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Il caso

Insiti “torna” al comune di Corigliano Rossano. Stasi: «Sentenza limpida. Ma qualcuno s’è venduto la partita» – VIDEO

Accuse circostanziate, altre velate, dell’amministrazione comunale sui coni d’ombra: «Documenti spariti e omissioni sulla vicenda»

Pubblicato il: 11/11/2022 – 10:45
di Luca Latella
Insiti “torna” al comune di Corigliano Rossano. Stasi: «Sentenza limpida. Ma qualcuno s’è venduto la partita» – VIDEO

CORIGLIANO ROSSANO Quel bene non è usucapibile. È quanto stabilito dalla sezione civile del tribunale di Castrovillari rispetto alla causa di usucapione intentata da un privato sui tre ettari in cui insiste il palazzetto dello sport di contrada Insiti, terra di mezzo tra Rossano e Corigliano.
La storia che ruota attorno all’area sportiva di Insiti (ne abbiamo parlato anche qui e qui), sorta agli inizi degli anni 80 e gestita per alcuni decenni da un consorzio composto dagli ex comuni di Corigliano e Rossano, è densa lati oscuri, offuscati ancora di più da «documenti spariti ed omissioni».
Ed è il sindaco Stasi a far comprendere – nel corso di una conferenza stampa – con una metafora calcistica, come stavano le cose. «Stavamo perdendo la partita 3-0 (dopo una prima sentenza del Consiglio di Stato favorevole al privato, ndr) ma poi nel secondo tempo siamo riusciti a passare in vantaggio per 4-3. Siamo ancora al 70° minuto. Abbiamo però il forte sospetto che qualcuno si sia venduto la partita». Parole durissime – allegorie pallonare a parte – del primo cittadino. E per questo, annuncia Stasi, l’amministrazione comunale andrà fino in fondo, presentando querele ed aprendo anche una commissione d’inchiesta interna perché, come riferisce l’assessore Damiano Viteritti, già membro del consorzio che gestiva il palazzetto dello sport «è indubbio che siano sparite le carte che avrebbero impedito al privato di intentare una causa di usucapione su un bene pubblico».
«Gli atti che avrebbero impedito l’usucapione sono stati sottratti e quindi non sono stati presentati alla corte durante il contenzioso giudiziario. Un’inerzia della pubblica amministrazione – tuona Viteritti – impacchettata nell’ex comune di Corigliano». Altre accuse circostanziate.

Una immagine dell’area del palazzetto dello sport di contrada Insiti ripresa da Google Maps


E che qualcuno sia responsabile di tutta la vicenda – in cui un bene pubblico rischia ancora di finire nelle mani del privato che potrebbe presentare appello – non vi è dubbio, in quei coni d’ombra e anfratti della politica e della pubblica amministrazione, privati e registi occulti. Quell’area, baricentrica tra le due ex città, anche in ottica di conurbazione nei prossimi decenni, con a monte il costruendo ospedale della Sibaritide e con la legge di istituzione del comune unico che in quei luoghi prevede il centro direzionale e la cittadella dei servizi, vale oggi decine di milioni di euro e tra qualche anno, probabilmente molto di più. Insiti rappresenta oggi la cerniera tra i due territori fusi, e domani potenzialità urbanistiche incalcolabili.

Stasi: «Non vi è dubbio sull’inerzia della pubblica amministrazione»

«La sentenza del tribunale di Castrovillari è fondamentale – dice Stasi – perché adesso si apre una strada in cui la pubblica amministrazione dimostra quella che è la verità, ovvero che quell’area è un bene pubblico che è stato sottratto alla comunità e alla comunità deve ritornare. Un passaggio non semplice perché tutte le sentenze emesse in passato, probabilmente per l’inerzia della pubblica amministrazione erano state sfavorevoli ai due comuni. L’ufficio legale comunale sta valutando quali passaggi compiere per rientrare in possesso del bene. Ho già chiesto all’ufficio legale di attivare tutte le procedure nel rispetto del rito giudiziario perché il privato può appellarsi, ma sono fiducioso perché quella sentenza è molto solida».
«Non vi è dubbio che vi sia stata dell’inerzia – rinforza la tesi Stasi –. Da quando ci siamo insediati ci siamo concentrati più sull’ottenimento del risultato che su chi sia stato a favorire questa occupazione. Ora si apre la partita sulle inadempienze da parte della pubblica amministrazione, senza per questo incarnare i panni dei giustizialisti o degli inquisitori. Ma è evidente che se dalle carte emerge solo oggi, per la prima volta, un risultato positivo su una vicenda così scontata sotto il profilo politico e sociale, certi passaggi dovevano essere fatti prima».

Flavio Stasi

«Questa amministrazione ha sempre immaginato a Insiti un grande parco – spiega il sindaco di Corigliano Rossano – e per tale non si deve intendere una villa comunale ma vero e proprio parco, con tanti servizi, con uffici comunali, con la piscina, con un impianto per grandi eventi. È questa l’idea contenuta nelle nostre linee programmatiche che abbiamo proposto nei contratti istituzionali come i Cis. E appena torneremo in possesso del bene dobbiamo, su tutto, verificare qual è lo stato di consistenza dei luoghi, ovvero capire qual è il punto da cui partire per il recupero».
All’incontro con i media convocato sulla vicenda erano presenti anche alcuni assessori come Damiano Viteritti, Tatiana Novello, Alessia Alboresi e Mauro Mitidieri, vero deus ex machina dell’operazione “salvataggio” di Insiti.

Mitidieri: «La sentenza ci dà ragione e rigetta la domanda di usucapione del privato»

«La sentenza è un successo che ci aspettavamo perché la strategia difensiva è stata molto ben ponderata. Il magistrato nella motivazione ripercorre una vicenda processuale delicata e ci dà ragione rigettando la domanda presentato dal cittadino di usucapione. Non siamo ancora nella disponibilità del bene che non è però stato usucapito e questo è un dato importante».

Mauro Mitidieri

«Abbiamo chiesto al nostro procuratore di notificare immediatamente la sentenza, in modo tale che i tempi per un eventuale appello siano più ristretti, e poi di avviare una interlocuzione con il procuratore della controparte per capire quali possano essere le determinazioni del cittadino, che potrebbe anche decidere di rilasciare il bene spontaneamente senza costringerci ad avviare ulteriori azioni che comunque verranno avviate, rispetto alle quali stiamo approfondendo tutti gli aspetti. Si tratta di fasi delicate, sono volutamente abbottonato sulla strategia difensiva perché non voglio pregiudicare un momento importante come questo». In ogni caso dal palazzo di città è pronta una richiesta di rilascio del bene.
Insomma, l’amministrazione comunale di Corigliano Rossano vuole fare piena luce su una vicenda intricata e delicata allo stesso tempo, ed oscurata da zone grigie.
«Siamo pronti per una commissione d’inchiesta – conclude Stasi – soprattutto alla luce di quelle “prove generiche” di cui parla il giudice, che sono alla base della sentenza. Ma dovremo anche considerare che l’ex comune di Rossano, dopo la soppressione del consorzio che ha gestito Insiti, ha ceduto gratuitamente la sua parte di bene al comune di Corigliano nel 2014». (l.latella@corrierecal.it)

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