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Surroghe e nuovi assetti, il Consiglio regionale riaccende i motori. Nel centrodestra Lega in forte fibrillazione

Prossima seduta dopo l’insediamento delle Camere: si sostituiranno gli eletti. Tensioni nel Carroccio: Mancuso “agita” i salviniani

Pubblicato il: 08/10/2022 – 17:00
Surroghe e nuovi assetti, il Consiglio regionale riaccende i motori. Nel centrodestra Lega in forte fibrillazione

CATANZARO Le surroghe e il rilancio dell’attività legislativa partendo da una ulteriore puntualizzazione delle funzioni di Azienda Zero. Dopo la parentesi elettorale il Consiglio regionale riaccende i motori. A Palazzo Campanella i lavori sono ripresi già però a scartamento ridotto, ma da martedì si infittiranno con ben tre commissioni che si riuniranno a stretto giro di posta: la prima, e, in seduta congiunta, la seconda e la Vigilanza, che si occuperanno dell’esame di una relazione della Corte dei conti sulla copertura finanziaria delle leggi regionali nel 2021. 

L’agenda del Consiglio regionale

Sul tavolo delle commissioni comunque c’è soprattutto una proposta di legge regionale che ricalibra alcuni testi precedentemente  approvati nel nome della “leale collaborazione” con il governo, che ha evidenziato qualche smagliatura che ora va emendata. Tra le norme da “aggiustare” spicca una più puntuale definizione dei compiti di Azienda Zero, il nuovo ente di governance della sanità calabrese fortemente voluto dal governatore Roberto Occhiuto. Ma ovviamente l’attenzione degli addetti ai lavori sarà concentrata sui risvolti politici delle elezioni per il Parlamento sugli assetti dellaRegione, anche fronte Consiglio. Il voto del 225 settembre ha di fatto confermato la leadership del centrodestra, evidenziando una crescita esponenziale di Fratelli d’Italia che però non ha dilagato, mentre forza Italia ha registrato un ottimo dato, rafforzando dunque la leadership di Occhiuto. Chi è uscita malconcia dalle urne è stata la Lega e infatti è proprio sulla Lega che si addensano maggiori interrogativi, anche perché già prima delle elezioni il Carroccio ha registrato tensioni e divisioni interne, che potrebbero ulteriormente acuirsi in questa fase. Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo campanella, la prossima seduta del Consiglio regionale, la prima dopo il voto, dovrebbe tenersi nella settimana tra il 17 e il 23 ottobre e comunque prima della fine del mese (in settimana potrebbe essere convocata una “capogruppo”).  Al primo punto all’ordine del giorno dovrebbero esserci le surroghe dei consiglieri regionali risultati eletti al Parlamento: Giovanni Arruzzolo di Forza Italia, che sarà sostituito da Domenico Giannetta, Fausto Orsomarso per Fratelli d’Italia, che sarà surrogato da Sabrina Mannarino, e Simona Loizzo per la Lega, che sarà surrogata da Pietro Molinaro. Due degli eletti – Arruzzolo e Loizzo – sono anche capigruppo uscenti, e quindi il loro avvicendamento comporterà sicuramente qualche “movimento” interno ai relativi gruppi e partiti. Secondo fonti del centrodestra tuttavia, non sembra che ci siano particolari fibrillazioni in Forza Italia: il ruolo di capogruppo dovrebbe essere riservato a uno tra Michele Comito, Giuseppe Mattiani e lo stesso Giannetta, che alle Regionali di un anno fa ha preso circa 10mila voti, considerando che Comito e Mattiani sono anche presidenti di commissione è possibile che tra gli azzurri si dia vita a un gioco a incastri che comunque appare abbastanza indolore. Nè problemi sembrano profilarsi per Fratelli d’Italia, che a livello consiliare ha i suoi assetti già definiti. 

Il “nodo” Carroccio-Mancuso

Diverso discorso invece – riferiscono i bene informati – nella Lega, perché qui la partita, che si intreccia anche con quella legata al nuovo assessore in Giunta in luogo della neo senatrice Tilde Minasi, già risentirebbe delle tossine pre e post elettorali. Secondo quanti si è appreso, a gestire la situazione sarebbe sempre il leader del Carroccio Matteo Salvini, che però avrebbe rinviato ogni discussione sul dossier Calabria alle prossime settimane, perché al momento la priorità assoluta sono le trattative per il governo nazionale. Nel Carroccio il “nodo” più grosso da sbrogliare è rappresentato dalle mosse del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che è dato sempre più distante dai vertici calabresi della Lega o e che negli ultimi tempi – si dice da fonti accreditate – avrebbe stretto un asse sempre più forte con il governatore forzista Occhiuto e inoltre avrebbe allacciato un ottimo rapporto anche con i meloniani.  Sulla scorta di queste “sinergie”, del resto, Mancuso ha anche conquistato alla causa del centrodestra e della Lega in particolare la presidenza della Provincia di Catanzaro, finita sulle spalle di Amedeo Mormile, salviniano e soprattutto mancusiano. Un risultato per nulla scontato, il successo alla Provincia di Catanzaro, e chiaramente in controtendenza rispetto al trend della Lega, perdente invece a livello regionale e nazionale, almeno nella ”conta” con gli alleati. Sempre fonti accreditate riferiscono che Mancuso attenderebbe da Salvini un chiarimento che parta dal riconoscimento del suo contributo in questa fase non facile per il Carroccio. E la figura di Mancuso, oltre alle continue e latenti fibrillazioni all’interno della lega, rendono il quadro magmatico sia per la scelta dell’assessore sia la scelta del nuovo capogruppo, ruolo per il quale in pole viene comunque considerato Pietro Raso.  (c. a.)

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