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L’analisi sui dati

Balneazione, Pileggi: «In Calabria migliorano acque e idoneità spiagge»

Le anticipazioni del geologo sul Rapporto Arpacal: «Costa calabrese fruibile più estesa della zona adriatica che va dal Veneto all’Abruzzo»

Pubblicato il: 19/06/2022 – 20:16
Balneazione, Pileggi: «In Calabria migliorano acque e idoneità spiagge»

CATANZARO «Lo stato di salute dei mari per l’inizio della stagione balneare 2022, certificato dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, autorizza la balneazione su oltre 654 dei 716 chilometri di spiagge disponibili nella Regione. In pratica più di quelli disponibili nell’insieme di sette regioni come: Veneto, Emilia-Romagna, Friuli, Abruzzo, Marche, Molise e Basilicata». È quanto scrive il geologo Mario Pileggi del Consiglio nazionale “Amici della Terra”, anticipando il “Rapporto sullo stato di salute delle acque del Tirreno e dello Jonio Meridionale per la stagione balneare 2022”.
«La novità dei dati ufficiali – scrive Pileggi – non è solo quella dell’aumento delle spiagge idonee alla balneazione, ma anche quella del miglioramento della qualità delle acque del Tirreno e dello Jonio, in controtendenza rispetto al progressivo peggioramento degli ultimi cinque anni. L’aumento delle spiagge idonee alla balneazione è di 1313 metri rispetto ai 653.523 del 2021 per la riduzione della lunghezza complessiva delle spiagge con acque classificate di qualità scarsa che nel 2021era aumentata fino a 17.508 metri mentre all’inizio dell’attuale stagione si è ridotta a complessivi 16.195 metri. Aumentano dello 0,44% rispetto alla stagione balneare 2021 anche le aree con acque classificate di qualità eccellente».
«Le novità dell’aumento delle acque – approfondisce Pileggi – classificate di qualità eccellente e della contemporanea riduzione delle aree con acque classificate di qualità scarsa, ed anche la localizzazione delle aree con i divieti per inquinamento non si registrano in modo omogeneo nelle cinque Province ma, come evidenzieremo nei prossimi giorni a conclusione del Rapporto, sono legate essenzialmente ad alcune località. Significative differenze della qualità delle acque, su scala provinciale e anche nell’ambito di una stessa Provincia, emergono anche dal confronto dei dati Arpacal relativi all’attuale stagione balneare con quelli delle stagioni precedenti».
«Emerge, ad esempio – anticipa Pileggi –, che per la stagione balneare 2022 la lunghezza delle aree con acque di qualità scarsa nella Provincia di Vibo Valentia si è ridotta complessivamente a 560 metri, cioè a meno di un terzo rispetto ai 1.873 metri del 2021. Va considerato che le acque adibite alla balneazione sono classificate di qualità scarsa quando i parametri microbiologici di “Escherichia coli” ed ” Enterococchi Intestinali” superano il limite imposto dalla normativa vigente per la tutela della salute dei bagnanti».
«Nel contesto regionale – elenca ancora Pileggi –, dai dati sulla classificazione della qualità delle acque di balneazione per la stagione 2022 si rileva: lunghezza complessiva delle aree con acque di qualità eccellente di 593.643 metri con una percentuale dell’88,47% in crescita rispetto all’88,03 % del 2021 ma ancora di molto inferiore al 93% del 2017; lunghezza delle aree con acque classificate di qualità buona di 45.695 metri pari al 6,81%, in riduzione rispetto al 7,05% del 2021; lunghezza delle aree con acque classificate di qualità sufficiente di 15.498 metri, pari al 2,31% come nel 2021; lunghezza complessiva delle aree con acque di qualità scarsa di 16.195 metri sul 2,41%, in diminuzione rispetto al 2,61% del 2021».
«In pratica – spiega il geologo –, i dati ufficiali della classificazione, confermati delle analisi delle acque effettuate nei mesi scorsi dall’Arpacal in tutti i comuni costieri, certificano la idoneità alla balneazione, e quindi l’assenza di rischi per la salute, su ben 653.523 metri di costa. Dei 716 chilometri di costa disponibili la parte adibita alla balneazione e monitorata è il 93,8%. Il restante 6,2% non adibito alla balneazione per quanto previsto dal Decreto legislativo 116/2008 è vietato alla balneazione sia per l’inquinamento essenzialmente localizzato in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua sia per motivi diversi come in corrispondenza di Porti e scogliere inaccessibili».
