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Il diario della guerra

Il Pentagono: «I russi si ritirano da Kiev». Conferme anche da Londra

Fonti americane e britanniche segnalano la riduzione di truppe di Putin dalla Capitale. È in linea con le dichiarazioni russe

Pubblicato il: 29/03/2022 – 18:00
Il Pentagono: «I russi si ritirano da Kiev». Conferme anche da Londra

KIEV Al trentaquattresimo giorno dall’inizio dell’invasione russa il quadro militare resta particolarmente complesso. Sul campo infatti le truppe di Putin non fanno registrare grandi risultati con i russi che proseguono i bombardamenti sulle città ucraina, ma l’esercito di Kiev riesce a riconquistare territori occupati dalle forze d’invasione.
Sul fronte diplomatico, invece, le speranze sono legate all’esito finale della due giorni fissata in Turchia tra le due delegazioni. La prima giornata sembra aver già sortito qualche effetto positivo. Visto che la Russia ha annunciato una «drastica riduzione delle ostilità» lungo le direttrici di Kiev e Cernihiv.

Il Pentagono: «I russi si ritirano da Kiev»

Gli Stati Uniti confermano che sono in corso movimenti delle forze russe da parte del ministero della Difesa a Mosca. Non aggiustamenti a breve termine per raggruppare le forze ma uno spostamento di lungo termine che riconosce il fallimento di avanzare a nord, si precisa.
La Russia ha iniziato a ritirare alcune unità, fra cui i gruppi tattici di battaglione (Btg) dai dintorni della capitale e si stanno ritirando, da alcune zone a nord per concentrarsi sui territori controllati a sud e a est, spiegano due fonti del Pentagono citate da Cnn. Gli Stati Uniti prevedono che la Russia potrebbe coprire la ritirata con bombardamenti aerei e di artiglieria della capitale.

Johnson: «Si è ridotta l’attività bellica intorno a Kiev»

C’è stata «una riduzione» dell’attività bellica russa intorno a Kiev. È quanto ha riconosciuto il portavoce del premier britannico Boris Johnson, il quale ha tuttavia sottolineato: «Giudicheremo Putin e il suo regime dalle azioni, non dalle parole». «Gli scontri continuano – ha detto – Ci sono pesanti bombardamenti a Mariupol e in altre aree. Non vogliamo vedere niente di meno che un ritiro completo delle forze russe dal territorio ucraino». Al termine della sessione di questa mattina dei negoziati tra russi e ucraini a Istanbul, la delegazione di Mosca ha annunciato una «drastica» riduzione delle attività militari intorno a Kiev e Cernihiv.

Conclusi i colloqui. «Incontri costruttivi»

«È stata fatta abbastanza strada per un incontro fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin». Lo afferma il negoziatore ucraino Mykhaylo Podolyak, citato dall’agenzia Bloomberg al termine della prima giornata di colloqui tra delegazioni di Russia e Ucraina al palazzo Dolmabahce di Istanbul.
Mentre il capo negoziatore russo Vladimir Medinsky ha parlato di «colloqui costruttivi» con la contro parte ucraina, a Istanbul. Se si trova «un compromesso, la possibilità di un trattato di pace sarà più vicina», ha spiegato Medinsky aggiungendo che «un incontro fra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky è possibile, ma solamente dopo che sarà stilata una bozza tra le parti».

Mosca riduce le operazioni a Kiev e Chernihiv

Intanto il ministero della Difesa russo ha annunciato una riduzione “radicale” dell’attività militare nelle regioni ucraine di Kiev e Chernihiv.
La Russia «ridurrà radicalmente» le attività militari in Ucraina fuori Kiev e Cernihiv. Lo ha annunciato il vice ministro della Difesa russo Alexander Fomin al termine dei colloqui di Istanbul, dove oggi sono andati in scena nuovi negoziati per porre fine alla guerra. La decisione è stata presa, ha aggiunto il vice ministro, «per aumentare la fiducia reciproca affinché nei prossimi round di negoziati si arrivi a concordare e firmare un accordo di pace con l’Ucraina».
«Dato che i negoziati sulla definizione di un accordo sullo status dell’Ucraina come Paese neutrale e non nucleare, così come sulle garanzie di sicurezza all’Ucraina, stanno procedendo a livello pratico, e tenendo conto dei principi discussi durante l’incontro di oggi, il ministero della Difesa russo, per aumentare la fiducia reciproca e creare le condizioni necessarie perché i prossimi negoziati arrivino all’obiettivo finale di concordare la firma dell’accordo, ha deciso di ridurre in modo drastico le attività nella direzione di Kiev e Cernihiv», ha dichiarato Fomin.

Erdogan: «Sia una pace giusta»

I nuovi colloqui tra russi e ucraini si stanno svolgendo ad Istanbul. Il primo incontro martedì a cui partecipa anche il presidente turco Tayyip Recep Erdogan. Ed i media rilevano la presenza inoltre al tavolo di Roman Abramovich. L’oligarca russo finito al centro di una spy story per il presunto avvelenamento che avrebbe subito assieme ai negoziatori ucraini.
Centrale in questo incontro il ruolo però del presidente turco. «Arrivare alla pace e al cessate il fuoco il prima possibile sarà beneficio per entrambe le parti», ha affermato Erdogan, citato dalla tv di Stato Trt, incontrando le delegazioni di Russia e Ucraina prima del nuovo giro di colloqui. Entrambe le parti hanno «legittime preoccupazioni», ha detto ancora Erdogan che ha invitato russi e ucraini a «porre fine a questa tragedia». Erdogan dice che sia il presidente ucraino Volodomyr Zelensky sia il presidente russo Vladimir Putin sono «amici preziosi» e che progressi nei negoziati aprirebbero la strada all’incontro tra i leader – si legge sulla Bbc -, che la Turchia potrebbe ospitare.
Una «pace giusta» non avrà un perdente e la continuazione del conflitto non giova a nessuno, ha aggiunto poi il presidente turco nel suo benvenuto ai negoziatori russi e ucraini ai colloqui di Istanbul, citato dalla Bbc. «In un momento così critico…mi auguro che i nostri incontri e le nostre discussioni siano di buon auspicio per i vostri Paesi, per la nostra regione e per tutta l’umanità». Il presidente ha poi chiesto un immediato cessate il fuoco e che fermare la tragedia dipende da entrambe le parti.

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