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Lo scrittore che “inventò” Sciascia e le altre storie della Calabria dimenticata – VIDEO

Nel volume di Bruno Gemelli “Il pappagallo silenzioso” tornano alla luce vicende finite nell’oblio. Undici racconti avvincenti

Pubblicato il: 17/11/2022 – 9:23
di Antonio Chieffallo
Lo scrittore che “inventò” Sciascia e le altre storie della Calabria dimenticata – VIDEO

LAMEZIA TERME Bruno Gemelli è uno dei decani del giornalismo calabrese non solo per la sua quarantennale carriera, ma soprattutto per il grande prestigio universalmente riconosciuto dal mondo della cultura calabrese. Storico, grande studioso di storie e uomini di Calabria, ha riportato alla luce, scovandole negli anni, le vicende di luoghi, personaggi, vite finite nell’oblio o mai conosciute. Storie avvincenti che meritano di essere conosciute.
Sulle orme di questo percorso che ha portato Bruno Gemelli a scrivere numerosi saggi, si colloca il suo ultimo lavoro: “Il pappagallo silenzioso”, edito da “Città del Sole”. Undici racconti di una Calabria dimenticata che l’autore ci offre con la penna di uno scrittore romanziere, definizione a lui non gradita: «Io sono un cronista. Racconto i fatti per come ho modo di studiare e verificare». Una Calabria verso cui oggi mostra molto pessimismo: «Registro un disastroso abbassamento del livello culturale, civile, politico con pochi margini di miglioramento. L’unica speranza è che i giovani prendano in mano il loro futuro».

Una terra comunque ricca di figure di grande rilievo: «Pensiamo allo scrittore Saverio Montalto, pseudonimo di Francesco Saverio Barillaro, il primo a pubblicare un romanzo di mafia in Italia e nel mondo, “La famiglia Montalbano”, in antitesi a quanto viene riportato su Leonardo Sciascia, considerato l’antesignano del genere».
Montalto ha una storia tragica ed incredibile allo stesso tempo: «Era un veterinario di Ardore legatissimo a sua sorella Anna aveva sposato un tizio poi rivelatosi poco raccomandabile. In una delle frequenti liti, annebbiato dalla rabbia, punta al cognato la sua arma ma, invece di uccidere lui, colpisce la sorella che muore all’istante». Un caso dai risvolti romanzeschi: «Interrogato dal giudice, Barillaro dichiara che, non sentendosi in condizione di parlare, avrebbe reso testimonianza in un memoriale. Decine di pagine che finiscono tra le mani di Mario La Cava. Scritto magistralmente, il documento viene inviato ad Alberto Moravia che lo pubblica sulla sua rivista». Il successo vero e proprio arriverà molti anni dopo la sua permanenza in un manicomio criminale proprio con “La famiglia Montalbano”.
Bruno Gemelli continua il suo viaggio con la storia di Teresa Talotta, la donna incinta e madre di quattro figli, uccisa dai tedeschi a Roma mentre tentava di raggiungere il marito prigioniero. Una vicenda che suscitò la reazione sdegnata dei romani e che ispirò il film di Roberto Rossellini “Roma città aperta”. La straordinaria Anna Magnani di quel lungometraggio interpretò proprio Teresa Talotta.
Il saggio di Bruno Gemelli continua ancora con Elena Sodano e la sua casa delle demenze a Cicala, da poco inaugurata; con il primo presidente della Cassa del Mezzogiorno Gabriele Pescatore. Ed ancora il disastro ferroviario di Pizzo nel 1918, con decine di morti e nemmeno citato nei registri delle Ferrovie dello Stato; il codice Romano Carratelli, le tonnare e molto altro
Pagina dopo pagina, insomma, viene fuori un mondo inaspettato che vale la pena davvero leggere.

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