibri generali per capire come evolverà la situazione sui territori. Catanzaro non sfugge a questa dinamica e infatti sia dal centrodestra, soprattutto, sia dal centrosinistra si fa intendere che al momento, per le Amministrative catanzaresi, a parte qualche certezza già acquisita si farà davvero sullo serio da febbraio in poi.

Il campo del centrosinistra

Certo, nel capoluogo non si è fermi, e stavolta a muoversi in anticipo è stato il centrosinistra, il “Nuovo centrosinistra” nella formulazione locale, che, sia pure un po’ a fatica e con qualche strascico polemico, in sede territoriale ha stabilito già una linea, puntando sulla candidatura del leader di Cambiavento Nicola Fiorita, docente dell’Unical, già in corsa nel 2017 quando da terzo incomodo fu protagonista di un ottimo exploit: il nome di Fiorita è emerso anzitutto da una sorta di consultazione-casting interni al Pd (e molto contestati) su una rosa di papabili piuttosto autorevoli e quindi è stato portato al tavolo (locale) della coalizione che a sua volta, dopo averlo condiviso, l’ha trasferito al tavolo nazionale. Il campo del centrosinistra però si è subito frastagliato con la discesa in campo del docente dell’Umg Valerio Donato, uno dei nomi sottoposti al casting di cui sopra: Donato, iscritto al Pd, ha lanciato la sua candidatura con un segno trasversale, da classico terzo polo, che starebbe già creando più di una fibrillazione ai dem e al centrosinistra ma anche al centrodestra. Secondo quanto riferiscono fonti del Pd catanzarese, il Nazareno sarebbe orientato a ratificare la scelta territoriale caduta su Fiorita, ovviamente dopo l’elezione del Capo, ma di mezzo c’è il congresso regionale dem in Calabria e la potenziale forza espansiva della candidatura di Donato, che sembra rivolgersi anche a settori non prettamente politici che però a Catanzaro spesso contano più dei partiti, è un fattore che in tanti stanno valutando nel capoluogo. Per il 28 gennaio Donato ha organizzato una convention nella quale esporrà il suo programma per la città e lì già si toccherà con mano la portata e il peso reale della sua candidatura.

Il campo del centrodestra

Intanto, la presenza di Donato e di Fiorita sulla scena sembra aver in un certo senso smosso le acque anche nel centrodestra, finora sostanzialmente fermo ai box a causa della “balcanizzazione” dello schieramento, polverizzato in mille rivoli ma ora costretto a ragionare con maggiore celerità su una candidatura a sindaco che sia prestigiosa e autorevole. Anche qui, ogni ragionamento è rinviato al tavolo nazionale del centrodestra dopo le elezioni per il Quirinale, confidando nella tenuta della coalizione (che comunque dovrebbe esserci). In linea teorica, la scelta del candidato sindaco di Catanzaro spetterebbe – riferiscono fonti del centrodestra – a Fratelli d’Italia, visto che gli altri candidati sindaco dei capoluoghi in Calabria sono stati finora distribuiti tra Forza Italia (tre) e Lega (uno, Reggio Calabria), ma i meloniani, guidati dalla coordinatrice regionale e parlamentare Wanda Ferro, fanno intendere di non voler imbastire prove muscolari sulla partita catanzarese dicendosi pronti a ragionare su nomi che siano di qualità e di rinnovamento. Ma nelle ultime ore molti osservatori politici riferiscono di un particolare attivismo in ottica Comunali del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, della Lega, che a quanto risulta sarebbe in contatto quotidiano con il leader del Carroccio Matteo Salvini, molto interessato alle Comunali di Catanzaro: si parla di fitti contatti in queste ore tra FdI e Lega, e comunque è evidente che il dossier di Catanzaro, al quale lavora anche l’uscente Sergio Abramo oggi leader di Coraggio Italia, è ancora apertissimo. A chiuderlo – dicono in tanti – sarà il tavolo romano, che sarà chiamato in primo luogo a chiarire, una volta per tutte, a chi realmente spetta la scelta su Catanzaro. Chi sembra (al momento) alla finestra è Forza Italia, che registrerebbe sul territorio l’appannamento della leadership di Mimmo Tallini alle prese con un duro (e al momento perdente) braccio di ferro con l’asse regionale azzurro rappresentato dal coordinatore Mangialavori e dal governatore Roberto Occhiuto. In questo contesto chiaramente magmatico e comunque ancora piutosto disordinato, fare nomi è un’impresa anche se sul tavolo ne sono stati lanciati tanti, tutti assolutamente credibili ma lanciati un po’ al buio, per vedere l’effetto che fa. Tra i papabili è stato annoverato il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, effettivamente contattato qualche settimana da FdI e dallo stesso Abramo, ma Ferrara proprio in queste ore ha declinato l’offerta. Resterebbero in lizza – secondo indiscrezioni insistenti – l’attuale assessore regionale Filippo Pietropaolo, big di FdI, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro Antonello Talerico (candidato con Forza Italia alle Regionali, che non avrebbe peraltro il sostegno dello stato maggiore di Fi per via di alcuni ricorsi elettorali, a meno che non dovesse ritirarli…), l’attuale presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni (che al momento sconterebbe il fatto di non avere una precisa collocazione partitica nel centrodestra), e infine l’ex consigliere regionale e già presidente della Commissione  Sanità di Palazzo Campanella Baldo Esposito, il nome forse più quotato nelle ultime ore. Ma è davvero ancora troppo presto: la partita di Catanzaro in realtà è ancora negli spogliatoi, e il fischio di inizio lo darà Roma. (a. cant.)

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