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Caritas Lamezia: «Tavolo tecnico con sindaco, parroci e associazioni per coordinare l’accoglienza»

«Raccolti 25mila euro e servizio mensa per 55 ucraini fuggiti dalla guerra». Schillaci: «Non possiamo girarci dall’altra parte»

Pubblicato il: 19/03/2022 – 17:28
Caritas Lamezia: «Tavolo tecnico con sindaco, parroci e associazioni per coordinare l’accoglienza»

LAMEZIA TERME «Un tavolo tecnico che coordini l’attività di aiuto e solidarietà nei confronti dei profughi che in questi giorni stanno giungendo dall’Ucraina a Lamezia Terme con l’intento di dare risposte immediate alle tante criticità che, passata l’emozione del momento, ora stanno emergendo in tutta la loro prorompenza.
Questa l’idea lanciata stamani al termine di una riunione operativa che – si legge in una nota – presieduta dal vescovo, monsignor Giuseppe Schillaci, e dal direttore della Caritas, don Fabio Stanizzo, è stata promossa dalla Diocesi e dalla Caritas di Lamezia Terme per fare il punto sull’esistente ed avviare un percorso condiviso, coinvolgendo, oltra ai sindaci, anche le famiglie e le varie associazioni che, nell’imminenza dell’emergenza, hanno aperto le loro case o offrendosi per dare una mano a chi scappa dalla guerra dimostrando, come ha evidenziato il vescovo, “una grande disponibilità” ad accogliere chi in questo momento vive una situazione di disagio e difficoltà. “Nessuno – ha aggiunto Schillaci – avrebbe immaginato che nel Terzo millennio sarebbe potuto scoppiare tutto questo orrore che pensavamo di esserci lasciato alle spalle e di cui a farne le spese, come dice papa Francesco, sono i più fragili. Umanamente parlando, non possiamo girarci dall’altra parte. Se vogliamo essere umani, non possiamo che farcene carico da uomini e donne che hanno la capacità di affrontare la vita e che hanno coraggio di mettere in campo le proprie potenzialità e non rimanere spettatori difronte alle immagini che vediamo attraverso uno schermo, quasi fosse un videogioco”.
Una situazione di emergenza rispetto alla quale Diocesi e Caritas chiedono a tutti “di fare rete – ha detto don Fabio – ed è per questo che abbiamo ritenuto necessario convocare questo incontro: ascoltare tutti per capire come operare in sinergia non perdendo di vista la dignità della persona, fulcro del nostro agire. In queste settimane, i nostri operatori hanno effettuato un censimento sia dei bisogni che delle disponibilità cercando di dare risposte concrete alle richieste che sono le più svariate: dal tampone, alla scuola, al cibo, al vestiario, all’assistenza legale. Ci siamo e ci stiamo mobilitando, collaborando con alcuni parroci che hanno anche dato disponibilità di alloggi nelle loro parrocchie e con alcune famiglie che stanno ospitando ed ospiteranno questi profughi”.
Numerose le richieste giunte nel corso degli interventi che hanno abbracciato varie sfere da quella della comprensione della lingua a quella sanitaria, a quella dei trasporti, alla burocrazia, al supporto psicologico (soprattutto per i più piccoli), alla possibilità di frequentare la scuola o le strutture sportive, all’emergenza Covid. Non meno importante, la possibilità di poter effettuare tamponi e vaccini nell’hub di Lamezia e non come avviene attualmente nell’hub di Catanzaro dove, tra l’altro, diventa particolarmente complicato arrivare. Temi e criticità messi sul tappeto rispetto ai quali, ora, sarà il tavolo tecnico a cercare di fare il punto nel tentativo di trovare soluzioni perché, come sottolineato dal sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, “l’attività di coordinamento è fondamentale. Ecco perché la riunione di oggi – ha detto – è importante e ringrazio Diocesi e Caritas perché, non solo hanno saputo dare una risposta immediata, ma hanno permesso a tutti noi, stamattina, di riunirci e di confrontarci perché bisogna essere in grado di affrontare questa problematica tutti insieme ed evitare che quello che può essere l’iniziale entusiasmo possa lasciare il posto all’assuefazione”. La Caritas di Lamezia, oltre ad aver raccolto 25mila euro – conclude la nota – che ha provveduto ad inviare alla Caritas italiana che sta gestendo i fondi per l’emergenza, ha destinato dei buoni spesa per le prime necessità ed offerto la possibilità di poter usufruire dei servizi mensa alle 55 persone, al momento censite nel territorio diocesano, costrette a fuggire dall’Ucraina».

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