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Droni, fototrappole, un “esercito” contro gli incendi e premialità: ecco il Piano della Regione – VIDEO

La linea è quella della tolleranza zero. Il governatore: «Disonesti e stupidi non si cancellano con una delibera. Confidiamo nei cittadini»

Pubblicato il: 30/06/2022 – 12:54
Droni, fototrappole, un “esercito”  contro gli incendi e premialità: ecco il Piano della Regione – VIDEO

CATANZARO Droni, fototrappole, un “esercito” di forestali, forze dell’ordine e associazioni di volontariato che saranno “premiate” soprattutto per l’efficacia dell’azione di prevenzione, e il supporto di altre Regioni come Piemonte e Lombardia. Si poggia su queste basi il piano antincendi della Regione Calabria presentato questa mattina dal governatore Roberto Occhiuto e dall’assessore regionale alla Forestazione Gianluca Gallo. Tolleranza zero e pugno duro: è questa la linea del governo regionale, che ha messo in campo una poderosa macchina logistica per evitare il disastro dell’anno scorso e confida anche sul senso di responsabilità dei calabresi perché – ha sottolineato Occhiuto – «la stupidità non si può abolire con una delibera». E perché – ha aggiunto – «il Dipartimento nazionale della Protezione civile teme che quest’anno sia peggiore dell’anno scorso per la Calabria, sul piano degli incendi e questa circostanza ci preoccupa molto».

«Fortissima determinazione delle istituzioni»

In conferenza stampa Occhiuto spiega la mission del piano antincendio boschivo, che vedrà poi il coinvolgimento operativo di Calabria Verde con i suoi forestali, della Protezione civile regionale, di un’ottantina di associazioni di volontariato, e poi dei vigili del fuoco e dei carabinieri. «La novità – ha esordito Occhiuto – è che c’è una fortissima determinazione da parte della Regione ma anche di tutte le istituzioni coinvolte come attori del piano della prevenzione e della repressione degli incendi di quest’anno. Ce ne siamo occupati già nei mesi scorsi. Abbiamo stipulato una convenzione con i carabinieri, è la prima volta: si occuperanno della prevenzione non solo i carabinieri forestali ma tutti i carabinieri del territorio, che avranno questo obiettivo come obiettivo di servizio. Abbiamo fatto una convenzione con i vigili del fuoco. L’altra novità – ha spiegato il presidente della Regione Calabria – è che abbiamo capovolto il paradigma degli incentivi: abbiamo mutuato un percorso già sperimentato non da un uomo di centrodestra ma di sinistra, Perna, che qualche anno fa diresse il Parco dell’Aspromonte e lo assegnò ad associazioni di volontariato, e decise di pagarle soprattutto in ragione del diminuito numero degli incendi. Quest’anno abbiamo mutuato questo modello: le 80 associazioni di Protezione civile che saranno coinvolte avranno gran parte della loro retribuzione parametrata al minore degli incendi rispetto alla media degli anni passato. E questo percorso, con il consenso dei sindacati, lo stiamo realizzando anche per gli operai forestali, che svolgono un lavoro straordinario e devono avere lo stesso meccanismo di incentivazioni non in ragione degli spegnimenti ma appunto del minor numero di incendi. Ringrazio l’assessore Gallo, i dirigenti del Dipartimento Forestazione e di Calabria Verde e il dirigente generale della Protezione civile che è riuscito a stipulare accordi con il Dipartimento nazionale della Protezione civile, per cui questa volta oltre ai droni, alle fototrappole, ai mezzi utili a prevenire e reprimere gli incendi, avremo anche squadre della Regione Piemonte, della Regione Lombardia che aiuteranno la Calabria nello spegnimento degli incendi».

«Coinvolgimento attivo dei cittadini contro la stupidità»

Occhiuto ha poi evidenziato: «Purtroppo, la stupidità non si può abolire con delibera. Se ci sono degli stupidi che appiccano incendi o disonesti che per piccoli interessi fanno un danno straordinario al capitale naturale della Calabria, non possiamo impedirlo con una delibera di Giunta o con un piano, per cui chiediamo anche il coinvolgimento attivo delle popolazioni. La mia convinzione è che in molte delle comunità si sa o si suppone chi va ad appiccare gli incendi, sarebbe utile che i cittadini su queste persone stupide svolgano un’attività intelligente e di moral suasion». Per Occhiuto «il fatto che questa sia una stagione secca determina un grave problema di siccità in una parte del Paese, il Nord, ma per noi determina il rischio di una stagione ancora più complicata dal punto di vista degli incendi. Il Dipartimento nazionale della Protezione civile teme che quest’anno sia peggiore dell’anno scorso per la Calabria, sul piano degli incendi. Questa circostanza ci preoccupa molto, chi appicca gli incendi deve sapere che è cambiata la normativa e le sanzioni sono molto più gravi. E noi abbiamo tanti carabinieri, tante persone che sono sul territorio, i droni, le fototrappole, per cui – ha rilevato il presidente – sarebbe anche per loro prudente evitare di appiccare gli incendi».

Gallo: «Preparati a fare meglio rispetto al 2021»

A sua volta, l’assessore Gallo ha specificato: «Investiamo svariati milioni di euro, ma necessari per prevenire ed eventualmente intervenire immediatamente. L’anno scorso è stato un annus horribilis, con un attacco senza precedenti, fino a 280 incendi in una giornata con 50 incendi addirittura appiccati alle 9 di mattina e con vittime. Speriamo anche che quest’anno ci sia buon senso e da parte della popolazione un intervento in termini sociali, perché ai calabresi attraverso questa azione di prevenzione chiediamo un’azione di coinvolgimento sociale. Poi abbiamo organizzato una rete di interventi più efficiente: sarà difficile resistere ad attacchi come quelli dell’anno scorso ma ci stiamo predisponendo sicuramente per fare meglio rispetto allo scorso anno».

«Necessario ricambio generazione nei forestali»

Capitolo assunzioni forestali: «Per i forestali credo che il presidente tutto il governo regionale abbiamo assunto consapevolezza che il luogo comune per cui in Calabria ci sia un forestale per ogni albero sia definitivamente superato. Ci sono 4.300 forestali , sono quasi tutti ultrasessantenni e quasi tutti con patologie, per cui – ha concluso Gallo – io credo che un ricambio generazionale nella forestazione sia assolutamente necessario anche dare una possibilità di mantenimento del grande patrimonio forestale che dobbiamo assolutamente utilizzare in termini di produttività». (c. a.)

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