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MEMORIA E IMPEGNO

Il «rosario di sangue» delle vittime di ‘ndrangheta, gli appuntamenti del 21 marzo in Calabria

Da Gerocarne a Giffoni saranno diverse le piazze di Libera dove verrà letto l’elenco dei nomi delle oltre mille persone cadute per mano mafiosa

Pubblicato il: 21/03/2022 – 8:35
Il «rosario di sangue» delle vittime di ‘ndrangheta, gli appuntamenti del 21 marzo in Calabria

CATANZARO Il «rosario del sangue», una «“Spoon river” calabrese» la definisce Liliana, che nel 2004 ha perso suo figlio, Massimiliano Carbone. Il 24 maggio dell’anno successivo, a Siderno, era stato invece ucciso Gianluca Congiusta. «Ci sono stati due appelli, hanno condannato due volte all’ergastolo il presunto responsabile, ma la Cassazione lo ha assolto e mi ha ucciso Mario», dice ai microfoni del Tg3 Donatella Catalano, che ricorda l’urlo di giustizia rimasto bloccato in gola suo e del marito, dopo che alcuni colpi di arma da fuoco gli avevano portato via il loro figlio.

Mario Congiusta, papà di Gianluca

C’è chi, come Giovanni e Francesca, non si rassegna invece al dolore per la perdita dell’unico figlio, Domenico, conosciuto come “Dodò” Gabriele, morto dopo essere stato colpito da un proiettile su un campo da calcetto a Crotone. E chi non conosce ancora la verità, come i familiari di Maria Chindamo, che il settore “memoria” calabrese dell’associazione ha fortemente voluto aggiungere a quell’interminabile elenco lo scorso anno, dopo che un pentito aveva rivelato una presunta verità agghiacciante.
Oltre mille sono le vittime innocenti di tutte le mafie. In Calabria sono diversi i presidi di Libera attivi sui territori, uno dei più “giovani” è quello dell’area urbana di Cosenza intitolato a Sergio Cosmai. Ogni presidio porta il nome di una vittima e, in questo caso, Franca, sorella di Lucio Ferrami è la referente.

La giornata della memoria e dell’impegno

L’associazione Libera le ha racchiuse in un elenco che ogni 21 marzo, primo giorno di Primavera e “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno”, da qualche anno riconosciuta ufficialmente con legge dello Stato, viene letto in diverse piazze d’Italia per tenere viva la memoria affinché venga «vissuta nel presente» e non diventi solo «comodo esercizio di retorica», come ricorda sempre il presidente dell’associazione, don Luigi Ciotti.

Il Covid aveva bloccato la celebrazione del venticinquesimo anno dell’associazione che aveva chiamato tutta Italia a raccolta a Palermo, lì dove tutto era iniziato. La madre di Antonio Montinaro, uno dei componenti della scorta di Giovanni Falcone, si era domandata perché – a differenza dei magistrati o altri morti «più illustri» – il nome di suo figlio non venisse mai pronunciato. Da qui l’idea di «ricordarli tutti», come recita l’intestazione di quel rosario negli anni sempre più lungo. Per la XXVII ricorrenza Libera ha scelto Napoli come piazza principale, ma – complici anche le restrizioni ancora in atto per la pandemia – sono diverse le piazze che in tutta Italia si stanno adoperando per garantire un pensiero e un’azione per le loro vittime. Anche nelle province calabresi.

Gli appuntamenti calabresi

Libera Vibo Valentia ha scelto Gerocarne, invitando tutti a raccolta alle ore 10 in Piazza Giovanni Paolo II. «Questa iniziativa – aveva scritto il coordinamento – deve accendere i riflettori affinché il territorio si senta meno periferia rispetto alla necessità di una presenza forte dello Stato e non solo. Dobbiamo aprire e creare percorsi di impegno, coinvolgendo tutte le realtà sociali presenti nel territorio, dalle scuole alla parrocchia. Noi vogliamo essere un impulso per restituire un protagonismo di legalità e di libertà a chi vive in questo contesto».

Allo stesso orario la lettura dei nomi avverrà anche a Catanzaro, all’Anfiteatro del Parco delle Biodiversità, mentre sono tre gli appuntamenti previsti in provincia di Reggio Calabria.
Alle ore 9, al Liceo scientifico “Guerrisi” di Cittanova ci sarà una riflessione con gli studenti che ascolteranno le testimonianze di alcuni familiari di vittime innocenti della ‘ndrangheta. Alle 12, a Giffone ci sarà invece l’inaugurazione del murales dedicato alle vittime e la lettura dei nomi.
Al Parco della Liberazione di Via Trieste, a Polistena, verrà invece installata la nuova stele e deposta la corona in memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie. «Il 21 marzo – è scritto in una nota del vicesindaco e attivista Giuseppe Politanò – è la memoria collettiva di un Paese che riconosce la sua stessa storia nelle storie delle vittime innocenti delle mafie. È lo spazio e il tempo della commemorazione e dell’impegno, del dolore e della responsabilità, della solitudine e delle comunità». «Le Istituzioni hanno il dovere morale di veicolare messaggi chiari alle comunità. Insegnamenti fatti di azioni e comportamenti limpidi di denuncia e di distanza da fenomeni criminali e mafiosi. Nelle Istituzioni e in politica non può esserci spazio alcuno per ambiguità. La lotta alle mafie deve essere presupposto e fine ultimo di ogni azione tesa al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Il 21 marzo di ogni anno diventa, allora, un’opportunità per vivere fino in fondo la nostra idea di politica e cittadinanza, cioè essere promotori e insieme custodi della memoria di questo Paese e lavorare per la liberazione delle nostre comunità dalle mafie e dalla mentalità mafiosa». (f.d.)

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