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La vertenza

Piattaforme in mare, stangata all’Eni: condannata a pagare 3,4 milioni di Imu al comune di Crotone

Rigettato il ricorso presentato dalla società alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria

Pubblicato il: 04/10/2022 – 19:03
di Gaetano Megna
Piattaforme in mare, stangata all’Eni: condannata a pagare 3,4 milioni di Imu al comune di Crotone

CROTONE Il Comune di Crotone aveva ragione nel chiedere il pagamento dell’Imu per le piattaforme a mare utilizzate per l’estrazione del metano: rigettato il ricorso presentato dall’Eni Spa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria. Questa sentenza, emessa il 21 settembre scorso, chiude una vertenza legale per l’annualità 2016, che aveva già visto incassare un giudizio favorevole al Comune.
L’Eni, infatti, aveva già presentato ricorso contro una sentenza di primo grado, pronunciata il 18 aprile 2021(depositata l’11 novembre 2021) dalla Commissione tributaria provinciale di Crotone. Già in primo grado l’Eni era stata, infatti, condannata a pagare 3,4 milioni di euro per l’annualità 2016 e sette milioni di euro per le annualità Imu 2017 e 2018 (3,5 milioni di euro per ogni annualità). Si chiude la vicenda dell’annualità 2016, ma resta pendente quella delle annualità 2017 e 2018. La Commissione tributaria provinciale, tra l’altro, aveva condannato il ricorrente a pagare 15 mila euro di spese di lite.
Il ricorso alla Corte di giustizia tributaria è stato presentato lo scorso 9 febbraio. L’Eni, con questo ultimo ricorso, aveva chiesto l’annullamento sentenza emessa dalla Commissione tributaria provincia per «la irregolare costituzione del contraddittorio in primo grado», perché la somma non era dovuta in quanto era in corso una transazione tra la stessa Eni Spa e il Comune pitagorico, perché nel frattempo era entrata in vigore una nuova normativa «che dichiarerebbe intaccabili le piattaforme marine», per «la carenza del potere di imposizione del Comune sulle piattaforme», «la carenza del presupposto  oggettivo per l’applicazione dell’imposta e la legittimità delle sanzioni applicate ed irrogate».
Oltre all’annullamento della sentenza di primo grado l’Eni aveva chiesto di fare pagare al Comune, in caso di accoglimento del ricorso, anche le spese legali. La Corte di giustizia tributaria ha rigettato la richiesta del ricorrente e ha condannato l’Eni a pagare quanto dovuto. Grazie a questa sentenza entreranno nella casse del Comune fondi non vincolati, cioè che potranno essere investiti in progetti importanti per rilanciare la città.  (redazione@corrierecal.it)

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