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Liceo Castrolibero, finita l’occupazione si contano i danni: diverse le aule vandalizzate

Terribile il bilancio dopo la protesta per le molestie. Gli studenti: «Ci scusiamo per quello che è accaduto. Allontaneremo i responsabili»

Pubblicato il: 20/02/2022 – 18:02
Liceo Castrolibero, finita l’occupazione si contano i danni: diverse le aule vandalizzate

CASTROLIBERO Dopo un’occupazione durata circa due settimane al Liceo Valentini Majorana di Castrolibero si sono registrati diversi danni e aule vandalizzate. Nell’istituto, dove grazie a un profilo Instagram le studentesse hanno lanciato una protesta di risonanza nazionale diffondendo le loro testimonianze sulle presunte violenze subite, oggi bisogna fare una conta dei danneggiamenti avvenuti durante il periodo della contestazione. Da quanto si apprende sedie e altri oggetti sarebbero stati scagliati contro i soffitti di alcune aule che appaiono in parte spaccati. L’istituto, è stato location di vandalismi di ogni sorta, ad esempio si trovano tracce di urina su diversi banchi nelle classi. Gesti che sarebbero stati compiuti da una minoranza, ma che potrebbero mettere in cattiva luce una protesta seria, che ha unito le ragazze e i ragazzi dell’istituto a chiedere nella rivendicazione del diritto a essere tutelati davanti a delle violenze che mai dovrebbero accadere in un istituto di formazione. Domani è previsto il rientro degli studenti e la ripartenza delle lezioni nell’istituto d’istruzione superiore del Cosentino.

Gli studenti: «Chi è responsabile di questi atti verrà subito allontanato»

«È un misto fra senso di responsabilità e rammarico quello che noi studenti del Valentini-Majorana avvertiamo in questo momento. Non rifuggiamo le nostre colpe, anzi le affrontiamo e ce ne prendiamo la totale responsabilità. Ci scusiamo – scrive il corpo studentesco in una nota – anche se non è abbastanza, con il personale Ata, persone, lavoratori che ci sono stati particolarmente vicini questi giorni e che potrebbero essere i nostri genitori. Apprese le deplorevoli notizie su come la nostra scuola fosse stata ridotta, la nostra prima reazione è stata offrirci di pulire, rimediare a un danno che, seppur si potrebbe conoscere chi lo ha commesso grazie al sistema di videosorveglianza, avvertiamo come una nostra mancanza. Non siamo riusciti a difendere la struttura che dopo quindici giorni riusciamo sinceramente a definire davvero la nostra seconda casa. Non ci perdiamo in sensi di colpa velleitari, siamo pronti a prenderci responsabilità di qualsiasi tipo per ciò che è successo. Siamo però anche rammaricati, quasi offesi, che qualcuno abbia avuto l’ardire di dire che questa brutta faccenda getta un’ombra sulle vicende per cui protestiamo, come se i danni sulla psiche inflitti dalle molestie fossero pulibili o riparabili. Noi non siamo eroi, non vogliamo essere trattati come tali, abbiamo agito è vero, ma solo dopo anni in cui queste nostre compagne sono state molto sole. In ogni rivolta possono succedere questi tipi di disagi, ciò non giustifica i danni arrecati alla nostra scuola, significa unicamente che di eroi non ne esistono e se esistessero risulterebbe ancora più assurdo pretendere che ragazzi tra i 14 e i 18 anni in piena formazione lo siano. Stiamo imparando in questi giorni che cos’è finalmente la giustizia e stiamo imparando attraverso i nostri sbagli. Siamo 1400 studenti che fino a poco tempo prima non si conoscevano nemmeno, abbiamo appreso solo adesso cos’è una comunità scolastica, lo abbiamo appreso ritrovandoci tutti in cortile a lottare per i medesimi motivi. Ripetiamo ancora una volta che ciò non ci giustifica, chiediamo solo di riflettere un po’ di più prima di giudicarci. Dal canto nostro abbiamo molti sbagli su cui riflettere, possiamo però assicurare che chi ha offeso la nostra scuola verrà da noi stessi allontanato celermente. La nostra protesta è nata per chiedere l’intervento delle autorità, per richiamare chi doveva agire e non lo ha fatto alle proprie responsabilità e certamente noi adesso non verremo meno alle nostre».

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