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Omicidio di un agente della penitenziaria, chiesto l’ergastolo per il killer

Guadagnuolo avrebbe agito per gelosia dopo avere visto la vittima in compagnia dell’ex moglie. Lei è accusata di ricettazione dell’arma del delitto

Pubblicato il: 12/05/2022 – 19:07
Omicidio di un agente della penitenziaria, chiesto l’ergastolo per il killer

CATANZARO Il sostituto procuratore di Lamezia Terme, Emanuela Costa, ha invocato, davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro, presieduta da Alessandro Bravin, l’ergastolo nei confronti di Giuseppe Guadagnuolo, 57 anni, accusato dell’omicidio di Angelo Pino, 52 anni, ex agente della polizia penitenziaria ucciso a Lamezia Terme il 20 ottobre 2019. Il pm ha inoltre invocato la condanna a un anno e sei mesi per Iolanda Vescio, ex moglie di Guadaguolo accusata di ricettazione e di avere illecitamente detenuto la Beretta calibro 7.65 (con matricola abrasa) utilizzata per l’omicidio.
Giuseppe Guadagnuolo è stato arrestato poche ore dopo l’omicidio e ha confessato di avere ucciso perché aveva scoperto la relazione dell’ex moglie con Pino.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri del Gruppo di Lamezia Terme, coordinati dalla Procura lametina, nella serata di sabato Guadagnuolo, dopo aver pedinato la coppia, aveva raggiunto Angelo Pino, alla guida della propria auto, proprio mentre quest’ultimo stava rincasando dopo aver trascorso la serata con la donna. Intorno all’una di notte, dopo aver indotto Pino a fermare la propria auto davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie nel quartiere di Sambiase, Guadagnuolo lo ha freddato con una calibro 7,65 con matricola abrasa.
Oggi in aula il difensore della famiglia Pino, l’avvocato Renzo Andricciola, si è associato alla richiesta di ergastolo avanzata dal pm. L’avvocato di Guadagnuolo, Antonio Larussa, ha chiesto l’assoluzione per quanto riguarda il reato di atti persecutori, il non doversi procedere per difetto di querela per le lesioni e, per quanto riguarda l’omicidio, Larussa ha chiesto di escludere l’aggravante dei motivi abbietti e futili e della premeditazione poiché il reato si è consumato nel momento in cui l’imputato ha visto i due insieme.
Nel corso dell’udienza Guadagnuolo ha reso spontanee dichiarazioni chiedendo scusa alla famiglia della vittima e ha aggiunto di non avere mai picchiato l’ex moglie, difesa nel processo dall’avvocato Raffaele Mastroianni.  (ale. tru.)

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