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Annunziata senza medici non obiettori, sinistra Cgil ad Occhiuto: «Diritto all’aborto sospeso, intervenga»

Appello di Assalone al governatore per garantire il servizio all’ospedale cosentino: «Vicenda incredibile»

Pubblicato il: 17/07/2022 – 9:41
Annunziata senza medici non obiettori, sinistra Cgil ad Occhiuto: «Diritto all’aborto sospeso, intervenga»

COSENZA Non si placano le reazioni per l’assenza di medici che possano assistere le donne che decidano di interrompere volontariamente la gravidanza all’ospedale di Cosenza. Dopo le denunce del Collettivo cosentino “Fem. In.” che ha segnalato il problema scatenato dalle dimissioni dell’ultimo dottore in servizio al reparto di Ginecologia che garantiva questo diritto, arriva quella della sinistra Cgil.
«La notizia – afferma Pino Assalone, coordinatore di Democrazia e Lavoro – Sinistra CGIL – per cui l’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza sia rimasto privo dell’offerta del servizio di Interruzione Volontaria di Gravidanza a seguito delle dimissioni dell’unico ginecologo non obiettore lascia allibiti. Si prende atto dell’affermazione dei responsabili per cui si provvederà al più presto al ripristino del servizio, sperando che non sia la classica dichiarazione rilasciata per tranquillizzare l’opinione pubblica e far trascorrere il tempo, ma la vicenda non può che suscitare scalpore: che in un ospedale hub da tempo fosse presente un solo medico non obiettore (e se fosse stato assente per motivi non programmabili?) è una condizione inverosimile».
«Nuovi viaggi fuori provincia o fuori regione – segnala Assalone – si aggiungeranno a quelli consueti delle tante e dei tanti che devono spostarsi per questioni legate al diritto alla salute negata nei nostri territori. Ulteriori disagi a chi, a volte con un carico di sofferenza dettato dalle più svariate necessità a volte esercitando una legittima scelta, ricorre a questa pratica che tra l’altro ha, come ben si sa, dei vincoli temporali».
«La possibilità di ricorrere all’IGV sancita grazie all’importante e civile legge 194 del 1978 – sostiene – un fondamento intoccabile sul tema della sessualità e dell’autodeterminazione sulle scelte procreative delle donne che le ha liberate dal pericolo degli aborti clandestini e dalla mannaia del reato, deve essere resa sempre esigibile e non può essere considerata una variabile dipendente. A questa notizia si accompagna un’altra altrettanto vergognosa, la mancata distribuzione da parte dell’Asp della RU486, la pillola abortiva».
«Il presidente Occhiuto – lancia un appello Assalone – anche nella veste di Commissario ed i vertici dell’Azienda Ospedaliera e dell’ASP di Cosenza risolvano immediatamente senza indugio alcuno la grave situazione creatasi, altrimenti sarebbero loro denunciabili per mancata attivazione nel garantire un servizio pubblico previsto dalla Legge».

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