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“Senza terra”, raffiche di assoluzioni nel processo per truffa all’Inps di Corigliano Rossano

Inchiesta era stata portata a termine nel 2012. Tra gli arrestati c’era anche un consigliere provinciale e comunale di Corigliano

Pubblicato il: 10/05/2022 – 10:59
“Senza terra”, raffiche di assoluzioni nel processo per truffa all’Inps di Corigliano Rossano

CORIGLIANO ROSSANO Raffica di assoluzioni, perché il fatto non sussiste e per decorrenza di termini, per il maxi processo scaturito dall’operazione denominata “Senza Terra”, portata a termine nell’ottobre del 2012 a Corigliano dalla Guardia di Finanza del Nucleo Operativo di Polizia Tributaria di Cosenza.
Si è concluso nei giorni scorsi il maxi processo omonimo. Un’ operazione che “scoperchiava” un vaso di Pandora di un sistema consolidato e rodato, volto a truffare l’Inps. Insomma un supermarket per la compravendita delle giornate agricole.
Il collegio penale del Tribunale di Castrovillari (presieduto dalla dottoressa Giuseppa Ferrucci, a latere i giudici Marianna Ferrante e Rosamaria Pugliese) ha emesso il dispositivo di sentenza, le cui motivazioni verranno depositate entro i canonici 90 giorni.
Erano 62 i capi di imputazione contestati a vario titolo agli imputati. Tra questi associazione a delinquere, peculato, corruzione, concussione. Tutti reati, che secondo l’accusa, sarebbero stati perpetrati al fine di truffare l’Inps per un valore di 11 milioni di euro. Tra gli arrestati c’era Antonio Caravetta, all’epoca membro del consiglio provinciale di Cosenza e del consiglio comunale di Corigliano Calabro, nonché direttore del patronato Epas, e i suoi stretti collaboratori Giorgio Pucci e Cosimo Damiano Potentino. Nell’ambito dell’operazione furono emesse quindici custodie cautelari e venti obblighi di firme e, inoltre, posti sotto sequestro il patronato e beni immobiliari per un valore equivalente all’importo truffato (11 milioni). Dalle indagini era emersa l’esistenza di circa quattromila braccianti agricoli, i quali avrebbero incassato, indebitamente, denaro per le indennità previdenziali di disoccupazione e malattia agricola dietro il versamento di somme di denaro per la compravendita di giornate agricole con il Patronato Epas diretto da Caravetta.
Nelle numerose udienze sono stati escussi numerosi testi e tutto era partito da una denuncia dell’allora direttrice dell’Inps di Rossano.
Il 18 giugno 2021 era giunta la sentenza di proscioglimento nei confronti di numerosi imputati con il conseguente dissequestro degli immobili e la restituzione ai legittimi proprietari. Lo scorso 6 maggio è stata emessa la sentenza di “non doversi procedere” ai sensi dell’art. 531 cpc per la contestata associazione a delinquere nei confronti di Antonio Carmine Caravetta, Cosimo Damiano Potentino e Pucci Giorgio (difesi dagli avvocati Francesca Caracciolo e Paolo Pisani), Sergio Berardi (difeso dall’ avvocato Andrea Salcina), Luciano Campilongo (avv. Giuseppe Tagliaferri), Francesco Linardi (avv. Fabio Salcina), Francesca Lombisani (avv. Osvaldo Romanelli), Giorgio Francesco Pacifico (avv. Giuseppe Vena), Innocenzo Siciliano (avv. Mauro Mitidieri), Giuseppe Taranto (avv. Carnuccio e Fabio Salcina), Piero Andrea Zangaro (avv. Pasquale Di Iacovo), Antonio Caravetta, classe 1961 (avv. Brandi Cordasco Salimena).
La Corte ha, altresì, emesso assoluzione perché il fatto non sussiste nei confronti del direttore dell’Epas Antonio Carmine Caravetta, Giorgio Pucci e Francesca Lombisani per il capo 62, relativamente ai reati contestati di peculato, corruzione e concussione.

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