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Sanità, sui posti letto Calabria in ritardo di dieci anni

I documenti del Mims segnalano la divaricazione Nord-Sud. Regione fanalino di coda con 297 posti per 100mila abitanti. Male il dato per le strutture territoriali

Pubblicato il: 23/05/2022 – 16:55
Sanità, sui posti letto Calabria in ritardo di dieci anni

LAMEZIA TERME La condizione di arretratezza della sanità calabrese (e meridionale) è nei numeri. Secondo quanto si legge all’interno del Def (Documento di economia e finanza) 2022 del Ministero per le infrastrutture e la mobilità sostenibile vi è un forte divario relativo alle infrastrutture sanitarie nel territorio italiano.

Calabria in ritardo di dieci anni nel numero di posti letto

Con riferimento al numero di posti letto disponibili nelle strutture di ricovero, in termini assoluti, è di particolare rilievo il divario, superiore all’80%, tra la prima (Lombardia, 37.982 posti letto) e la seconda regione più dotata (Lazio, 20.883). Valutando il rapporto tra il numero di posti e la popolazione residente, il valore massimo di 392 posti letto per 100.000 abitanti residenti è rilevato nella Provincia Autonoma di Trento, quello minimo (297 p.l. per 100.000 abitanti) in Calabria. In generale, emerge abbastanza marcato il divario tra Nord (377,9 p.l. per 100.000 abitanti) e Sud (313,3 p.l. per 100.000 abitanti), influenzato negativamente dai valori di Calabria (297 p.l.) e Campania (305 p.l). «Il dato – si legge nel documento – è particolarmente significativo in relazione alla prescrizione del Decreto 2 aprile 2015, n. 70 del Ministro della Salute, e prima ancora dalla legge 135 del 7 agosto 2012, che prevedeva che le Regioni avrebbero dovuto ridurre i posti Letto a 3,7 ogni mille abitanti entro il 31 dicembre 2012». Una nota che sottolinea gli enormi ritardi in Calabria. L’obiettivo dei 3,7 posti letto ogni mille abitanti sarebbe dovuto essere raggiunto dieci anni fa: non solo questo non è successo, quanto – nonostante i commissariamenti – la regione appare lontana dal resto del Paese.

La sanità territoriale arranca

Per quanto riguarda le strutture sanitarie territoriali (ambulatori e laboratori, strutture residenziali e semiresidenziali, altri tipi di struttura) è di particolare rilievo il divario tra Nord (12.883) e Sud (5.092), che presenta un valore minore della metà delle strutture presenti. Parimenti, emerge un divario significativo in termini di posti disponibili nelle strutture territoriali su base regionale, sia in termini assoluti che rispetto alla popolazione residente. Il maggior numero di posti letto per 100.000 abitanti si trova in Veneto (985), nella Provincia Autonoma di Trento (977), in Piemonte (947), nella Provincia Autonoma di Bolzano (889) e in Friuli (884), mentre quello più basso si trova in Campania (98), in Sicilia (105), in Basilicata (123), in Sardegna (162) e in Calabria (185). Il dato appare ancora più evidente se si guarda al divario Nord-Sud: i posti in strutture semiresidenziali e residenziali pro-capite passano da un valore di 860 per 100.000 residenti nelle regioni del Nord a 192 per 100.000 residenti nelle regioni del Sud, valore oltre quattro volte più basso. (redazione@corrierecal.it)

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