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Paola, intitolata strada al maresciallo Carbone: morì per un malore dopo una lite in spiaggia

Il tragico episodio risale al 16 agosto scorso. L’amministrazione: «Esempio di coraggio e gentilezza. Martire dell’odio di chi inquina»

Pubblicato il: 21/01/2022 – 13:31
Paola, intitolata strada al maresciallo Carbone: morì per un malore dopo una lite in spiaggia

PAOLA «Questa mattina a Paola è stata intitolata una strada al Maresciallo Maggiore dei Carabinieri Antonio Carbone, deceduto prematuramente il 16 agosto scorso per un improvviso e tragico malore avvenuto in un lido balneare a Paola, dopo un diverbio con alcuni bagnanti, sorpresi a gettare rifiuti in mare. Alla cerimonia – si legge in una nota – hanno partecipato il Comandante provinciale dei Carabinieri di Cosenza, Colonnello Agatino Saverio Spoto, Padre Francesco Trebisonda, Correttore Provinciale dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, il sindaco di Paola Roberto Perrotta, che si sono stretti ai due figli maggiori del Maresciallo Carbone, Valentina ed Andrea, giunti da Torino per potersi riunire dopo un lungo viaggio, agli altri familiari presenti ed a tutta la comunità nel pensiero per il proprio padre e per il gesto compiuto: esemplare, genuino e rispettoso della civile convivenza.
Il Comune di Paola ha voluto con forza questa intitolazione per celebrare il rispetto della legalità e del territorio alla memoria del militare descritto come: “un esempio di coraggio e passione nel trasmettere, con gentilezza, il rispetto per l’ambiente dovuto da ogni essere umano. Martire dell’odio di chi inquina il mare della nostra bellissima terra di Calabria”. Il Maresciallo, originario di Paola ed in licenza nella sua terra d’origine, era in servizio alla Tenenza di Cirié, in Piemonte, comunità che lo aveva accolto e dove aveva svolto buona parte del proprio servizio come Sottordine e Comandante della Stazione dei Carabinieri a Rivoli, Cantoria Chialamberto, Lanzo Torinese e Venaria, benvoluto e stimato dai propri colleghi e Comandanti. Il militare ha compiuto il proprio dovere sino all’ultimo, nel profondo convincimento che il rispetto della legalità dovesse tradursi necessariamente in un concreto e quotidiano impegno a tutela della collettività, dell’ambiente e della sanità pubblica. Il Maresciallo Maggiore Antonio Carbone – conclude la nota – ha saputo vivere in pienezza il suo essere Carabiniere, con umiltà e determinazione, non limitandosi ad intervenire in contesti, orari e frangenti legati al servizio in senso stretto, ma proponendosi a tutela di interessi collettivi anche libero dal servizio ed in vacanza con i propri familiari, per amore della sua terra. È stato un esempio da seguire ed imitare».

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