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L’anniversario

Cosenza ricorda il corteo no global di venti anni fa con una rassegna culturale

Il 23 novembre del 2002 nella città dei bruzi la grande manifestazione contro gli arresti degli attivisti della Rete meridionale del Sud ribelle

Pubblicato il: 22/11/2022 – 11:16
di Francesco Veltri
Cosenza ricorda il corteo no global di venti anni fa con una rassegna culturale

COSENZA A vent’anni esatti dall’imponente corteo organizzato a Cosenza per protestare contro gli arresti di venti attivisti dei movimenti no global della “Rete meridionale del sud ribelle”, questa settimana, nell’area urbana cosentina, si terranno una serie di eventi per discutere dei temi affrontati in quel periodo, per certi versi molto simili a quelli di oggi. Previsti convegni, dibattiti pubblici e proiezioni di video e film che raccontano il G8 di Genova e l’operazione, decisa dalla magistratura cosentina, che fece finire in carcere venti persone (in totale gli indagati furono 42).

Gli arresti e la manifestazione del 23 novembre 2002

La manifestazione nazionale del 2002 si tenne il 23 novembre per le strade di Cosenza. Circa 100 mila persone provenienti da ogni parte d’Italia, partirono dalla stazione di Vaglio Lise per raggiungere l’ex piazza Fera dopo più di quattro ore di cammino. In testa al corteo un grande striscione con su scritto “Liberi tutti”. Un evento pacifico ma dal messaggio chiaro e potente (che per un giorno mise la città dei bruzi al centro del dibattito nazionale): la richiesta della liberazione immediata di tutti gli attivisti arrestati a Cosenza, Napoli e Taranto con l’accusa di associazione sovversiva finalizzata al sovvertimento dell’ordine costituzionale e propaganda sovversiva. Reati d’opinione ai quali la città decise di opporsi duramente. “Davvero una strana città, Cosenza – scrisse della manifestazione l’inviato del Corriere della Sera Marco Imarisio –. Più che accogliere i no global, i suoi abitanti hanno scelto di fondersi con loro. Così, lungo i sette chilometri di manifestazione, diventa difficile disegnare la strada del corteo, separare i manifestanti dagli spettatori che in certe curve del centro sono così tanti da far pensare ad un’altra adunata invece è soltanto gente che applaude e si prepara all’aperitivo. E intanto aiuta a far nascere una strana protesta, senza rabbia, quasi gioiosa”. Oltre agli arresti, l’operazione del 15 novembre delle forze dell’ordine, coordinata dalla Procura di Cosenza, aveva portato anche a decine di perquisizioni e sequestri contro le organizzazioni no global presenti all’interno dell’Università della Calabria (in manette anche due ricercatori). Dopo tre settimane tutti gli arrestati vennero scarcerati.

“Giammai faremo i bravi”

“«Guerra, pandemia, siccità. Avevano ragione i Noglobal». È una frase ricorrente che affiora spesso sulla bocca delle persone, nel prendere atto degli effetti devastanti della globalizzazione neoliberista”.  Inizia così la nota diffusa dagli attivisti di Radio Ciroma, La Base e Aula Studio Liberata che hanno organizzato alcuni degli incontri di questi giorni. “Quanto rimane oggi – prosegue il comunicato – di quei movimenti che 20 anni fa, assediando i potenti della terra nei vertici internazionali da Seattle al G8 di Genova, invasero le piazze per difendere la natura e la dignità umana? Le piaghe del presente sono il cambiamento climatico, le sofferenze di uomini e donne ovunque sfruttati dal capitalismo multinazionale, l’estrattivismo, l’esodo dei migranti in fuga dalle zone più povere e tormentate da carestie e conflitti. Oggi ad affrontare questi mali e a soccorrere milioni di esseri umani sono i movimenti femministi, quelli per il diritto all’abitare e contro il cambiamento climatico, i comitati per la sanità pubblica e le reti solidali per la sovranità alimentare, i collettivi che costruiscono socialità e cultura all’interno dei quartieri e nelle periferie. Intanto, il governo delle destre, con la complicità di altre forze politiche asservite al neoliberismo, progetta la costruzione di nuove grandi opere inutili, invece di badare alle priorità reali, cioè la messa in sicurezza di fiumi e aree costiere, il ripristino di servizi sanitari cancellati dai tagli e dalla privatizzazione, la riqualificazione di infrastrutture che un tempo collegavano territori oggi isolati. A 20 anni dall’operazione di polizia e carabinieri che portò all’arresto di 20 attivisti e attiviste di quei movimenti e della rete meridionale del sud ribelle, ma soprattutto nella ricorrenza del 23 novembre 2002, quando una manifestazione oceanica attraversò le strade della città per chiedere l’immediata liberazione di tutte e tutti, in questa settimana, nell’area urbana di Cosenza, i ribelli di quella generazione e delle precedenti, le e gli attivisti di oggi, le cosentine e i cosentini che si schierarono dalla parte delle libertà fondamentali e dei diritti civili minacciati dall’operazione della procura di Cosenza – conclude la nota –  si danno appuntamento in numerose iniziative per discutere e riflettere insieme”.

Il programma degli eventi

Dopo l’incontro di ieri tenutosi nell’Aula Studio Liberata dell’Unical dal titolo “Venti anni dopo-Racconti, temi e prospettive a vent’anni dal processo al Sud Ribelle”, oggi alle 18, si terrà un nuovo incontro al Dam dell’Università della Calabria, sul tema “Storie dell’altro mondo 2002-2022”. Nell’occasione sarà presentato un video intitolato “Cosenza sovversiva. Dagli arresti alla liberazione”. L’iniziativa è promossa dal Filorosso. Domani, mercoledì 23 novembre alle ore 18.30, nella sede de “La Base” in via Macallè 17 a Cosenza, si svolgerà un incontro con Mimmo Tramontana, Equosud, Autoproduzioni equosolidali. Seguiranno una mostra dal titolo “Le giornate di Cosenza”, un dibattito e un aperitivo sociale con i prodotti di Equosud. Giovedì 24 novembre alle 20, al cinema San Nicola di via Rivocati, verrà proiettato il film “Se fate i bravi” di Stefano Collizzoli, una coproduzione italo-belga che torna sui terribili giorni del G8 di Genova del 2001.

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