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Letta alla direzione del Pd: «Test amministrative importante»

Il segretario dem detta la linea del partito: «Alleanze aperte e cambio sistema elettorale». Sui referendum: «I sì creerebbero problemi»

Pubblicato il: 17/05/2022 – 13:40
di Roberto De Santo
Letta alla direzione del Pd: «Test amministrative importante»

ROMA «I diritti non possono mai essere contrapposti ad altre esigenze. Così come non sono contrapposti ai doveri. Sui diritti civili e sui diritti sociali le destre italiane dimostrano di essere con la destra più retrograda in Europa». Così Enrico Letta, segretario del Partito democratico ha iniziato la sua relazione nel corso della direzione nazionale del Pd che si è svolta nella giornata dedicata all’omofobia. Da qui Letta lancia con più convinzione l’appoggio ad «approvare il ddl Zan».
Letta ha anche puntato sul risultato che il Pd sta ottenendo con l’iniziativa promossa dai dem per allargare il «fronte dei progressisti». E su questo cita i numeri «Più di seicento Agorà» svolti con «più di 100mila partecipanti». «Noi vogliamo dare un seguito a queste iniziative – ha detto -. Un percorso che ci poterà subito dopo le feste estive a settembre a svolgere un’operazione di rilancio. Proposte che diventeranno priorità del nostro percorso politico». Secondo Letta, «tutto questo ha una finalità: costruire il nostro futuro». E su questo il segretario ha lanciato un appello. «Noi saremo forti se troveremo la forza dentro di noi».

Elezioni francesi: «Non seguiremo altri modelli»

Sulle elezioni francesi Letta tiene a precisare: «La nostra ambizione è quella di essere noi un modello per l’Europa e non inseguire altri modelli che rappresentano specificità territoriali». «Non siamo qui per seguire copie sbiadite di modelli di altri. Siamo noi con la nostra identità a costruire il modello del futuro».

Referendum sulla giustizia. «No di Letta»

«Non è con i referendum che si fa una riforma complessiva della giustizia». La posizione di Letta sui referendum programmati il 12 giugno prossimo è netta. «Una vittoria dei sì – bolla il segretario dem – creerebbe più problemi che soluzioni nel tema della giustizia. Cambiamenti devono essere fatti in Parlamento». Ed a questo proposito anche sulla Severino la posizione del segretario è chiara: «Temo che la modifica referendaria non risolverebbe il problema. Noi vogliamo cambiarla ma in maniera più razionale». Complessivamente però sui referendum apre al dibattito interno. «Sono orientamenti generali – dice – ma saranno i nostri elettori, i nostri quadri e i nostri dirigenti che faranno le loro riflessioni».

Identità e alleanze

«In queste settimane e in questi mesi si è dibattuto molto sull’adesione, sul tesseramento al nostro partito. Questa prima fase ci è servita per comprendere gli aggiustamenti alla riforma che abbiamo avviato su questo tema. Questo per contemperare due esigenze: trasparenza e partecipazione». Così Letta ha chiarito il processo in atto all’interno del Pd per trasformarlo «in maniera forte e moderna». Questo in vista delle prossime elezioni che dovranno «svolgersi il prossimo anno nella sua naturale scadenza della legislatura», ha precisato ribadendo il sostegno al governo Draghi che «dovrà svolgere fino in fondo la sua missione». Sulle alleanze Letta ha sottolineato «l’identità forte e moderna che ci vuole e che deve aprirsi a nuove alleanze compatibili con la nostra idea di Paese».  «Confermiamo la nostra forte alternatività alle destre – ha tenuto a precisare -. Ma dobbiamo continuare a costruire alleanze». «Non credo – ha sottolineato – alla teoria dell’autosufficienza».
«Questa ricerca di alleanze – ha detto ancora – va svolta qualunque sia la legge elettorale con la quale andremmo a votare». Una legge elettorale attuale definita da Letta «pessima» e per la quale il Pd si impegnerà a «cambiare». Ma non per questo ci sarà un cambiamento nella direzione intrapresa dal Pd. «Le alleanze si cambiano per modifiche dei convincimenti, non per convenienza elettorale». Poi un avvertimento «a chi pensa ad una fase di disfacimento delle destre». «Le destre – ha avvertito Letta – andranno unite alle elezioni. Sono convinto di questo: le schermaglie attuali sono solo di assestamento». Da qui un appello già alle prossime amministrative per alleanze. «Sarà un test importante – ha sottolineato Letta -. Per questo chiedo il massimo impegno di tutti. Dobbiamo giocarcela tutta. Convinti che abbiamo le capacità di giocarcela bene».

