COSENZA Lavoratrici e lavoratori dell’Inl e dell’Anpal si sono ritrovati questa mattina in via Arabia a Cosenza, insieme ai sindacalisti di Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Flp, Confintesa Fp, Confsal- Unsa, Usb P.I. Il sit in si è tenuto in concomitanza con quello nazionale in Via Veneto, a Roma. La manifestazione rientra nelle serie di azioni di lotta attuate dalle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, per protestare contro il mancato adeguamento dell’indennità di amministrazione per l’Ispettorato nazionale del lavoro e per l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro e con il preciso obiettivo di riparare allo scempio commesso e reintegrare immediatamente il personale dell’Inl e di Anpal nell’armonizzazione.
I sindacati, inoltre, protestano anche perché «gli obiettivi della lotta al lavoro sommerso del Pnrr risultano al momento privi di finanziamento nel decreto del Mef del 6 agosto 2021». «Le lavoratrici e i lavoratori dell’Inl e di Anpal sono stufi della logica del costo zero e non si accontenteranno di promesse o impegni ma, ritenendo di essere stati ingiustamente esclusi, pretendono di ricevere importi a partire da quanto previsto per i colleghi del Ministero di riferimento e chiedono massima attenzione sui temi del lavoro». «Non ci fermeremo fino all’ottenimento del risultato, sia chiaro a tutti», dicono i sindacati. «All’Ispettorato del Lavoro si chiede sempre di più e si dà sempre di meno. L’urgenza delle morti sul lavoro richiede investimenti concreti sui soggetti che operano in prima linea, al fine di intensificare i controlli e rendere più incisive le azioni di contrasto. E invece, a parole, si proclama basta morti sul lavoro e nei fatti si lasciano gli Ispettorati in condizioni di gravissime carenze di organico e si persevera nella logica del costo zero». I lavoratori dell’INL, insieme a quelli dell’ANPAL, sono stati gli unici ad essere esclusi dall’adeguamento dell’indennità di Amministrazione, riconosciuta agli altri comparti del pubblico impiego. «Sono ora i dipendenti pubblici più poveri d’Europa. A questi lavoratori si dà di meno in un momento in cui si chiede di più».
«I lavoratori chiedono di essere messi nelle condizioni di assolvere effettivamente al compito di presidiare la legalità su un territorio vasto e difficile e di essere dotati di risorse umane adeguate, di mezzi e strumenti idonei allo scopo, di formazione e addestramento funzionali alla vigilanza in materia di sicurezza in tutti i settori di intervento e di vedersi riconosciuta l’indennità di amministrazione», dicono i sindacati. «Non solo il personale ispettivo, ma anche quello amministrativo, che “dietro le quinte” lavora a supporto della macchina organizzativa per consentire lo svolgimento delle attività istituzionali, soffre della carenza in organico di risorse umane sufficienti, che lo costringe a carichi di lavoro senza precedenti; per non parlare, poi dell’inadeguatezza della formazione fornita a tale personale, che ogni giorno si trova ad affrontare e a dover risolvere problematiche nuove, senza punti di riferimento che li possano supportare in tal senso. É ora di investire risorse economiche stabili e di finanziare gli obiettivi del Pnrr per la lotta al sommerso, al precariato e al lavoro insicuro». «Questa non è una protesta che riguarda solo i dipendenti dell’Ispettorato, ma tutto il mondo del lavoro».
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