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Italia Viva, Rosato ribadisce la linea centrista e accoglie Censore tra i renziani

Il presidente di Italia Viva in Calabria: per il Pnrr disponibili a lavorare al fianco di Occhiuto. L’ex deputato dem: ecco perché riparto da qui

Pubblicato il: 13/02/2022 – 17:43
Italia Viva, Rosato ribadisce la linea centrista e accoglie Censore tra i renziani

SERRA SAN BRUNO «Il saldo è ampiamente positivo, Italia Viva continua a crescere e allargarsi. Ma noi non stiamo facendo scouting, stiamo lavorando su un progetto che vale per tutto il Paese e ancora di più per questa regione: vogliamo rappresentare quell’area di elettori che penso sia molto ampia e che non si riconosce né nel duo Salvini-Meloni né nella politica di scontro di Landini e Conte. In Calabria Il centrosinistra ha scelto una deriva tutta a sinistra alle Regionali e si è visto con quale risultato». Così il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, oggi in Calabria per una serie di iniziative politiche: la prima a Serra San Bruno, dove Rosato ha “battezzato” l’adesione al partito renziano del già consigliere regionale e deputato del Pd Bruno Censore. Censore ha promosso al Parco delle Serre il dibattito sul tema “Le opportunità dei fondi del Pnrr a partire dalla rigenerazione culturale e sociale dei paesi interni”. Dopo gli inuterventi di Maria Rosaria Franzè, Nency Rachiele, del sindaco di Zagarise Domenico Gallelli, e del consigliere provinciale Domenico Tomaselli, del sindaco di San Nicola da Crissa Giuseppe Condello, parla Censore che ricorda come «con Renzi abbiamo stanziato 134 milioni di euro per la parte mancante della Trasversale delle Serre». Poi entra nel merito del passo compiuto: «La scelta del mio gruppo deriva dall’aver condiviso una parte di strada con Renzi, nasce dalla condivisione sulle politiche, dal pensiero comune sulla giustizia con l’idea focale della separazione delle carriere e sugli effetti della gogna mediatica. Noi guardiamo all’innovazione della politica e all’evoluzione della società». L’ex deputato parla esplicitamente di «un grande centro che non farebbe male al consolidamento della democrazia», denuncia i “partiti-caserma”, rileva che «non c’è più una rappresentanza vera dei territori in Parlamento». Quindi una nota personale: «Ho svolto tanti ruoli politici, candidature non ne devo più fare, ma la politica la voglio fare e nessuno mi può privare di questo. Presto anche a Serra San Bruno ripartiremo non contro qualcuno, ma per’». Cos’è e dove va Italia Viva lo spiega il senatore Ernesto Magorno secondo il quale «mettere i paletti non è da democratico che guarda in maniera aperta al futuro. Io – argomenta – ritengo di stare da riformista dalla parte dei più deboli. La sinistra ha tradito le aspettative dei più deboli, che sono coloro i quali non hanno diritti, sono quelli che vanno via, sono i piccoli imprenditori. La questione non è la destra, la sinistra o il centro, ma è chi vuole stare dalla parte di chi ha bisogno delle Istituzioni». Parola qundi al numero 2 di Italia Viva Ettore Rosato, per il quale «occorre mettere insieme coloro che si sentono alternativi alla concezione che le radicalizzazioni di destra e di sinistra presentano, costruendo una leadership plurale di una grande area». Parlando con i giornalisti a margine dell’iniziativa, Rosato spiega che «noi siamo per dare una mano alla Regione e al presidente Occhiuto in tutta l’interlocuzione con il governo per spendere bene e rapidamente le risorse del Pnrr, che sono la vera grande scomessa, i miliardi di euro che arrivano in questo territorio e richiedono sgtrumenti per essere spesi rapidamente. Poi, accanto a questo c’è naturalmente un lavoro di costruzione della nostra presenza alle prossime elezioni amministrative accanto a chi vuole scommettere veramente nel cambiamento in Calabria». Infine Rosato sostiene che finora «il presidente Occhiuto si sia mosso con intelligenza, senza promesse roboanti ma consapevole che c’è molto lavoro da fare, a partire dalla macchina regionale, che va rimessa in funzione, e dalla sanità che dopo anni di commissariamento statale ha bisogno di recuperare anche nel rapporto di fiducia con gli operatori che vi lavorano».

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