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Fragomeni: «Siderno ci tiene alla propria democrazia. Per il Pd è iniziato un nuovo corso»

La sindaca della cittadina della Locride ospite a 20.20 per discutere della sua comunità, di sanità e Pnrr. «Irto ha il polso della situazione, con lui candidato alle Regionali risultato diverso»

Pubblicato il: 17/03/2022 – 7:07
Fragomeni: «Siderno ci tiene alla propria democrazia. Per il Pd è iniziato un nuovo corso»

LAMEZIA TERME «La sensazione più bella la danno quei cittadini venuti per conoscere il sindaco, salutarlo ed esprimere la felicità già solo di avere un primo cittadino». La frase assume un senso profondo se calata nel contesto dalla quale promana, quella cittadina di Siderno, nel cuore della Locride, per lunghissimo tempo commissariata. Durante l’ultima tornata elettorale il sindaco è però tornato, individuato dai cittadini nella persona di Mariateresa Fragomeni, ospite dell’ultimo episodio di 20.20, il talk di approfondimento politico de L’altro Corriere Tv in onda sul canale 16.
Nel dialogare con Ugo Floro, Fragomeni ripercorre le tappe cruciali del suo percorso politico fino ad oggi, ma anche la storia Sidernese più o meno recente. Inevitabile poi lo spunto sulla più stretta attualità. L’incontro col Pd e la prima tessera di partito nel 2008 per poi diventare segretario cittadino l’anno successivo. Anni dopo, anche nello stesso partito calabrese, una lunga fase commissariale fino al «nuovo corso» che pare avviarsi in questi mesi. «Gli organismi che si sono andati a definire partendo dall’elezione a segretario con Nicola Irto, permettono di stare più a contatto con i cittadini». E proprio questo contatto con le persone sarebbe stata la chiave per tornare vittoriosi anche in campo elettorale. «Alle ultime amministrative il centrosinistra – dice Fragomeni – il centrosinistra ha avuto in tutta Italia un ottimo risultato. Laddove il partito è sul territorio riesce a dare delle risposte ai cittadini e a riscuotere consenso. Consenso che è anche la misura della credibilità nel poter risolvere i problemi».

Le intimidazioni. «Siderno tiene alla propria democrazia»

I giorni appena successivi all’elezione non sono stati dei più sereni, complici i diversi episodi rubricati come “intimidazioni mafiose”. «Subito dopo l’insediamento ci sono stati una serie di problemi e atti che ben conosciamo. Però si è “fatto quadrato” perché in primo luogo il mio partito mi è stato vicino, poi il prefetto e tutte le istituzioni, ma quello che è stato bello è stato l’abbraccio di piazza durante la manifestazione». Siderno, la terza città più popolosa della provincia, si è stretta intorno all’amministrazione anche per evitare di ricadere nella voragine dei commissariamenti e della paralisi di governo degli anni scorsi. «Non indietreggeremo mai di nulla», dice Fragomeni oggi come allora. «Se il potere criminale va ad attaccare l’amministratore isolato è più semplice intimorirlo. È stato una sorta di attacco preventivo perché di fatto noi non avevamo fatto alcun atto di gestione e la reazione è stata tanta perché ci tenevamo troppo alla nostra democrazia».

Dall’elezione all’istituzione delle dirigenze

La vittoria alle amministrative era il passo precedente, nato soprattutto dall’ascolto. «Durante la campagna elettorale abbiamo costruito insieme un programma ascoltando tutte le categorie e cercando di condividerlo maggiormente. Ai cittadini abbiamo garantito soprattutto i cinque anni di stabilità amministrativa». Ma certo non è stato semplice, una volta saliti al municipio, rimettere in moto una macchina amministrativa arrugginita dal periodo commissariale. «Non è semplice dopo tanti anni di commissariamento rimettere mano alla macchina amministrativa con forte carenza di personale. Un Comune come Siderno, al di sopra dei 15mila abitanti, non poteva non avere una macchina organizzativa al pari del Comune di 5mila abitanti e abbiamo deciso di istituire le dirigenze, cosa che non era mai stata fatta. Bisogna però sempre fare i conti col bilancio e con la stabilità economico-finanziaria».

Il punto sulla sanità nella Locride

«Avevamo organizzato incontri sull’importanza di riformare nuovamente la sanità», altra punto dolente nella Locride. Siderno è passata alle cronache per la lotta intrapresa da cittadini e associazioni per la “Casa della Salute”, specie durante la prima ondata dove molti territori si sono riscoperti vulnerabili perché estremamente privi (e privati) dei livelli essenziali delle prestazioni. Per Fragomeni, negli anni, ha pesato la distrazione di risorse dal pubblico al privato e tuttavia, «sebbene sia sempre per la sanità pubblica, l’importante è garantire l’articolo 32 della Costituzione».
«In tal senso – aggiunge – se la Regione non è in grado di garantire quel diritto, allora deve tornare in mano allo Stato». Il fallimento dell’epoca dei commissariamenti «è il fallimento dello Stato» e del sistema attuale. Il problema si è incancrenito nel tempo anche a causa della mancanza di personale e strutture. «Se non si toglie il numero chiuso alle facoltà di medicina è difficile uscirne. In uscita dalle università non si trova questo personale» e non si possono sfruttare a pieno le risorse incentivate anche dalla pandemia. La “Casa della Salute”, dal canto suo, «dovrebbe fare da corollario a quello che dovrebbe essere l’ospedale di Locri. Il pronto soccorso non si può più “intasare” con un qualcosa che potrebbe essere tranquillamente visto dalla medicina territoriale».

«Con Irto candidato alla Regione il risultato sarebbe stato diverso»

Non si sbilancia in un giudizio netto sull’esecutivo regionale. «Sono stata assessore regionale e so che per poter dare un giudizio dell’operato servono almeno 12 mesi». Viceversa rivendica l’ottimo rapporto e collaborazione col neo-segretario regionale del Pd Nicola Irto: «L’ho sostenuto sia come segretario del Pd sia quando era stato individuato come presidente della Regione. Non so se avremmo vinto, ma sono certa ci sarebbe stato un risultato diverso. Questa nuova gestione farà vedere la differenza nei prossimi appuntamenti elettorali». Primo in agenda, quello della città di Catanzaro. «Sono convinta che anche in questo caso, con questo nuovo corso, a Catanzaro alla fine la spunterà il centrosinistra. Si sta lavorando bene e credo che si riesca a cogliere quelle istanze di ascolto della cittadinanza». Più scettica invece sulla futuribile convivenza (e sopravvivenza) in vista delle prossime Politiche tra Pd e Movimento 5 Stelle.
Di qualche giorno fa la notizia dell’efficientamento energetico, «ma noi avevamo indicato che tutti gli edifici devono essere dotati di fotovoltaico perché, al di là della situazione, è diventato essenziale essere autosufficienti. Dobbiamo renderci conto che non possiamo dipendere da una nazione per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico», dice.
Ultima battuta sul Pnrr, una sfida dove rischiamo di «restare col cerino in mano perché ci sono scadenze ben precise: nel 2026 dev’essere rendicontato tutto e l’opera portata a termine. Il primo problema è la mancanza di personale tecnico nelle amministrazioni ecco perché diventa importante unirsi e cercare di trovare la migliore idea di territorio e area omogenea per cercare di semplificare il lavoro e ottenere il risultato». (redazione@corrierecal.it)

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