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«Solo noi, l’amore disperato tra Renatino e Sabrina»

«Il vecchio rettore della chiesa di S. Apollinaire, un gioiello di Roma, mi guardava con sospetto e mi disse che non era possibile visitare la tomba. Era il 2000 e li vi era sepolto, come benefatt…

Pubblicato il: 03/08/2022 – 9:35
di Mario Campanella*
«Solo noi, l’amore disperato tra Renatino e Sabrina»

«Il vecchio rettore della chiesa di S. Apollinaire, un gioiello di Roma, mi guardava con sospetto e mi disse che non era possibile visitare la tomba. Era il 2000 e li vi era sepolto, come benefattore della chiesa, Enrico de Pedis, imprenditore, detto Renatino, morto incensurato , il principe della banda della Magliana. Per descrivere la sua breve ma intensa vita non basterebbero citazioni bibliche, né per cogliere il senso di potenza che questo bandito” gentiluomo “, che parlava correntemente italiano e vestiva Gucci , riuscii ad avere in pochi anni.
Non staremo qui a ricordare le gesta topiche di una banda che riuscii nell’impresa di conquistare Roma, riempirla di droga sino alla radice, sostituirsi alla sovranità statale sino al punto di essere fissa collaboratrice dei servizi segreti e capace, in soli due giorni, di individuare il covo dove era rinchiuso Aldo Moro. Fiction e film hanno reso famoso il romanzo criminale di un agglomerato che a latere contava sull’apporto di pezzi deviati dello Stato, politici, uomini di chiesa, faccendieri e massoni, tutti uniti nel perseguire la strada del potere e dei soldi. In mezzo a loro , come un Edipo immortale alla ricerca del padre, Renatino , l’uomo che fece fare il salto di qualità alla banda , innamorato di se stesso e di Sabrina Minardi, bellissima ragazza romana legata sentimentalmente a Bruno Giordano, allora centravanti della Lazio. Per capire la potenza economica della banda, amministrata successivamente da improbabili editori , si stima che nel 2000 fosse di 1.500 miliardi di lire il patrimonio accumulato, trasformato, investito.
E di questi soldi, Renatino, faccia d’angelo e cuore d’acciaio, cosi astuto da dare del tu a onorevoli e ministri, ne dispensava tanti a Sabrina.
Shopping domenicali da 100 milioni di lire, come racconta il bel film La verità sta in cielo, pellicce, macchine , orologi e , per lui, la colonna sonora della loro vita, solo noi di Toto Cutugno. Che amore era quello tra il principino e Sabrina? Un amore mediato dalle borse originali di Louis Vuitton zeppe piene di soldi, come quando lei si mise a contare un miliardo di lire da regalare a Marcinkus che custodiva , nella cassaforte dello Ior, il tesoro del principino. In mezzo tanta, tanta polvere, da riempire tutti i sette colli , poi la simbiosi di vivere la parte più delicata delle azioni di Renatino, diventato cultore d’arte . Eppure, De Pedis non sniffava, non fumava, non beveva. Quel rapimento presunto di Emanuela Orlandi e la susseguente uccisione della bambina ,figlia di un dipendente del Vaticano, fu una sorte di assicurazione sulla vita per Sabrina: fino a quando non dirai nulla, le disse De Pedis, sarai sicura. Quell’amore durato dieci anni e finito prima del 2 febbraio 1990, quando la nemesi della banda disciolta pose fine alla vita di Enrico, fu scabroso e impossibile, dopato e circoscritto alla metamorfosi incompiuta del vero ottavo Re di Roma.
Più di Giuseppucci, più di Abatino o di Carminati , De Pedis era il segmento di unione tra la banda, lo Stato, la camorra , la massoneria . Sempre soccorso nei processi , cinico ma razionale, perse la testa solo per Sabrina. E cosi la sepoltura nella splendida chiesa , programmata già da giovane, sigillava la megalomania dell’ex ragazzo delle batterie , che poi arrivò ad utilizzare Sabrina per corrompere Calvi. Il suo corpo era in comodato ma la sua mente gli apparteneva, indelebilmente , sulle tracce di una primavera che durò troppo presto e che si concluse d’inverno , a testa in giù, sui brandelli di una Roma che salutava il regicidio . Fu solo noi , per sempre, il senso lirico che accompagnò una coppia tragica , separata da pochi , intensi ed effimeri giorni di un viaggio chiamato amore».

*Giornalista

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