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Azienda ospedaliera unica di Catanzaro, i capigruppo di maggioranza: «Non si torna indietro»

I consiglieri regionali Loizzo, Arruzzolo, Neri, De Nisi, Graziano e Crinò rispondono al candidato sindaco Fiorita

Pubblicato il: 21/05/2022 – 16:13
Azienda ospedaliera unica di Catanzaro, i capigruppo di maggioranza: «Non si torna indietro»

CATANZARO «Il candidato sindaco per Catanzaro, Nicola Fiorita, deve aver studiato parecchio nelle ultime ventiquattrore, per asserire che un presidente di Assemblea legislativa non può bocciare le leggi. Se, poi, questa scoperta giuridica la riferisce a un Presidente di Consiglio regionale in carne ed ossa, è segno che il troppo studio, in cosi poco tempo, gli ha offuscato la percezione della realtà. Ma ciò che appare grave, è che, resosi conto di aver scoperto l’acqua calda, Fiorita ha voluto insistere, per sostenere che il presidente Filippo Mancuso “ha un’idea tutta sua delle istituzioni”. È evidente l’inganno, ma ancor più la sottovalutazione dell’intelligenza dei calabresi. Tuttavia su un punto Fiorita ha ragione: “A bocciare le leggi è il Consiglio regionale”. Ed è chiaro che la proposta di legge regionale Fiorita (sottoscritta dai consiglieri regionali del Pd), non sarà mai approvata in questa legislatura. Non perché il Consiglio intenda penalizzare chicchessia, secondo lo spauracchio agitato da Fiorita per catturare voti. Il nostro convincimento, infatti, è che dalla nascita dell’Azienda ospedaliera Universitaria Renato Dulbecco, nessuna delle professionalità interessate dovrà subire nocumento». È quanto dichiarano in una nota i capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale, Lizzo (Lega, Arruzzolo (Forza Italia), Neri (Fratelli d’Italia), De Nisi (Coraggio Italia), Graziano (Udc), Crinò (Forza Azzurri).
«I garanti di questa sinergia professionale, di mezzi e risorse, da farsi nell’interesse dei calabresi a cui occorre garantire il diritto alla salute, siamo prima di altri noi. Ma non avrà successo, perché la proposta legislativa del Pd – proseguono – punta ad una sorta di partecipazione perequativa nella Commissione paritetica incaricata di proporre al Commissario ad acta per la sanità e all’Università Magna Graecia, una bozza di ciò che dovrà essere il previsto Protocollo d’intesa. Ossia, l’atto regolativo del core business della futura “Azienda ospedaliera universitaria Renato Dulbecco”, riferito soprattutto alle attività assistenziali universitarie e di ricerca che l’UMG dovrà assicurare alle prestazioni essenziali di spedalità, da consacrare nell’atto aziendale della stessa, che sarà redatto dal manager ad essa preposto. Solo questo, che è però tanto a garanzie dei Lea ospedalieri».
«A definire il Protocollo d’intesa – affermano ancora i capigruppo di maggioranza in consiglio regionale – sono stati chiamati a rappresentare la Regione: il prof. Ettore Jorio e il dott. Sergio Petrillo e l’Università: il prof. Arturo Puija e l’avv. Ennio Apicella. Tutti, rispettivamente in rappresentanza degli unici soggetti istituzionali coinvolti: Regione e Università, chiamati a definire la bozza di lavoro che la Regione, per il tramite del Commissario ad acta (on. Occhiuto) e il Rettore (prof. De Sarro) per l’UMG, dovranno perfezionare con la loro firma».
«Nessuna rappresentanza delle Aziende ospedaliere catanzaresi. Ma solo e soltanto, quelle riferibili esclusivamente alle Istituzioni coinvolte per la preparazione degli atti sanciti dalla legge regionale 33/2021 proposta dal presidente Mancuso, dal Consiglio approvata e dal Governo vagliata positivamente. E che, paradossalmente, ora il Pd chiede di implementare. E lo fa, confondendo le capre con i cavoli. Meglio, la ratio rappresentativa e la conseguente provenienza dei tecnici nominati. A nostro avviso – concludono – c’è poco da aggiungere. Specie se dall’altra parte c’è chi sa bene cosa prevede la legge, ma finge di non saperlo. Oggi, abbiamo finalmente una legge regionale da cui, dopo aver superare il vaglio del Governo che nel passato di leggi scritte male ne ha bocciato due, Catanzaro si attende, una volta definite le incombenze previste, un rilancio per il suo obiettivo di “Città della Buona Salute e della Ricerca Scientifica”. È tempo di essere seri e responsabili: indietro non si torna! Ma è tempo anche di sistemare il tutto per mettere a terra, perché finalmente i calabresi ne godano, l’Azienda ospedaliera universitaria Renato Dulbecco».

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