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Catanzaro, il Consiglio comunale dell’era Fiorita si insedia: le “anatre zoppe” sono due…

Coalizioni in ordine sparso sul “nodo” presidenza. Divisioni nella maggioranza donatiana. E per il sindaco la prospettiva di fare “en plein” è concreta

Pubblicato il: 20/07/2022 – 21:12
Catanzaro, il Consiglio comunale dell’era Fiorita si insedia: le “anatre zoppe” sono due…

CATANZARO Alla ricerca di una quadra complicatissima. Si va in ordine sparso, alla seduta d’esordio del Consiglio comunale di Catanzaro sotto l’egida del nuovo sindaco Nicola Fiorita. Il “nodo” politico della vigilia dell’assemblea cittadina sembra destinato a trascinarsi almeno per altre sedute oltre quella di domani. A poche ore dallo start e dall’insediamento (sic) nel palazzo della Provincia (l’aula rossa del Comune è sempre chiusa per lavori) non c’è alcuna intesa tra le coalizioni per la presidenza del Consiglio comunale. L'”anatra zoppa” consegnata dalle urne – Fiorita è un sindaco di minoranza – si è infatti raddoppiata, nel senso che a essere “zoppa” sembra anche la coalizione, a trazione essenzialmente di centrodestra, che ha sostenuto il suo competitor, Valerio Donato, e che appare estremamente lacerata, anzi è già spaccata, al proprio interno: la maggioranza numerica dello schieramento donatiano è solo sulla carta, teorica ma non fattuale . Un quadro che ovviamente rende difficile, se non impossibile (a meno che in nottata non sopraggiunga un accordo in extremis) l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Nel fronte donatiano fonti qualificate sostengono che è in atto un forcing da parte del maggiore azionista della coalizione, il plenipotenziario della Lega Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale, per candidare uno dei suoi “dioscuri”, il veterano Eugenio Riccio (sarà lui smani a presiedere la seduta in qualità di consigliere più “anziano), ma il nome di Riccio è definito divisivo non solo dalla coalizione di Fiorita ma anche dalle stesse forze alleate nell’aggregazione di Donato, perché le tossine del centrodestra catanzarese nel frattempo si sono ulteriormente ingigantite dopo il flop elettorale. Possibile che Mancuso alla fine ripieghi su un nome più potabile a tutta l’aula, come quella di un altro veterano, Rosario Mancuso, ma per far passare la sua linea ci vorranno parecchi contorcimenti, al momento improbabili. Peraltro, se i numeri non li ha la coalizione di Donato, a maggior ragione non li ha la coalizione di Fiorita, che comunque sta lavorando per un proprio nome per la presidenza del Consiglio comunale: il più accreditato è Gianmichele Bosco, “fedelissimo” del sindaco, ma anche questo nome è ritenuto parecchio divisivo. Molti osservatori politici comunque sono curiosi di vedere anche le mosse della terza ala del Consiglio comunale, quella che fa riferimento ai quattro consiglieri dell’area di Antonello Talerico, area già rappresentata nella neonata Giunta di Fiorita e che potrebbe risultare l'”ago della bilancia” dell’intera partita. Morale della favola? Domani verosimilmente sarà “fumata nera” per l’elezione del presidente del Consiglio comunale, così come anche la seconda “chiama”, e allora per superare lo stallo potrebbe essere necessaria la terza “chiama” (probabilmente lunedì), quando basterà la maggioranza semplice e qui Fiorita, grazie al prevedibile sostegno di forze “responsabili” provenienti dalla coalizione donatiana, potrebbe alla fine incassare il sì a un proprio nome e fare l’en plein assicurandosi anche la presidenza del Consiglio comunale. Del resto, ormai in pochissimi, a Catanzaro, ritengono a rischio questa consiliatura, nel senso che Fiorita – affermano i “ben informità – potrà sempre contare sempre su una maggioranza, una maggioranza “variabile” ma sempre maggioranza. (c. a.)

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