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L’intervista

“Fibrillazioni” in Comune, Voce: «Senza un accordo, Crotone tornerebbe indietro»

Il sindaco al Corriere rivendica le azioni della sua amministrazione. E sui rischi della tenuta della consiliatura: «Dialogo con tutti»

Pubblicato il: 10/06/2022 – 18:18
di Emiliano Morrone
“Fibrillazioni” in Comune, Voce: «Senza un accordo, Crotone tornerebbe indietro»

CROTONE Enzo Voce fronteggia da settimane la crisi della propria maggioranza. Prova a governarla senza piegarsi, ragiona, sembra lucido e non ha pregiudizi, a sentirlo. Il sindaco di Crotone mostra senso pratico. Dialoga, ascolta, tratta: vuole continuare l’esperienza amministrativa che alcuni dei suoi, eletti sotto le insegne di Carlo Tansi, hanno messo in bilico.
Il primo cittadino ha un problema di numeri, già noto. Deve quindi garantirsi stabilità in Consiglio comunale. Se non ci fosse un accordo buono, solido, duraturo, «Crotone tornerebbe indietro», prospetta Voce, con l’inconfondibile tono baritonale e l’orgoglioso accento crotonese che ne hanno fatto un’icona del rinnovamento: prima dentro il Movimento 5 Stelle, poi fuori, agli occhi dei fuoriusciti che l’hanno seguito e sostenuto, che lo consigliano e difendono, soprattutto adesso.
Di là dall’apparenza, Voce ha un rapporto più distaccato con Tansi, ex capo della Protezione civile regionale, fondatore e anima del movimento Tesoro Calabria, il quale «ha imboccato la strada della protesta ad ogni costo, con cui punta a mantenere la ribalta virtuale», dice un ex tansiano che adesso si sente più vicino al sindaco di Crotone.
Voce – che sente di essere «il rappresentante di tutti i crotonesi» – non è manicheo: sia per il ruolo, sia per evitare acrobazie e conversioni rispetto ai propri giudizi politici. Perciò si attiene al suo manuale di condotta politica: non si confina, non si isola, non attacca per rendersi visibile, per creare polemiche, rumore, séguito. 
Soprattutto, il sindaco di Crotone non intende interrompere il lavoro iniziato. «Sono stato contestato – racconta – per aver disposto 57 nuove assunzioni, indispensabili per intercettare i fondi pubblici disponibili e in primo luogo le risorse del Pnrr. Stiamo conducendo una lotta senza precedenti all’evasione dei tributi, che qui è la regola. Abbiamo avviato una riforma dell’anagrafe tributaria che ci consentirà di avere un controllo totale degli scoperti».
È un fiume in piena, Voce, rimasto analitico, chiaro, deciso. «Sono 1.400 le utenze non dichiarate ai fini Tari – precisa – e 1.800 gli affitti che nel merito non risultano. Stiamo prendendo di petto la situazione, ecco perché diamo fastidio. Abbiamo presentato progetti, nell’ambito dei Contratti istituzionali di sviluppo, per 226 milioni di euro. Ci stiamo muovendo su strade, turismo, mobilità, risanamento ambientale, sicurezza idraulica. Abbiamo ottenuto 20 milioni del Pnrr per rigenerazione urbana e messo mano alle strutture sportive. Segnalo i 14 milioni di royalties per l’utilizzo della discarica; è un nostro merito. Ancora, ho assunto 5 vigili urbani. Da 32 anni non ne era stato assunto uno solo, io ne avevo trovato appena 29. Ancora, ho reclutato 12 unità in ambito tecnico e incaricato, per esempio, una nuova dirigente, proveniente da Parma, per il progetto Antica Kroton».
Voce ci tiene al suo ruolo di sindaco, al punto da prendere decisioni drastiche. «Ha dovuto mandare via Ilario Sorgiovanni (già consigliere comunale M5S, nda) – rammenta un componente dell’attuale maggioranza – perché non aveva fatto quanto da lui ci aspettavamo, dato il profilo».
«Ora è in gioco il futuro della città», dice il sindaco di Crotone, che riassume: «O si forma una maggioranza sugli obiettivi che ci siamo prefissati, oppure si affida il Comune ad una gestione commissariale e poi si ritorna al passato, proprio mentre c’è da spendere e intercettare risorse determinanti».
Ed è chiarissimo, Voce, nell’ammettere che per lui conta il progetto amministrativo, non le sigle che lo sostengono. «Perciò – riferisce – discuto anche con eletti di Forza Italia e, se occorre, con chiunque abbia la maturità di capire il momento, posto che non si può tornare indietro, ai “baroni” e alle prassi di una volta».
Il sindaco potrebbe anche recuperare i dissidenti interni, «che – dice un attivista di Tesoro Calabria – Tansi ha contribuito a indispettire». In questa partita emerge la distanza politica di Voce dal leader di Tesoro Calabria, che nel merito appare anche terzo, se non indifferente, al di là di sue recenti uscite sui social. (redazione@corrierecal.it)

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