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Catanzaro, Mancuso stronca la proposta del Pd: «No a speculazioni sull’integrazione degli ospedali»

Il presidente del Consiglio regionale commenta negativamente la modifica avanzata dal Pd. «E ringrazio Salvini per la libera scelta per Donato»

Pubblicato il: 20/05/2022 – 15:26
Catanzaro, Mancuso stronca la proposta del Pd: «No a speculazioni sull’integrazione degli ospedali»

CATANZARO «No a speculazioni» sull’integrazione delle aziende ospedaliere di Catanzaro. Il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso difende la legge – la “sua” legge – sulla creazione dell’azienda ospedaliera unica di Catanzaro (la “Renato Dulbecco”) attraverso la fusione per incorporazione della Ao “Pugliese Ciaccio” nella Aou “Mater Domini”. Dalla platea della convention del candidato sindaco Valerio Donato, Mancuso contesta con toni vibrati la “mossa” del gruppo regionale del Pd, che ha depositato una proposta di modifica della legge con l’obiettivo – sostengono i democrat – di dare maggiore rappresentatività alla componente ospedaliera del “Pugliese Ciaccio” nella commissione che deve traghettare le due aziende alla fusione: «Al tavolo il rappresentante del “Pugliese Ciaccio” c’è», sottolinea Mancuso, che inoltre spiega anche il perché del sostegno suo e della Lega a Donato.

«Salvini ci ha lasciato libertà di scelta sul candidato»

Alla convention di Donato infatti Mancuso, che della coalizione del docente universitario candidato sindaco è dei principali “azionisti”, interviene come ispiratore di due liste, “Prima l’Italia” e “Alleanza per Catanzaro”. «”Prima l’Italia” – specifica subito Mancuso – è una lista civica che fa riferimento alla Lega. Lo sanno tutti, forse fanno finta di non saperlo solo gli avversari politici, ma lo sanno tutti che la Lega partecipa nelle competizioni elettorali nelle Amministrative con questo simbolo. Ringrazio quindi chi con noi ci metterà la faccia e ci metterà il cuore per sostenere la candidatura di Valerio Donato. Poi devo e voglio ringraziare anche il leader della Lega, Salvini, perché mi ha consentito, con una libera scelta, di scegliere Donato quale candidato sindaco di questa città. La scelta più democratica che si potesse fare in città, è stata una scelta fatta con la testa e con il cuore, soprattutto con la testa perché abbiamo scelto chi aveva il migliore progetto per la città: non è nata, come le altre candidature negli anni passati, con un’imposizione, perché hanno scelto i partiti o perché l’ hanno imposto i partiti. No, è stata una proposta alla quale – aggiunge – le liste che fanno parte di questa colazione hanno deriso liberamente, ed è la massima espressione della democrazia nelle competizioni elettorali. Noi siamo liberi di scegliere, noi sceglieremo per la prima volta il sindaco. E bisogna dire che sono stati i nostri candidati a spingerci verso Donato: chi si reputa un leader, un capolista, la persona che può mettere insieme una lista, siamo stati sopraffatti dai nostri candidati che ci hanno detto che il migliore candidato era Donato e noi abbiamo di comune accordo scelto il migliore candidato possibile, quello che – rileva Mancuso – porterà alla vittoria la nostra coalizione, il sindaco e la città di Catanzaro».

«Dall’altra parte sono quasi alla frutta…»

È in questo contesto che Mancuso alza le barricate per la legge sull’integrazione delle aziende ospedaliere di Catanzaro, affossando di fatto l’auspicio del Pd di considerare con la debita attenzione la proposta emendativa dei democrat. Insomma, la legge sull’integrazione non si tocca, vale così com’è, dice Mancuso, che stronca sul nascere ogni ipotesi di “trattativa” sul tema. «Poi dall’altra parte – osserva il presidente del Consiglio regionale – penso che si è quasi alla frutta, se penso che una legge quale quella che vuole vedere Catanzaro al centro della sanità calabrese viene oggi fatta oggetto di un emendamento, di una nuova legge, di una modifica da parte del Pd solo perché debbono aggiungere al tavolo delle contrattazioni degli esponenti del “Pugliese Ciaccio”. Vorrei che fosse chiaro – perché qui non si conoscono i principi fondamentali delle regole amministrative – è che il Pugliese Ciaccio è un’azienda sanitaria che fa capo alla Regione Calabria, e allora volere al tavolo delle contrattazioni due esponenti del Pugliese Ciaccio vuol dire che non si ha fiducia del proprio datore di lavoro, di chi decide la politica delle aziende sanitarie. E poi spiegatemi perché, se si siedono al tavolo il rappresentante del “Pugliese Ciaccio” – e al tavolo c’è il rappresentante del “Pugliese Ciaccio” – perché non si deve sedere al tavolo anche il rappresentante dell’altra azienda ospedaliera? Forse le persone che stanno in modo strumentale tramando contro questa legge – conclude Mancuso – non sanno che c’è anche l’azienda ospedaliera, la “Mater Domini”: non si vuole speculare da una parte, ma si tiene fuori l’azienda Mater Domini, che nulla c’entra con l’Università. Speculare su questo no». (a. c.)

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