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L’appello

Stress termico, Fillea Cgil: «In caso di temperature sopra i 35° fare ricorso alla cassa integrazione»

Celebre: «Chiediamo alla Regione di voler emanare in tempi brevissimi delle linee di indirizzo per garantire l’incolumità dei lavoratori»

Pubblicato il: 06/06/2022 – 9:50
Stress termico, Fillea Cgil: «In caso di temperature sopra i 35° fare ricorso alla cassa integrazione»

CATANZARO «Con l’arrivo dell’estate e il relativo aumento delle temperature diventa di fondamentale importanza tutelare quei lavoratori che per le mansioni che svolgono sono più esposti al rischio termico. Tenuto conto del grande caldo registratosi negli ultimi giorni, e dato che i cambiamenti climatici fanno presagire il rischio di un’estate di calura intensa, come Fillea Cgil Calabria riteniamo necessario che si intensifichino le azioni di prevenzione e vigilanza del rischio da stress termico, con particolare riferimento ai lavoratori impegnati nei cantieri edili, stradali e in tutte quelle fabbriche del settore costruzioni. Chiediamo, perciò, alla Regione Calabria di voler emanare in tempi brevissimi delle linee di indirizzo al fine di garantire l’incolumità dei lavoratori dai rischi causati dalle elevate temperature». È quanto sostiene in una nota Simone Celebre, segretario generale Fillea Cgil Calabria.
«Riteniamo, infatti, che se il caldo dovesse diventare insopportabile, le aziende possano avere la possibilità di fermare o sospendere l’attività lavorativa al fine di preservare i lavoratori dai possibili rischi di stress termico. In caso di temperature sopra i 35° si dovrebbe ridurre o sospendere l’attività e poter fare ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo). È necessario – prosegue la nota del sindacato – che nei cantieri siano resi disponibili e accessibili fonti di acqua e, soprattutto, delle aree ombreggiate dove poter stazionare nelle pause; riteniamo necessaria la revisione dell’organizzazione dei turni di lavoro, riprogrammando, ad esempio, le attività che non sono prioritarie prevedendole nei giorni con condizioni meteo climatiche più favorevoli o pianificando le attività più impegnative dal punto di vista fisico durante gli orari più freschi della giornata, così come è fondamentale garantire ai lavoratori un’adeguata formazione e informazione sui rischi derivanti dai colpi di calore».
«Anche rendendo esigibile il vademecum redatto dall’Inail e dal Ministero della Salute in materia di buone pratiche da tenere quando si è costretti a stare a lavoro nonostante le temperature eccessivamente calde. Al fine di indirizzarsi, oggettivamente, verso una effettiva riduzione di incidenti e infortuni su lavoro, risulta necessario, a nostro parere, un nuovo approccio alla gestione e valutazione dei rischi e, in generale, sulla sicurezza sul lavoro. È necessario modificare l’approccio alla tematica – conclude Celebre – uscendo dai canoni classici della coercizione legislativa per procedere attraverso una condivisione trasversale di obiettivi e traguardi tra tutti gli attori presenti nel mondo del lavoro. Una nuova cultura le cui fondamenta siano ben radicate in un terreno di consapevolezza reale da parte di tutti. Questa nuova cultura deve passare attraverso il reale cambiamento di visione e di metodiche fino ad ora utilizzate, troppo spesso basate sul vecchio principio “Command and Control”».

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