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La Cenerentola lgbtq di Zalone ambientata in Calabria: i social si dividono

La storia raccontata sul palco dell’Ariston divide gli utenti: «Gioca un campionato a parte». «Per lui siamo solo luoghi comuni»

Pubblicato il: 02/02/2022 – 22:43
La Cenerentola lgbtq di Zalone ambientata in Calabria: i social si dividono

SANREMO Nel bene o nel male, l’ironia portata sul palco dell’Ariston da Checco Zalone è destinata a far discutere. In particolare, durante la sua prima comparsa al settantaduesimo festival della canzone italiana, il comico, attore e regista pugliese porta in scena una rilettura in chiave “lgbtq” della favola di Cenerentola, «ambientata in Calabria» e non «nei paesi nordici come sempre».
«Un giorno – scherza Zalone col conduttore – Amadeus capirà che la donna può stare un passo in avanti, ma è un uomo di un’altra epoca, non possiamo condannare il suo maschilismo endemico, i tempi stanno cambiando, ma i pregiudizi non possono essere scrostati dal detersivo, possiamo però insegnare ai giovani che esiste l’amore universale». E proprio Amadeus si presta come voce narrante al leggio mentre Zalone racconta la sua storia: protagonista è Oreste, trans brasiliano che viene invitato al ballo a corte. Ad aiutarlo «Fiorenza, la fata di Cosenza». È colpo di fulmine con il principe, ma il re «omofobo» non vuole: peccato però che il sovrano, sia un «cliente affezionato» di Oreste. «Stiamo facendo servizio pubblico», graffia Zalone. Rilegge Mia Martini con “Che ipocrisia nell’universo” e conclude con l’ennesimo doppio senso: «Se ci sono denunce, querele interrogazioni parlamentari, il foro di competenza è di Amadeus».
«Zalone gioca un campionato a parte: insuperabile». «Checco Zalone e i luoghi comuni sulla Calabria…come se fossimo solo nduja e pregiudizi!». alcuni dei primi commenti degli utenti sui social. Primi, ma non certo ultimi spunti di un dibattito destinato a durare così come fu in un’altra occasione. In una scena del suo ultimo film “Tolo Tolo” Zalone menzionò Vibo Valentia come porto dove un gruppo di migranti si rifiutava di approdare ritenendo meglio fare ritorno nella terra d’origine. Una citazione ironica che destò molte polemiche e spinse il sindaco della stessa Vibo Valentia a invitare Zalone «per scoprire insieme le bellezze della città».

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