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Con un pizzico di amarezza Abramo prepara il congedo: «Spesso sono stato lasciato solo»

L’ultima uscita da presidente della Fondazione Politeama, con tanto di sfogo (garbato): «Molte volte non sono stato aiutato»

Pubblicato il: 08/05/2022 – 12:35
Con un pizzico di amarezza Abramo prepara il congedo: «Spesso sono stato lasciato solo»

CATANZARO In punta di piedi, come se non volesse disturbare. Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo si sta preparando al congedo dalla guida del Comune che ha governato per quasi 20 anni e per quattro mandati nel segno della discrezione, del basso profilo, ma anche dell’emozione profonda e di un orgoglio che con garbo gli fa togliere anche qualche sassone dalle scarpe. Ogni giorno che passa fino al 13 giugno, quando Palazzo De Nobili avrà il suo successore, per Abramo è un tuffo nei ricordi e in una storia politica e amministrativa che in ogni caso, comunque la si voglia guardare, è già storia e farà parte della storia di Catanzaro. Alti e bassi, soddisfazioni e anche delusioni. Già, anche delusioni, e Abramo ieri sera, dal palco del Teatro Politeama per la chiusura della stagione della Fondazione che presiede da sindaco anche qui da dieci anni, ha aperto il proprio cuore alla platea e ha confidato, ma quasi sussurrando, con un pizzico di amarezza e con una voce che sapeva di commozione e senza urlare: «Molte volte mi sono sentito solo». Verrebbe da dire la solitudine dei numeri primi.

Il centrodestra dilaniato dopo quattro lustri

Uno sfogo non rabbioso, quello di Abramo, anche se sempre uno sfogo. Dettato sicuramente da qualche pensiero rivolto al passato ma forse anche al presente. Un presente (politico) che sta vedendo Abramo estremamente defilato, e probabilmente mortificato nel vedere quel centrodestra che ha “federato” per 20 anni andare in frantumi e schierare tre candidati sindaco diversi, e senza che nessuno si stia incaricando di riconoscere la bontà dell’eredità che – secondo il suo punto di vista – lascia alla città. È stato lo stesso Abramo il primo a incaricarsi di convocare la coalizione per cercare di trovare la sintesi sul nome di un “papabile” candidato sindaco, un paio di interpartitiche giusto per prendere atto dell’impraticabilità del campo, attraversato dalle faide interne alla coalizione, quelle che Abramo di fatto ha ammortizzato per almeno 4 lustri facendo da mediatore e “facilitatore” di equilibri sempre fragili (solo la sua figura, per gli analisti politici, poteva in realtà mettere d’accordo i tanti e rissosi big del centrodestra catanzarese).

Il futuro e la pista (raffreddata) di Coraggio Italia

Visto l’andazzo, Abramo, che per bon ton politico oltre che per carattere e indole non ha portato al tavolo del centrodestra alcun nome, ha tirato i remi in barca, e ora è spettatore più che protagonista della (drogata) scena politica cittadina. Nei corridoi del Comune si dice che sotto sotto Abramo stia dando una mano al “delfino” Marco Polimeni, l’attuale presidente del Consiglio comunale oggi coordinatore cittadino di Forza Italia con il “patronage” di Giuseppe Mangialavori e ora nella coalizione che sostiene Donato (che con Abramo non è stato tenero), ma si tratta di un’indiscrezione, per quanto accreditata. In realtà, Abramo un ruolo politico ce l’avrebbe, da dirigente nazionale di Coraggio Italia, forte del suo legame con il sindaco di Venezia Brugnaro, ma anche questa pista ai più sembra essersi “raffreddata”, e poi Coraggio Italia è già alla divisione dell’atomo a Roma e alle Comunali di Catanzaro non si è ancora ben capito cosa vuole fare. Anche questi fattori evidentemente stanno inducendo Abramo a non impicciarsi nelle beghe politiche ed elettorali, mantenendo un atteggiamento sobrio e persino distaccato. Chi lo conosce però fa intendere che Abramo non ha minimamente intenzione di pensionarsi dalla politica, ritenendo di poter dare ancora un proprio contributo in termini di concretezza sul piano gestionale: un occhio (sempre) alla Cittadella e magari anche al Parlamento, approdo che non lo ha mai entusiasmato ma mai dire mai.

«Non tutto è andato come volevamo, ma ce l’ho messa tutta»

Intanto, Abramo ha scritto i titoli di coda al Politeama per la chiusura della stagione teatrale con la lirica della Carmen: «Era doveroso da parte mia essere qui, non solo per presentare questa opera, che siamo orgogliosi di rappresentare, ma perché devo congedarmi da voi. Mi chiedevo cosa dire per lasciare un piccolo segno, per ringraziarvi per tutti questi anni trascorsi con voi. Non è facile intervenire – ha osservato il sindaco Abramo – quando stai per andare via, non è facile parlare nonostante mi sia abituato in questi anni. Però devo dire che ce l’ho messa veramente tutta, ho cercato di dare tutto me stesso. Non tutte le cose sono andate come volevamo, molte volte non sono stato aiutato, molte volte mi sono sentito solo. Però ho sempre avuto la forza di andare avanti, ce l’ho messa davvero tutta e alla fine mi avete aiutato voi, votandomi, portandomi avanti e stando al mio fianco. Questa immagine che qui registro con gli occhi voglio portarmela nei miei ricordi». E poi l’ultimo pensiero: «Non so se altri lo faranno per la figura che ho rappresentato in questa città, ma sicuramente la maggior parte lo farà», ha concluso Abramo, tra commozione e applausi. (a. cant.)

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