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Davide in coma per uno scambio di persona. Quei pugni non erano per lui

Spedizione punitiva per un appuntamento dato a una minorenne su Instagram. «Ho una camicia bianca»: falso messaggio salva il vero obiettivo

Pubblicato il: 24/08/2022 – 19:11
Davide in coma per uno scambio di persona. Quei pugni non erano per lui

CROTONE Aggredito e mandato in fin di vita per uno scambio di persona originato, anche a causa di una camicia bianca, da un terzo uomo che non voleva ammettere – temendone le conseguenze – di avere fissato un appuntamento con una minorenne. È il quadro desolante che sta dietro l’aggressione subita l’11 agosto scorso a Crotone – dove si trovava in visita a dei parenti – da Davide Ferrerio, il 20enne di Bologna ancora in coma farmacologico e trasferito due giorni fa dall’ospedale di Catanzaro al Maggiore di Bologna per il prosieguo della cura in ambiente ultraspecialistico.

La ricostruzione della Procura di Crotone

A ricostruire lo scenario che sta dietro la brutale aggressione sono state le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica e svolte dalla Squadra Mobile di Crotone che hanno portato all’arresto di Nicolò Passalacqua quale autore del gesto. Dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e degli apparati cellulari dei soggetti coinvolti oltre che dagli interrogatori è venuto fuori che Davide e il suo aggressore non si conoscevano e che Passalacqua stava cercando un uomo che, tramite social, aveva dato appuntamento ad una sua amica minorenne alla quale era interessato lui.

Davide messo in mezzo da una terza persona per “salvarsi”

In definitiva Ferrerio è stato messo in mezzo dal terzo soggetto che ha utilizzato il giovane bolognese per distogliere le attenzioni del gruppo nel quale si trovava Passalacqua, forse intuendo e temendo la reazione del giovane. Ferrerio, infatti, era in via Vittorio Veneto, nei pressi del Palazzo di Giustizia, dove attendeva un amico. Passalacqua invece era insieme a due suoi parenti, ad una ragazza minorenne, alla madre di quest’ultima, al di lei compagno e a un altro figlio della coppia. Il gruppo era alla ricerca di un 31enne residente in provincia che pochi giorni prima era entrato in contatto con la minorenne su Instagram da un account con un nome di fantasia (ma che la polizia ha identificato nel 31enne) e poi le aveva chiesto un appuntamento. Su indicazione della madre la ragazza ha acconsentito, fissando luogo e ora, casualmente coincidenti con la zona in cui si trovava Davide.

«Ho una camicia bianca». Il falso messaggio per sviare le attenzioni

La sera dell’11 agosto, la madre della 17enne ha visto il 31enne, ma quest’ultimo ha negato d’essere in attesa della ragazza. Mentre si allontanava, per sviare la comitiva che continuava a cercarlo, l’uomo ha scritto sull’account Instagram della ragazza di essere appena arrivato e di indossare una camicia bianca (mentre in realtà aveva una maglietta azzurra), non è chiaro se perché aveva visto Davide oppure casualmente. Dopo che la ragazza ha letto il messaggio, Passalacqua ha visto Davide che indossava una camicia bianca e lo ha erroneamente individuato come colui che aveva chiesto l’appuntamento alla minore. Dalle immagini della videosorveglianza si nota quindi Passalacqua avvicinarsi a Davide per chiedergli se fosse lui la persona stava cercando. Il giovane, all’oscuro di tutto e verosimilmente impaurito dalla singolare richiesta, si è allontanato, prima camminando velocemente e poi correndo in direzione della casa della nonna di cui era ospite. Passalacqua ha interpretato quell’atteggiamento come una conferma ai suoi sospetti, lo ha rincorso e una volta raggiunto, lo ha colpito con una ginocchiata allo sterno ed almeno due pugni in volto. Colpi che hanno mandato Davide in fin di vita. (Ansa)

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