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“scam city”

Crotone «capitale delle truffe online». Giovinazzo: «Individuati i canali di riciclaggio dei proventi»

Dai raggiri agli anziani agli acquisti di lusso nel dark web. Il comandante provinciale dei Carabinieri: «Un’organizzazione ben strutturata su almeno tre settori»

Pubblicato il: 12/05/2026 – 14:37
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Crotone «capitale delle truffe online». Giovinazzo: «Individuati i canali di riciclaggio dei proventi»

CROTONE Un totale di 31 indagati, con dieci persone sottoposte a misura cautelare personale. Questa mattina a Crotone è scattata l’operazione “Scam City”. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe online, truffa aggravata, riciclaggio, autoriciclaggio e sostituzione di persona. «Si tratta di un’operazione molto importante, forse una delle più rilevanti sul panorama nazionale contro le truffe informatiche», ha spiegato a margine della conferenza stampa il colonnello Raffaele Giovinazzo, comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone

La struttura organizzativa

Come spiegato, l’attività ha dimostrato l’altezza di un’organizzazione ben strutturata su almeno tre settori: «Una parte degli indagati operava attraverso degli annunci sui canali telematici per procacciare gli acquirenti, mentre una seconda tranche dell’organizzazione si occupava invece di contattare telefonicamente le vittime delle truffe, che in molti casi erano persone fragili, anziani o associazioni no-profit. Vi era infine la parte più “professionale” che, attraverso l’ausilio di operatori informatici anche esteri, in particolare pakistani, procedeva all’impiego di questi denari nell’acquisto di beni di lusso, opere d’arte, Rolex e autovetture di lusso, nonché attraverso la creazione di conti, anche di gioco, e pagamenti che avvenivano attraverso criptovalute».

Le truffe e le indagini

«Si tratta – ha detto ancora Giovinazzo – di un’organizzazione che non soltanto ha creato un danno dal punto di vista delle aziende, coinvolte loro malgrado in questa triangolazione e in queste truffe, ma creava anche un danno di natura psicologica ed economica a persone che magari avevano solo quei proventi da destinare all’acquisto di beni essenziali per la loro vita, come ad esempio le minicar elettriche per coloro che sono portatori di handicap».
Sulle indagini, il comandante provinciale dei carabinieri ha spiegato: «Si è trattato di un’attività operativa vera e propria durata almeno due anni, resa complicata dal fatto che abbiamo dovuto esaminare centinaia di conti correnti bancari, chiedendo in alcuni casi riscontri anche all’estero, e confrontarli con i diversi tabulati che abbiamo acquisito qui nel territorio nazionale per verificare, appunto, questa triangolazione che faceva capo a un’organizzazione che utilizzava quasi sempre, non soltanto schede telefoniche intestate a soggetti assolutamente non responsabili delle attività illecite, ma anche false intestazioni di imprese realmente esistenti. Queste ultime risultavano coinvolte in questa truffa loro malgrado e si trovavano quindi costrette a rispondere alle istanze dei truffati che chiedevano conto dei pagamenti effettuati e degli anticipi che venivano corrisposti».

«Crotone capitale delle truffe online»

Giovinazzo, parlando del fenomeno, ha definito «Crotone capitale delle truffe online»: «Purtroppo la città di Crotone e questa provincia si confermano molto attive in questo fenomeno criminale; ora l’attività Scam City ha disarticolato questa organizzazione, ma ci siamo confrontati in passato anche con altre realtà e soprattutto con diverse richieste che arrivano da tutto il territorio nazionale da parte di soggetti che vengono truffati per l’acquisto di varia componentistica, soprattutto meccanica e agricola, che è tipica di queste zone».
Le indagini hanno permesso di accertare 125 truffe, ma non solo: «Sono stati individuati i canali attraverso i quali i proventi venivano reimpiegati. Questo passaggio ulteriore, che ha dimostrato la presenza nell’indagine anche di soggetti esterni come degli operatori informatici professionisti, degli hacker, ci permette di evidenziare l’importanza dell’investigazione, la quale ha dimostrato anche dei collegamenti con l’estero e soprattutto l’utilizzo delle cosiddette criptovalute, che sono ormai uno dei canali economici attraverso i quali, specialmente nel dark web, vengono effettuate operazioni di carattere illecito. Le persone arrestate sono tutte della provincia di Crotone, mentre i denunciati provengono anche da altri territori della nazione». (redazione@corrierecal.it)

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