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Trebisacce, Aurelio: «Fiducia nella riapertura dell’ospedale. Le dimissioni di Urbani non sono un ostacolo»

Il sindaco: «Abbiamo risposto ad un quesito del Consiglio di Stato che ci chiedeva cosa c’era al Chidichimo prima del 2010 e cosa c’è oggi»

Pubblicato il: 30/08/2022 – 16:57
di Luca Latella
Trebisacce, Aurelio: «Fiducia nella riapertura dell’ospedale. Le dimissioni di Urbani non sono un ostacolo»

TREBISACCE Per certi versi sembra un Calvario senza fine. La riapertura dell’ospedale di Trebisacce, decretata da una sentenza del Consiglio di Stato ormai sei anni addietro, tarda ad arrivare e le dimissioni del commissario Andrea Urbani potrebbero ulteriormente rallentare un percorso irto e tortuoso, intrapreso subito dopo la chiusura del “Chidichimo”, avvenuta ormai dodici anni fa.
Urbani si è dimesso da direttore generale della Programmazione del Ministero della Salute, e quindi automaticamente anche da commissario ad acta per l’apertura del nosocomio trebisacce, nominato in quella veste dal Consiglio di Stato, per andare ad assumere l’incarico di amministratore delegato del “San Raffaele” di Milano.
Il sindaco di Trebisacce, Sandro Aurelio, eletto il 12 giugno scorso, non facendone un dramma, ha subito assunto le redini della questione in mano.

Sandro Aurelio

«Lo scorso 17 agosto – spiega il primo cittadino al Corriere della Calabria, ed è questa la vera novità – abbiamo nominato un consulente tecnico di parte, Mario Morlacco, in risposta ad un quesito posto dal Consiglio di Stato: cosa c’era in ospedale prima del 2010 e cosa c’è oggi. Nei giorni scorsi, attraverso l’avvocato Giuseppe Mormandi, abbiamo depositato al Consiglio di Stato tutta una serie di punti emersi da quella relazione e rimaniamo, adesso, in attesa della pronuncia del massimo organo di consulenza giuridico-amministrativa italiano per il nuovo commissario ad acta che seguirà la riapertura dell’ospedale di Trebisacce».
«Ci auguriamo che il nuovo incaricato possa essere più incisivo nel rispondere alle esigenze dalla comunità dell’Alto Jonio. Non siamo in competizione con gli altri ospedali, – sottolinea il sindaco – ma nell’economia sanitaria del territorio l’apertura del pronto soccorso a Trebisacce alleggerirebbe il lavoro di Rossano, Corigliano e Cosenza. Un buon pronto soccorso nell’Alto Jonio potrebbe servire ad erogare quel diritto alle salute tanto bistrattato ai cittadini di questo territorio e poi agevolare il lavoro degli altri».
«Non vediamo le dimissioni di Urbani – specifica Aurelio – come un ostacolo, anche perché il ministro Speranza ha già nominato il successore di Urbani in Stefano Lo Russo alla direzione generale della Programmazione del Ministero della Salute».
Il “Chidichimo” – che la Regione Calabria deve riaprire come da sentenza del Consiglio di Stato – dovrà comunque fare i conti con la carenza ormai cronica di personale sanitario, medici e infermieri, quotidianamente al centro del dibattito politico regionale. Proprio oggi in Consiglio regionale, il governatore e commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto, ha sottolineato ancora una volta le grandi difficoltà nel reperire personale sul mercato del lavoro. «Abbiamo deciso di assumere medici cubani – ha detto Occhiuto – proprio per non dover essere costretti a chiudere ospedali. Ho disposto che gli ospedali di Cariati, Trebisacce, Praia a Mare, Gioia Tauro, siano reinseriti nella rete ospedaliera regionale ma c’è bisogno di medici».
Insomma, nel breve periodo, la luce fuori dal tunnel sembra ancora troppo flebile. (l.latella@corrierecal.it)

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