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il processo

Appalti spezzatino a Cosenza, crollano le accuse: tutti assolti imprenditori, dirigenti e funzionari del Comune – NOMI

Per il collegio giudicante “il fatto non sussiste”. Cade l’ipotesi della Procura sull’esistenza di un sistema per favorire alcune aziende

Pubblicato il: 27/01/2022 – 19:38
Appalti spezzatino a Cosenza, crollano le accuse: tutti assolti imprenditori, dirigenti e funzionari del Comune – NOMI

COSENZA Tutti assolti. È finita con un nulla di fatto l’inchiesta – e il successivo processo – sugli appalti “spezzatino” attraverso i quali il comune di Cosenza, durante l’amministrazione Occhiuto, avrebbe affidato alcuni servizi. Si sono rivelate inconsistenti, al vaglio del Tribunale bruzio, le accuse contro ex dirigenti, funzionari comunali e imprenditori. Assolti, dunque l’imprenditore Antonio Amato, Antonio Scarpelli (proprietario di Med Labor), Carlo Pecoraro, Arturo Mario Bartucci, Francesco Amendola (costruttore), Francesco Rubino, Francesca Filice, Michele Fernandez, Pasquale Perri e Giuseppe Sasso.
L’inchiesta verteva attorno a quello che sarebbe stato un sistema utilizzato dall’amministrazione per bypassare le gare d’appalto, spezzettando appunto i servizi per affidarli direttamente utilizzando la procedura del cottimo fiduciario. Erano 25 i capi d’imputazione con ipotesi che spaziavano tra corruzione, falso e abuso d’ufficio. All’esito dell’istruttoria dibattimentale, tuttavia, il collegio penale composto dal Presidente Carmen Ciarcia e dai giudici a latere Antico e Vigna ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste.
Per l’ingegnere Arturo Mario Bartucci, difeso dagli avvocati Marco Facciolla e Francesco Muscatello, la Procura, rappresentata dal pubblico ministero Mariangela Farro (l’indagine all’epoca era stata coordinata dall’allora procuratore aggiunto Marisa Manzini), aveva chiesto 4 anni di reclusione a seguito della modifica del capo d’imputazione dal reato di corruzione al reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. Per lo stesso reato è stato assolto l’imprenditore Francesco Amendola, difeso dagli avvocati Marcello e Giuseppe Manna. Anche riguardo all’ingegnere Carlo Pecoraro, difeso dall’avvocato Franco Locco, sono stati ritenuti insussistenti gli episodi di abuso d’ufficio ipotizzati dalla Procura. Tra gli altri imputati per i quali il Tribunale ha pronunciato sentenza assolutoria, l’imprenditore Perri Pasquale, difeso dagli avvocati Nicola Rendace e Attilio Santiago, gli imprenditori Antonio Amato difeso dall’avvocato Franz Caruso e Antonio Scarpelli, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano, Giuseppe Sasso difeso dall’avvocato Roberto Romei.
Le difese, per le quali l’ipotesi accusatoria non era supportata da elementi idonei ad attestare che l’operato dei dirigenti pubblici fosse effettivamente illegittimo, hanno dunque colto nel segno.

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