La guerra in Ucraina

«Viviamo un tempo in cui succedono cose, impensabili fino a poco tempo fa. Domani incontrerò la prima ministra finlandese. Mi avessero detto tre mesi fa che la premier Finlandese sarebbe venuta a Roma a chiedere di aderire alla Nato non ci avrei creduto». Letta sul quadro europeo modificato dalla guerra in Ucraina, cita l’esempio della richiesta di cambio di politica estera e di alleanza di Svezia e Finlandia. Per chiarire esattamente la posizione del Pd, poi Letta ha affermato: «Abbiamo alternativa secca: tra ritornare nel gorgo del peggiore Novecento o puntare su nuova architettura europea basata sulla pace vera».
«Noi – ha poi sostenuto Letta – non vogliamo abituarci alla distruzione, alla morte, che attraverso la violenza si cambino le frontiere». Secondo Letta, «la preoccupazione grande è che la guerra diventi un conflitto continuo. Non può divenire questo».
«Sta a noi andare nella direzione di una nuova architettura europea». Per il segretario dem, «l’assenza di costruzione di questa istituzione rischia di cedere alla Nato uno spazio che non gli compete». Da qui Letta rilancia «la nostra proposta della istituzione di una Confederazione europea». «Le porte aperte all’adesione all’Unione europea – spiega – è troppo complessa e lunga. Lo status di candidati non accelera questa procedura». Poi una riflessione amara. «Si riparla di allargamento dell’Europa solo oggi, dopo un’invasione dell’Ucraina. Prima c’era molto scetticismo».  Poi una stoccata al presidente dell’Ungheria Victor Orban. «Lo sforzo che stiamo portando avanti è quello di rimuovere i veti», dice a proposito del “niet” del Paese dell’Est a nuove sanzioni contro la Russa. «Chi è alleato di Orban – tuona Letta – è alleato di Putin». Poi una precisazione. «Non siamo contro la Russia, ma contro quell’idea imposta da Putin». E su questo il segretario rivendica la coerenza: «non abbiamo avuto tentennamenti come altri sulla posizione di opposizione all’invasione dell’Ucraina».

Rischio per l’economia dalla guerra

«Gli extraprofitti che sono state redistribuiti tra quella parte della popolazione più fragile dimostra che queste operazioni si possono fare». Ha detto poi Letta. «La lotta alle diseguaglianze deve divenire l’asse principale sul quale ci muoviamo». «Questo è il momento di intervenire – ha sottolineato -. Interventi fatti ora potranno prevenire effetti devastanti successivi». E su questo Letta annuncia nuove richieste al governo. Anche in tema di energia. «Noi chiediamo al Governo – ha annunciato – un tetto autonomo nazionale per le tariffe energetiche. Se non dovessero essere state adottate dall’Ue. Dobbiamo fare scelte che possano proteggere il nostro sistema produttivo e le famiglie».
E sempre in tema di energia, Letta sottolinea «Abbiamo vissuto con la pandemia uno straordinario salto tecnologico». «La stessa cosa deve avvenire ora durante la crisi scatenata dalla guerra in tema di sostenibilità. A partire da un piano straordinario di risparmio energetico».
«Non è qualcosa che serve per questa fase – sottolinea Letta – ci servirà per sempre. Trovare il modo con il quale il nostro quotidiano buttiamo meno energia, dobbiamo affrontarlo. Sforzo straordinario. Per noi questo sarà una nostra bandiera. Accanto ad un alleggerimento del sistema di autorizzazioni per nuovi impianti».
«Noi – ha detto ancora – abbiamo la responsabilità di dover dire che si dovrà intervenire per prevenire una nuova e profonda crisi economica. Non possiamo far finta di nulla». «Va salvato il Paese da una crisi economica pericolosa».
Infine Letta ha ricordato un aspetto: «Ogni volta che abbiamo perso le elezioni, il Paese ha subito un peggioramento. Ecco perché il nostro sforzo deve essere orientato nella direzione di vincere le prossime competizioni elettorali». E per far questo ha invocato unità. «L’unità del partito – ha sottolineato – è stata la più grande conquista del lavoro di questi 14 mesi. Voglio portare avanti perché è la condizione per vincere le sfide del futuro». (r.desanto@corrierecal.it)

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