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La riflessione

«Calabria: cercasi iniziative per consentire lo sviluppo»

C’è ancora tanto da fare in Calabria. Il territorio paga a caro prezzo anni di incurie e, a volte, dimostra di non reggere neppure il confronto tra le sue stesse città. Se non fosse per le bellezz…

Pubblicato il: 07/11/2022 – 10:31
di Franco Scrima*
«Calabria: cercasi iniziative per consentire lo sviluppo»

C’è ancora tanto da fare in Calabria. Il territorio paga a caro prezzo anni di incurie e, a volte, dimostra di non reggere neppure il confronto tra le sue stesse città. Se non fosse per le bellezze che la natura le ha donato sarebbe come vivere in una regione da terzo mondo. È, purtroppo, il frutto di una politica debole, talvolta miope, incapace di determinare la crescita del territorio regionale perché il sistema continua ad essere quello clientelare. E oggi quelle scelte si pagano a caro prezzo.
Anni di sola speranza che si pensavano superati e, invece, sono ancora presenti in Calabria dove il sistema continua ad essere sempre lo stesso: la consegna del territorio al voto di preferenza. Un sistema che continua a far emergere le debolezze di questa regione, della sua “rete urbana”, lasciata alla speranza che qualcosa cambi per potersi riprendere quanto meno le sue antiche tradizioni, compresa la proverbiale ospitalità della sua gente. 
In Calabria si continua a vivere di speranza, diventata una sorta di attesa perché si mettano a frutto gli investimenti pubblici che diano sostegno alle attività produttive e, dunque, alla promozione del lavoro e dell’occupazione, incluse le opere di bonifica per migliorare l’agricoltura, volano (trascurato) di benessere per la Calabria.
Resistono poche iniziative, una di esse è il Porto di Gioia Tauro realizzato per fare da traino all’economia regionale ma che, purtroppo, continua ad essere noto per talune attività in mano alle organizzazioni malavitose, le cui “operazioni” si riverberano negativamente sul ciclo produttivo della struttura che è tra le più grandi e attrezzate d’Europa. Il turismo morde ma non si sviluppa. Forse è un problema di organizzazione oltre che di cura del settore. E dire che potrebbe dare importanti ritorni all’economia regionale. Le condizioni della viabilità da una parte, e le strutture ricettive dall’altra, non consentono di far emergere il settore. E’ sufficiente considerare la superstrada jonica che (non si sa quando) collegherà la Calabria alla Puglia. Se ne parla da tempo, ma ancora la strada attende di essere realizzata.
La Calabria è ricca di borghi, alcuni stupendi, che avrebbero solo bisogno di essere curati per essere immessi a pieno titolo nel circuito turistico. Così come le stazioni termali, sia per la qualità delle loro acque, considerate di alto interesse curativo; sia per gli incantevoli luoghi che la natura ha scelto per loro. 
Tutto questo fa parte di quel progetto di sviluppo della Calabria di cui se ne parla da decenni Allo stesso modo del Ponte sullo Stretto di Messina per unire la Sicilia all’Italia. Se ne discute da oltre mezzo secolo. Per esso sono stati stanziati cifre importanti, che però sono stati fatti “evaporare” in progetti mai avviati e per mantenere in vita le Società che avrebbero dovuto provvedere a realizzare l’opera. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: questo estremo lembo del Paese è come abbandonato a sé stesso. Mai una iniziativa che incoraggi i Calabresi e li faccia sentire parte dell’Italia.
Così è anche per l’alta velocità ferroviaria, tutt’ora sconosciuta ai calabresi. Si ferma in Campania perché, da quella regione verso Sud se ne parlerà in seguito. Quando non si sa.
Per non parlare dei territori lungo la fascia Jonica calabrese che continuano ad essere colpevolmente trascurati, lasciati fuori da qualsiasi iniziativa che li aiutarli a progredire. Una parte di Calabria che ha ancora un sistema di collegamenti ferroviari “primitivi”: la ferrovia alimentata a carbone o a gasolio, carrozze vecchie, senza riscaldamenti, spacciate per “intersity” che alimentano solo il malcontento. Dopotutto si tratta di riconoscere gli stessi diritti degli altri. Ribaltare il destino della Calabria, portandola fuori dalla mediocrità e condurla verso il progresso, significa restituire al territorio la consapevolezza di essere considerata al pari delle altre regioni.   
*giornalista

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