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Carenza di medici a Polistena: l’Asp chiude 3 punti di primo intervento per reperire personale

La decisione arriva dopo quanto accaduto ieri, quando la commissaria Di Furia si è trovata costretta a vestire i panni di medico per garantire il servizio

Pubblicato il: 10/07/2022 – 17:00
di Mariateresa Ripolo
Carenza di medici a Polistena: l’Asp chiude 3 punti di primo intervento per reperire personale

POLISTENA Chiusi dall’11 al 26 luglio i punti di primo intervento di Palmi, Oppido Mamertina e Scilla per destinare il personale medico all’ospedale di Polistena dove c’è una grave carenza di medici. È la decisione assunta dal commissario dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia comunicata oggi nel corso di una riunione straordinaria convocata per discutere della situazione in cui riversa il nosocomio reggino. Una carenza di personale tale da impedire una regolare turnazione con «il rischio di pregiudizio per le attività urgenti» e con la possibilità di incidere sulla «qualità» e «la sicurezza delle cure».

La commissaria diventa medico del pronto soccorso

La decisione arriva dopo quanto accaduto nelle giornata di ieri, quando la commissaria Di Furia si è trovata costretta a vestire i panni di medico del pronto soccorso e per garantire il servizio a Polistena ha coperto personalmente il turno pomeridiano. «Non è questo il suo ruolo, – tuona Nicola Simone, segretario territoriale della Uil-Fpl – non è qui per tamponare i problemi, ma per risolverli. Noi abbiamo più volte proposto una soluzione chiedendo una ricognizione del personale medico, affinché i medici tornino ai posti per i quali sono stati assunti: ce ne sono circa 800». «La commissaria – afferma Simone – continua a perdere tempo ed evita il reale problema mantenendo situazioni di comodo e di illegittimità». 

Tripodi: «Non è questa la soluzione ai problemi della sanità»

Sulla questione della chiusura dei tre punti di primo soccorso per rinforzare del pronto soccorso l’ospedale di Polistena è intervenuto anche il sindaco Michele Tripodi: «Certamente non è questa la soluzione ai problemi della sanità che testimonia come la coperta sia sempre troppo corta e si accorci ancora di più durante la stagione estiva. Auguriamo solo che la disposizione dell’azienda sanitaria venga osservata in particolare dal personale incaricato di prendere servizio». Rimane ancora aperta la questione della chiusura del reparto di rianimazione. «Sembra che si stia trattando, attraverso prestazioni aggiuntive il ritorno in servizio di medici. Rimaniamo vigili – conclude Tripodi – sulla situazione e sollecitiamo l’Asp a percorrere qualunque strada possibile, compresa quella di far arrivare specializzandi delle università o volontari, affinché il reparto di rianimazione ritorni ad essere funzionale».

Ranuccio: «Vergognoso»

«Prendo atto con rabbia, ma senza rassegnazione, del provvedimento e garantisco massima attenzione sul tema, perché, come ha detto qualcuno, “in Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio”. Nei prossimi giorni, con gli altri Sindaci del territorio, incontreremo la Commissaria dell’ASP Dott.ssa Lucia Di Furia, sul cui impegno non ho dubbi. Tuttavia, anche il manager più preparato ha bisogno di essere dotata degli strumenti per poter agire». È quanto afferma il sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio. «La situazione della sanità nella Piana (dai Punti di Primo Intevento, alla diagnostica, dal Pronto Soccorso di Gioia Tauro ai reparti di Polistena) è tragica e non lo scopriamo di certo oggi. Cosa aspetta la Regione ad assumere il personale necessario e riaprire le strutture chiuse? Come si può consentire questo stato di cose? Evidentemente alla Cittadella regionale ci si ricorda della Piana solo quando occorre creare una discarica o raddoppiare l’inceneritore. Tutto ciò é semplicemente vergognoso e chi non si ribella, o rimane in silenzio, è complice».
Un provvedimento «fuori da ogni logica», secondo la consigliera regionale Amalia Bruni. «Nei prossimi giorni – ha affermato Bruni commentando la nota di Ranuccio – in funzione del mio ruolo chiederò delucidazioni e già da ora sono al fianco dei sindaci e dei cittadini della Piana di Gioia Tauro lesi di un diritto fondamentale. Il diritto alla salute».

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