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Ucraina, Megale: «Guerra insensata che ha portato indietro di decenni le lancette della storia»

Così il questore di Reggio Calabria al 170° anniversario della fondazione della Polizia. Messina: «Speriamo si possa trovare il bandolo della matassa»

Pubblicato il: 12/04/2022 – 15:25
Ucraina, Megale: «Guerra insensata che ha portato indietro di decenni le lancette della storia»

REGGIO CALABRIA «Viviamo un periodo complesso in cui la comunità internazionale, e l’Europa in particolare, già duramente provati dagli effetti della pandemia da Covid-19, sono chiamati ad affrontare le conseguenze di un’insensata guerra che ha portato indietro di decenni le lancette della storia». Lo ha detto il questore di Reggio Calabria Bruno Megale durante la festa per il 170° anno dalla fondazione della Polizia di Stato. La cerimonia si è tenuta a Piazza Castello dove il questore Megale e il direttore centrale anticrimine della Polizia Francesco Messina si sono soffermati anche sul tema della guerra in Ucraina.
Un conflitto che, per il questore, ha «conseguenze che sono già visibili in tutto il continente. Lasciano sgomenti i massacri indiscriminati di civili perpetrati nella città di Bucha o le devastazioni di Mariupol e Kharkiv. Si avverte un generale senso di impotenza di fronte ad atrocità che mettono a nudo la fragilità delle istituzioni internazionali ingessate nella scelta di adottare significativi strumenti per impedire derive belligeranti dagli imprevedibili esiti. Milioni di profughi si sono riversati nel territorio europeo. Dall’inizio della guerra l’Italia ha accolto oltre 100mila ucraini, poco meno di un migliaio in questa provincia, la cui gestione nel lungo periodo, se dovesse mantenersi questo trend emergenziale, andrà inevitabilmente a incidere sul sistema Paese con inimmaginabili conseguenze una volta venuta meno l’onda emotiva del conflitto. Questa crisi umanitaria sta impattando in un Paese segnato profondamente da due anni di privazioni e sofferenze a causa della pandemia».
Per il prefetto Francesco Messina, «questa drammatica contingenza belligerante ci coinvolge tutti anche emotivamente perché vediamo quello che succede a poche migliaia di chilometri dalle nostre case. Speriamo che si possa in qualche modo trovare il bandolo di questa matassa e si possa continuare a raggiungere risultati utili per la nostra libertà».

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