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Il diario della guerra

Gli ucraini riprendono Irpin. Zelensky a Draghi: «Grazie per il sostegno»

Il sindaco della cittadina annuncia il ritiro delle truppe di Putin. Il premier italiano ha chiamato il presidente ucraino

Pubblicato il: 28/03/2022 – 17:20
Gli ucraini riprendono Irpin. Zelensky a Draghi: «Grazie per il sostegno»

KIEV Nel trentatreesimo giorno dall’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Putin l’intero Paese resta sotto attacco costante.
Ma, secondo fonti ucraine, l’esercito russo starebbe ritirandosi da Kiev «dopo aver subito perdite significative», e da Slavutych, appena fuori da Chernobyl. Un’area questa che desta preoccupazione a causa di estesi incendi scatenatisi dai raid russi e che hanno provocato l’aumento del livello d’inquinamento atmosferico radioattivo. Sul fronte diplomatico si attende il nuovo round di incontri tra le due delegazioni russe e ucraini che si svolgeranno a partire da domani in Turchia. E a questo proposito Zelensky fa sapere che l’Ucraina è pronta ad accettare uno status di neutralità come parte di un accordo di pace con la Russia.

Telefonata Draghi-Zelensky: «Grazie per il sostegno»

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi pomeriggio una nuova conversazione telefonica con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Lo riferisce Palazzo Chigi. Draghi ha ribadito il fermo sostegno del governo italiano alle autorità e al popolo ucraini e la piena disponibilità dell’Italia a contribuire all’azione internazionale per porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole della crisi in Ucraina.
Al termine dell’incontro il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, su Twitter ha commentato: «Prosegue il dialogo con il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi. Abbiamo discusso la via per contrastare l’aggressione russa. Ho ringraziato per l’importante difesa e il supporto umanitario. Il popolo ucraino lo ricorderà. Apprezziamo la volontà dell’Italia di partecipare alla creazione di un sistema di garanzie di sicurezza per l’Ucraina».

Sindaco di Irpin: «Città liberata dai russi»

«La nostra Irpin è stata liberata dal male di Mosca! Gloria all’Ucraina». Lo afferma su Telegram il sindaco della città alle porte di Kiev, Alexander Markushin.

Zelensky: «Italia fra i garanti della pace»


«Il nostro presidente ha lanciato l’iniziativa U24, United for peace, per creare un gruppo di Paesi capace di dare una risposta entro 24 ore in caso di aggressione». Lo ha detto l’ambasciatore ucraino a Roma, Yaroslav Melnyk.
«Secondo il nostro presidente – ha aggiunto – di questo gruppo dovrebbero far parte i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, più la Germania, il Canada, la Turchia e anche l’Italia. Sono contento di vedere l’Italia in questo elenco».

Colloqui al via domani in Turchia

«Siamo in viaggio, a causa dei problemi logistici arriveremo molto tardi in Turchia, anche la parte russa è partita solo mezz’ora fa. Quindi abbiamo preso la decisione di iniziare i negoziati domattina alle 10», le nove in Italia. A dichiararlo a Interfax Ucraina è stato il negoziatore capo di Kiev, David Arakhamia, parlando del prossimo round di negoziati diretti a Istanbul tra russi e ucraini.

Putin: «Entro la fine del mese pagamento del gas in rubli»

Il presidente russo Vladimir Putin ha incaricato il Consiglio dei ministri, la Banca centrale e Gazprom di attuare misure per modificare la valuta di pagamento delle forniture di gas ai Paesi dell’Ue e a tutti quelli che hanno introdotto misure restrittive nei confronti di Mosca. Dal 31 marzo il pagamento dovrà essere effettuato in rubli. È quanto riporta Ria Novosti.

Descalzi (Eni): non pagheremo gas russo in rubli

«L’Eni non pagherà il gas russo in rubli». Lo ha detto l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, secondo l’agenzia Bloomberg. «Eni non ha rubli; i contratti prevedono il pagamento del carburante in euro e i contratti dovrebbero essere modificati per cambiare i termini», ha poi affermato sottolineando che «l’Europa dovrebbe guardare all’Africa per più forniture di gas».

Kiev: oggi niente corridoi per motivi di sicurezza

Nessun corridoio umanitario oggi in Ucraina per motivi di pubblica sicurezza. Lo fa sapere la vice prima ministra Iryna Vereshcuk su Telegram. «Avvertimento: la nostra intelligence ha riportato possibili provocazioni da parte degli occupanti sulle rotte dei corridoi umanitari. Pertanto per motivi di pubblica sicurezza, oggi non apriamo corridoi umanitari».

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