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Calabria, il primo settembre prende il via la nuova stagione venatoria

L’annuncio dell’associazione Nazionale Libera Caccia di Cosenza

Pubblicato il: 31/08/2022 – 15:06
Calabria, il primo settembre prende il via la nuova stagione venatoria

COSENZA Giovedì primo settembre prende il via la nuova stagione venatoria. «Finalmente ci ritroviamo in questa imminente stagione che ci deve vedere protagonisti, dopo un lungo periodo costellato di problemi e osta coli. Tante le aspettative dei seguaci di Sant’Uberto, ma soprattutto tante sono anche le incertezze, dovute per una serie di problematiche che abbiamo cercato di superare, ma c he sempre si potranno manifestare non appena si “abbassa” la guardia. Uno di questi problemi, che ci ha visti protagonisti e risolutivi grazie al nostro intervento duro e fermo, è stata la riconferma al numero minimo di 15 unità per le squadre di caccia al cinghiale e non a 25, come proposto da qualcuno nella ricerca di creare caos nelle squadre già composte. Oltretutto, con tanti porto d’armi ancora in fase di rilascio/rinnovo, la costituzione di gran parte delle squadre sarebbe stata compromessa ed i territori avrebbero rischiato di essere ancora più liberi con la conseguente proliferazione dei cinghiali ed quindi dei danni alle colture in atto, con forti ripercussioni sugli allevatori locali e all’economia stessa della nostra regione. Purtroppo c’è da far presente anche, i troppi territori preclusi alla caccia nella nostra provincia, in quanto sede di due Parchi Nazionali. Questi, per la loro estensione sproporzionata in termini di percentuale, sono diventati luoghi di incremento continuo di selvatici, non più controllabili dall’uomo. L’estremismo ambientalista/animalista è una piaga, che dopo anni, sta dando i suoi frutti nel peggior modo che si potesse sperare. Dalle montagne fino al mare, abbiamo presenze esagerate di cinghiali e adesso anche di lupi, non più timorosi nei confronti dell’uomo, anzi, oltre a predare piccoli e malati di cinghiale, attaccano di continuo gli ovini e caprini, causando un grosso danno a chi li alleva. È doveroso fare un plauso particolare all’Assessore Regionale Gianluca Gallo e al Dirigente alla Caccia Dott. Bruno Zito, con i qual i abbiamo un dialogo costante, costruttivo e cordiale, atto alla collaborazione più assoluta a tutela delle esigenze venatorie legate all’ambiente e all’agricoltura. A loro chiediamo interventi gestionali validi e soprattutto maggiore incisività nelle decisioni per il rilancio di un settore che è rilevante anche sotto l’aspetto economico della nostra Regione. La strada tracciata dall’Assessorato è buona ma ancora molto lunga, c’è tanto da fare: – Avviare il processo di sburocratizzazione del Dipartimento Agricoltura; – Approvare il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale; – Modificare l’obsoleta Legge Regionale n. 9/96; – Snellire i Comitati di Gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia (AA.TT.C.), da noi più volte invocato, alla metà dei componenti rispetto a quelli attuali (da 20 a 10), cosa che consentirebbe meno burocrazia ed un evidente risparmio di spesa; – Costituire l’Osservatorio Faunistico Regionale, c he sarebbe un organo di consultazione utilissimo ai fini della stesura dei Calendari Vena tori e di gestione del territorio a fini faunistici, bypassando in taluni casi anche l’ISPRA ; – Creare un sistema di comunicazione più chiaro, preciso e puntale verso gli utenti e le associazioni di categoria da parte del Dipartimento Agricoltura; – Approvare nei prossimi disciplinari per la caccia al cinghiale un sistema di assegnazione delle zone per la caccia al cinghiale più equo e imparziale». E’ quanto sostiene L’associazione Nazionale Libera Caccia di Cosenza. «Pretendere che gli AA.TT.C. effettuino dei ripopolamenti faunistici più incisivi, rispettando tempi e qualità; – Attuare un coordinamento efficace della Vigilanza Venatoria, necessaria ed indispensabile per la lotta al triste fenomeno del bracconaggio; – Rilanciare il settore Pesca nelle acque interne c on maggiori controlli e ripopolamenti. Altri principali problemi che intendiamo porre in attenzione sono: gli incendi ed il Calendario Venatorio. Siamo del parere che i cacciatori, quali fruitori del sistema, con la loro esperienza dovrebbero assolvere un ruolo di primo piano nella valorizzazione, tutela e salvaguardia del territorio. Basti pensare al problema incendi boschivi che devastano il nostro territorio. Siamo sempre più convinti che una maggi ore presenza dei cacciatori anche prima dell’apertura della caccia per vigilare nei boschi e nei territori a vocazione venatoria, costituirebbe un efficace deterrente ver so coloro che compiono questi atti criminali. Giova ricordare che da diversi anni a qu esta parte i Volontari della Libera Caccia si impegnano fattivamente nell’attività di avvistamento e spegnimento degli incendi boschivi. Sul Calendario Venatorio, necessita mettere in atto dei sistemi basati sull’impegno concreto di tutte le categorie: agricoltori, ambientalisti e cacciatori. Impegno che deve essere costante durante tutto l’anno e non solo nel la fase di preparazione del Calendario. A tal proposito, la Libera Caccia con il proprio Ufficio Tecnico Legislativo sulla Fauna Selvatica mette a disposizione delle Regioni delle linee guida per la stesura dei Calendari. Su questo tema non ci faremo intimorire dalle assurde pretese delle varie associazioni ambientaliste/animaliste con le solite battaglie anticaccia “radical chic”. Adopereremo ogni forma di tutela in difesa della caccia, affinché siano garantiti i diritti di migliaia di cacciatori onesti, che intendono esercitare la loro amata passione nel rispetto delle leggi e delle regole. Saremo vigili affinché questa passi one tanto attesa da numerosi ed onesti cittadini appassionati di arte venatoria non venga opacizzato. La Libera Caccia non lo consentirà, mai!!! La nostra linea programmatica è basata in difesa della caccia, con onore e senza alcuna vergogna. La Libera Caccia, da sempre, rivendica i propri diritti a testa alta. Siamo fieri di voler con ogni determinazione una caccia libera in un territorio libero, l’incremento dei tempi di caccia e delle specie cacciabili, la riperimetrazione dei Parchi ed il loro accesso per le attività cinofile. Con grande orgoglio siamo considerati l’unico, vero , Sindacato dei cacciatori e lotteremo in prima linea, affinché la caccia venga considerata un bene prezioso da salvaguardare e trasmettere alle generazioni future. Un bene culturale e tradizionale ma anche tecnico, scientifico e gestionale di cui la società moderna non può farne a meno. Cari cacciatori, meglio ancora, cari Liberi Cacciatori, il giorno dell’apertura è arrivato! Siamo all’apertura della caccia e come Presidente d ella gloriosa “Libera Caccia”, ma soprattutto come Cacciatore -dichiara il Presidente Provinciale ANLC Francesco Rizzuto- faccio, ad ognuno e non solo ai nostri sempre più numerosi iscritti, un grosso “in bocca al lupo” con l’appello di fare attenzione a se stessi e soprattutto agli altri, poiché la Caccia è una passione, è un’arte, come ci ha tramandato Federico II di Svevia, e come nella storia dell’uomo questa passione è sempre esistita, cosi dovrà essere per il futuro, con saggezza, scrupolosità e massima attenzione affinché un momento di svago dedicato a noi stessi nella natura, sia sempre un momento bello da poter raccontare con profonda commozione alle future generazioni».

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