Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 12:37
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

il sostegno

«Siamo tutti Alessandro Tocci». A Civita l’abbraccio dei sindaci dopo la condanna per la tragedia del Raganello – FOTO

La toccante lettera dei figli: «Papà hai portato un peso per otto anni ma il nostro amore resterà per sempre». L’appello dei primi cittadini: «Le responsabilità non gravino solo su di noi»

Pubblicato il: 30/05/2026 – 11:39
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
«Siamo tutti Alessandro Tocci». A Civita l’abbraccio dei sindaci dopo la condanna per la tragedia del Raganello – FOTO

CIVITA «Per otto anni hai portato un peso grandissimo, ma quando avrai finito di fare del bene alla tua comunità troverai noi, la tua famiglia il cui amore resterà per sempre». Una commovente lettera dei due figli Federico e Francesca e il sostegno umano prima che istituzionale: stamattina a Civita l’abbraccio dei sindaci di tutto il Cosentino a sostegno del primo cittadino dopo la condanna del 22 maggio a 4 anni e 1 mese per la tragedia del Raganello. «Siamo tutti Alessandro Tocci» si legge sulle t-shirt preparate per l’evento.

Le adesioni da tutta la provincia

Sono state oltre 50 le adesioni ufficiali sul gruppo Anci cui se ne sono aggiunte altre decine e decine: in piazza oltre la metà dei sindaci del Cosentino, dal Savuto al Pollino passando per la Valle dell’Esaro. Da Cosenza Franz Caruso, da Rende il vicesindaco Fabio Liparoti, dallo Jonio Gianpaolo Iacobini (Cassano) e Flavio Stasi (Corigliano Rossano). In prima fila anche l’assessore regionale Gianluca Gallo.
«Ma non siamo un partito» commenta Tocci incassando il sostegno dei colleghi «fuori da appartenenze politiche e campanilismi».
La piazza del borgo arbereshe si è riempita col passare delle ore fin dalla mattina, e ai sindaci si sono aggiunti i cittadini che hanno voluto manifestare la propria vicinanza a Tocci.
«L’imprevedibilità di una tragedia non può essere scaricata sulle responsabilità di chi amministra» commenta il presidente della Provincia, Biagio Faragalli, che è anche sindaco di una città in espansione come Montalto Uffugo.

Gli interventi

«Nessun sindaco deve essere lasciato solo» ha detto Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno, primo nella lunga lista degli interventi, ribadendo «il massimo rispetto per le vittime di quella tragedia improvvisa e devastante che ha segnato per sempre un’intera comunità. La nostra – ha aggiunto – non è una richiesta di impunità ma di tutela normativa per i sindaci, terminali di tutti i problemi e le emergenze». Da Cerisano, Lucio Di Gioia denuncia che «sul sindaco gravano responsabilità umane e giuridiche a fronte di una scarsità di mezzi e risorse: lottiamo a mani nude. Servono compattezza in Anci e una mano concreta dalla Regione per incidere su scala nazionale sulla gestione delle emergenze».
Franz Caruso invita a «rispettare le sentenze e la verità processuale, anche quelle che non condividiamo politicamente come in questo caso: sono sicuro – aggiunge – che i successivi gradi di giudizio faranno chiarezza, in sede processuale abbiamo detto che non ci sono responsabilità oggettive ma cause naturali fortuite ed eccezionali, quindi imprevedibili. Nessuna omissione, o bisognava prevedere con capacità divinatoria un evento estremo ad agosto che si ripete ogni 400 anni? Alessandro doveva forse prevedere che i 400 anni erano scaduti?!?».

Tocci: la giustizia chiarisca tutto in tempi brevi

Secondo Tocci «oggi bisogna fare una riflessione sui sindaci e sul loro ruolo: al di là della mia vicenda personale, una comunità è preoccupata ma io vado avanti da servitore dello Stato, sperando che la giustizia faccia il suo corso in tempi brevi. Quella di oggi è una pietra miliare nella storia dei sindaci e ringrazio anche chi non è potuto venire qui ma mi ha espresso solidarietà».
Quando la piazza si svuota iniziano ad arrivare gli invitati di un matrimonio particolare: quello di una giovane coppia di Civita che qui ha deciso di restare. Ai piedi del Pollino la vita continua cercando una normalità che in parte manca da quella drammatica estate del 2018. (euf)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x