«Gli stessi dati ufficiali – commenta Pileggi – dell’Agenzia regionale per la protezione l’ambiente nel complesso certificano un buon stato di salute dei mari calabresi e alcune criticità, in particolare nelle Province di Reggio Calabria e Cosenza, localizzate in corrispondenza di alcuni tratti di costa prossimi alle foci di corsi d’acqua, ad alcuni impianti di depurazione malfunzionanti e vari scarichi abusivi che giungono a mare anche tramite canali o torrenti. Sulle criticità riguardanti i 38 comuni e 48 impianti di depurazione localizzati lungo la fascia costiera Tirrenica compresa tra i comuni di Tortora e Nicotera, a partire dall’autunno scorso, si è posta l’attenzione di varie istituzioni con interventi di Procure, Carabinieri e l’Ordinanza del presidente della Regione numero 9 del 17 Marzo 2022 sulle “Disposizioni per la gestione dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane al fine di garantire la corretta erogazione del servizio pubblico di depurazione”. E, recentemente, il commissariamento dei Depuratori in 14 comuni da parte della Regione».
«L’efficacia di questi interventi – anticipa Pileggi – sarà evidente nei prossimi mesi quando entreremo nel pieno della stagione balneare. In ogni caso si tratta di interventi certamente utili e da integrare con adeguati investimenti negli impianti di trattamento delle acque reflue urbane e il miglioramento delle reti delle acque reflue come si sta facendo in altre regioni del Belpaese. Evidentemente bisogna smetterla concretamente di considerare il mare “una discarica che tutti possono utilizzare pur di risparmiare soldi pubblici e privati‘ come riportato nelle due Relazioni della Corte dei conti su “la gestione delle risorse pubbliche finalizzata a prevenire l’inquinamento delle coste, a risanare le stesse, a migliorare la qualità delle acque destinate alla balneazione e a tutelare la salute pubblica” proprio in corrispondenza dello stesso tratto di costa tirrenica e dei 38 comuni oggetto dell’Operazione “deep” dei Carabinieri e dell’Ordinanza del Presidente della Regione».
«Così come bisogna smetterla – avverte ancora Pileggi – di continuare ad ignorare che competenze e responsabilità della gestione e del controllo del territorio, compresi gli scarichi che inquinano il mare, appartengono a quelle Amministrazioni pubbliche che, secondo i magistrati della Corte dei conti della regione Calabria: “hanno mostrato una insufficiente consapevolezza delle proprie funzioni e competenze”, mentre “la protezione dell’ambiente e della salute pubblica impongono alle amministrazioni pubbliche di ridurre l’inquinamento delle acque di balneazione e di preservare queste ultime da un deterioramento ulteriore”. S’impone anche il rispetto delle norme e Direttive europee riguardanti l’obbligo di informare e far conoscere la qualità delle acque marine e le specificità del patrimonio costiero bagnato dal Tirreno e dallo Ionio meridionali».
«E tra le specificità rare nella Penisola – auspica Pileggi – sono da far conoscere: la natura e quantità delle spiagge naturali, tra le più assolate e a misura bambini e famiglie alle quali sono state assegnate 19 bandiere verdi della Foundation for environmental education (Fee), formate da frammenti di rocce di tutte le ere geologiche che documentano la nascita ed evoluzione del paesaggio dell’intera Penisola e degli insediamenti umani dell’intero Belpaese; gli assetti idro-geomorfologici che consentono la presenza e lo sviluppo della più grande varietà di habitat e forme di vita in ambiente acquatico e terrestre; la ricca varietà di prodotti enogastronomici sempre più apprezzati in tutti i continenti; i numerosi e antichi giacimenti storico-archeologici di tutte epoche», conclude Pileggi.

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