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Medicina & tecnologia

Tac di ultima generazione all’Ospedale di Crotone: un esame in 10 secondi – VIDEO

Il tomografo computerizzato “Revolution Evo” a 128 strati riduce la dose di radiazioni di circa l’80%. Sarà operativo da domani

Pubblicato il: 01/07/2022 – 13:59
di Giuliano Carella
Tac di ultima generazione all’Ospedale di Crotone: un esame in 10 secondi – VIDEO

CROTONE È stata collaudata ieri ed entrerà in funzione a partire da domani presso il reparto di Radiologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, la Tac “Revolution evo” di ultimissima generazione. Lo ha annunciato questa mattina il direttore dell’Unità operativa complessa, Adolfo Siciliani, che assieme al commissario straordinario dell’Asp pitagorica, Domenico Sperlì, hanno tenuto una conferenza stampa di presentazione del macchinario nella biblioteca del nosocomio. Presenti all’incontro con i giornalisti anche il responsabile della Prevenzione della corruzione e trasparenza, Ivan Solano, il presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Enrico Ciliberto, e il nuovo primario del reparto di Chirurgia generale, Pasquale Castaldo, che proprio quest’oggi ha preso servizio nel presidio ospedaliero.

Riduce le radiazioni dell’80%

«Disponiamo di una macchina – ha esordito il primario Siciliani – che utilizzeremo per diagnostica correlata al Covid, ma non solo perché stiamo parlando di alta tecnologia: 128 strati, un tubo con alte performance e con un tempo di rotazione di 0,35 secondi. Con essa siamo capaci di compiere un esame radiologico su un torace in 10 secondi, ma anche un esame total body richiederà la stessa velocità». Il direttore dell’Uoc di Radiologia ha anche sottolineato come in tema di radioprotezione, grazie al sistema Asir-V, sarà possibile «ridurre il rumore di fondo e di acquisire immagini ad elevato contrasto con una riduzione della dose di circa l’80%, fondamentale per lo studio di pazienti in età pediatrica e oncologici». Tale tecnologia, infatti, permette di ridurre le radiazioni ionizzanti dirette alla persone che si sta sottoponendo all’esame. «La vecchia tac – ha spiegato Siciliani – era del 2003 ed è nata la necessità di affiancarle un ulteriore macchinario perché, questa, si è fermata da sola dopo tutti questi anni di lavoro». Secondo quanto detto a margine della conferenza dal primario, infatti, presso l’ospedale di Crotone si eseguono circa 4mila esami radiologici l’anno. «Tutto questo è stato possibile – ha proseguito il primario – grazie all’apporto del commissario che si è recato più volte in Regione». «L’acquisizione del macchinario – ha rivelato Siciliani – anticipa quelli previsti attraverso il Pnrr, proprio perché è stata compresa l’esigenza di un secondo macchinario anche e soprattutto in ragione degli effetti prodotti dalla pandemia». «Fondamentale anche l’apporto dell’ingegner Solano – ha proseguito il primario – che ha curato l’iter per l’acquisizione della tac, studiano le procedure più agevoli per raggiungere questo obiettivo». «Ringrazio infine – ha quindi concluso Siciliani – il capo del dipartimento che mi ha seguito in questi due anni, assecondando le mie proposte».

L’Asp attende altri macchinari dal Pnrr

«Ho preso atto – ha affermato il commissario dell’Asp Sperlì – fin dalle prime settimane del mio insediamento della necessità di un ammodernamento tecnologico che riguardasse la disponibilità della grandi attrezzature a disposizione del presidio ospedaliero di Crotone». «C’è un piano di ammodernamento – ha detto nel merito Sperlì – già approvato e per cui esistono i relativi finanziamenti attraverso il Pnrr, ma ho chiesto alla Regione di anticipare un po’ l’utilizzo di queste risorse per l’acquisizione di questo macchinario». «Purtroppo i tempi di realizzazione legati al Pnrr non sono immediati – ha chiosato il commissario – per cui la direzione strategica dell’Asp di Crotone ha assunto la decisione di procedere autonomamente per dotare il presidio ospedaliero con questa apparecchiatura adeguata alle esigenze del personale medico e dell’utenza». «Parliamo – ha sottolineato il commissario – di radioprotezione e quindi di una riduzione del carico delle radiazioni per l’esecuzione degli esami soprattutto in pazienti in età evolutiva e oncologici che non poteva essere trascurata dal servizio sanitario». «Abbiamo provveduto – ha quindi specificato il commissario – attraverso un accordo con Consip che ci ha permesso di bandire la procedura a evidenza pubblica seguita dall’ingegner Solano. Ieri abbiamo così potuto procedere al collaudo della tac».

Acquisizione tramite accordo Consip

«Abbiamo aderito all’accordo quadro Consip – ha detto l’ingegner Solano – per la fornitura di tomografi computerizzati, servizi connessi, dispositivi e servizi opzionali per le Pubbliche amministrazioni. Si tratta di un servizio “pay per use”, cioè a durata settennale che comporta un canone per l’Azienda sanitaria mensile di 4.500 euro per 600 esami con un aggravio dello 0,001 euro per ogni ulteriore esame». «Il macchinario – ha puntualizzato Solano – è come se fosse di proprietà dell’Asp perché al termine dei 7 anni potrà riscattarlo. Nei 7 anni, inoltre, il costo del servizio è di 393mila euro a fronte dei 150mila euro l’anni spesi per la manutenzione della vecchia tac. Quindi parliamo di un onore assolutamente non eccessivo per l’Asp». «Siamo la prima azienda pubblica – ha concluso Solano – a avere istallato questo tipo di tac in Italia tra le altre 70 operative. È una tac evoluta e dotata di intelligenza artificiale che ha il software polmonare, dentale, neurologico e soprattutto cardiovascolare».    

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